IL DOVERE COMPIUTO

Dopo anni ed anni di attesa e superando circostanze avverse che, in passato, non consentirono di soddisfare l'ambizione di Roma, finalmente il 15 giugno 1955, nella 50° Sessione di Parigi, il Comitato Internazionale Olimpico, grazie soprattutto all'avveduta preparazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, affidò alla Capitale d'Italia la celebrazione dei Giochi della XVII Olimpiade.

È doveroso ricordare che in quella occasione l'Avv. Giulio Onesti, il Dott. Bruno Zauli, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del C.O.N.I., e l'Ing. Salvatore Rebecchini, Sindaco di Roma, incitati dalla volontà di maturare favorevolmente la decisione del C.I.O., riuscirono a creare negli ambulacri del vecchio palazzo parigino del Faubourg Saint-Honoré, un'atmosfera di cordiale comprensione; e si prodigarono validamente, fornendo copiosa documentazione, planimetrie, fotografie, disegni, grafici e progetti, raccolti tutti in un chiaro ordine ed illustrati con dovizia di particolari e con eloquenza di cifre.
In quell'epoca l'Urbe disponeva di un solo impianto sportivo in linea con le esigenze olimpiche: lo Stadio Olimpico del Foro Italico inaugurato nel 1953; l'Olimpico con i suoi pregi, con le sue caratteristiche moderne e funzionali, già costituiva un'efficace base di partenza.
Oltre alle difficoltà da superare per la costruzione di stadi, di piscine, di campi di gara e di allenamento, altri problemi affiorarono - di natura economica, tecnica e urbanistica - che furono poi affrontati e risolti nel corso dei quattro anni di preparazione.
Il 22 settembre 1955, il C.O.N.I. elaborò un piano di massima e provvide alla nomina di una Commissione di studio (Francesco Bartolotta, Nello Ciampi, Marcello Garroni, Pietro Petroselli, Mario Saini, Paolo Thaon di Revel, Giorgio de Stefani), allo scopo di esaminare dettagliatamente il piano di ordinamento.
Nell'occasione l'Avv. Giulio Onesti illustrò i compiti della Commissione ed accennò ad un programma basato su rapporti e contatti con le Federazioni Sportive Nazionali interessate.
Il 31 marzo 1956, la Commissione fu in grado di presentare alla Giunta Esecutiva del C.O.N.I. un approfondito rapporto, non mancando di suggerire l'opportunità, in omaggio alla millenaria storia di Roma, di imprimere alla XVII Olimpiade una fisionomia particolare, facendo svolgere qualche manifestazione compresa nel programma olimpico nella Basilica di Massenzio e nelle Terme di Caracalla, lungo l'Appia Antica, ecc.
Il rapporto prevedeva le attribuzioni del Comitato Organizzatore, gli aiuti necessari per l'allestimento di campeggi, l'intervento per la predisposizione dei servizi urbani, la necessità di nuove strade, nonché, ovviamente, la costruzione degli impianti sportivi. Un esame accurato fu richiesto dal problema riguardante i limiti della sfera di azione del futuro Comitato Organizzatore e furono stabiliti i principali compiti, e cioè: a) assicurare alloggio e vitto ai partecipanti muniti di Carta Olimpica, e precisamente: agli atleti e riserve ammessi dal regolamento, agli Ufficiali delle Delegazioni, ai Giudici nazionali e stranieri, ai giornalisti e radiocronisti, al personale del Comitato Organizzatore, ai Dirigenti delle Federazioni Internazionali, agli ospiti d'onore quali i membri del C.I.O.  ; b) assicurare i trasporti ed i parcheggi per le suddette categorie; c) provvedere all'organizzazione di eventuali congressi sportivi; d) provvedere ai servizi per la stampa e ad altre fonti di informazione; e) provvedere alla costituzione ed al funzionamento di tutti i settori tecnico-sportivi. La Commissione approfondì lo studio relativo al periodo da preferire per lo svolgimento dei Giochi Olimpici, basandosi sui seguenti elementi: temperatura e precipitazioni; ore di luce solare; venti per le gare veliche; possibilità ricettive in relazione all'affollamento turistico.

Problemi organizzativi

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La Commissione non mancò di esaminare i precedenti storici relativi agli sport inclusi nelle Olimpiadi di Berlino, Londra, Helsinki e quelli previsti dal programma tecnico della XVI Olimpiade di Melbourne, rilevando, in linea di principio, che dal 1936 al 1956 non erano intervenute variazioni negli sport obbligatori e facoltativi, ma soltanto alcune per aumento di categorie nel sollevamento pesi e nel pugilato, di classi nella vela, di specialità nel tiro a segno e nel nuoto, ed altre minori. A tale proposito, la Commissione esaminò alcune possibilità di cambiamento nel programma agonistico, ed in particolare la sostituzione di uno sport facoltativo con un altro sport facoltativo; in linea di massima, ritenne che la formula ideale sarebbe stata quella di mantenere il programma standard di Helsinki e di Melbourne, con l'eventuale eliminazione del « tiro al cervo corrente », di scarsa pratica mondiale. Tuttavia, la Commissione ritenne utile suggerire la riduzione del numero delle gare comprese nel programma delle due precedenti Olimpiadi. Dopo aver attentamente vagliato il numero degli atleti titolari e delle riserve presenti alle Olimpiadi di Londra e di Helsinki, la Commissione consigliò la limitazione del numero delle squadre, la riduzione delle riserve, l'aumento delle concorrenti femminili, la diminuzione del numero degli ufficiali, la possibile eliminazione dei titoli per squadre quando prodotti dalla somma di prove già valide per le classifiche individuali. Così operando - prevedeva la Commissione - le iscrizioni non avrebbero superato le 6.000 unità in campo maschile e le 1.000 unità in quello femminile (per un totale massimo di 7.000 iscritti). In relazione al complesso degli atleti fu prevista la quota degli ufficiali calcolata al 25 % e, cioè, 1.800, e degli accompagnatori o personale di servizio, il cui numero fu calcolato intorno alle 1.000 unità.
Per quanto riguardava le altre categorie, e, cioè: ufficiali di gara, giornalisti e dirigenti Internazionali, la Commissione ne suggerì una eventuale riduzione, del resto in parte già prevista dalle Regole del C.I.O. , con il blocco del numero dei giornalisti accreditati. Il piano relativo al personale del Comitato Organizzatore, e quello per il funzionamento del Villaggio Olimpico, previdero una disponibilità di 4.000 unità circa.
In via teorica apparve conveniente consigliare che il Villaggio Olimpico fosse sistemato in località a ponente di Roma, in zona equidistante tra i due centri principali del Foro Italico e dell'EUR; ma, dalle prime indagini, si rilevò che non esisteva nella zona suddetta un terreno di circa 50 ettari, salvo doversi allontanare notevolmente tanto da annullare il possibile beneficio di una relativa equidistanza tra i due principali centri di gare.
Per la suddivisione dei Villaggi Olimpici, la Commissione, esaminati i precedenti, riconobbe che con il passare dei quadrienni, s'era riscontrata una evoluzione, quella, cioè, di rendere sempre più funzionale il settore del Villaggio riservato agli uomini collegandolo con quello destinato alle donne.
Un problema molto simile fu quello relativo all'alloggio di altre categorie, e cioè: 1°) Ufficiali ed accompagnatori che non alloggiavano nel Villaggio Olimpico; 2°) Giornalisti; 3°) Giudici; 4°) Dirigenti Federazioni Internazionali; 5°) Membri del C. I. O.
La Commissione ritenne che le persone di cui al punto 1°) avrebbero dovuto trovare sistemazione in alberghi o in case private; i giornalisti alla Domus Mariae e alla Domus Pacis; i Giudici in collegi e solo eccezionalmente in albergo; mentre le persone di cui ai punti 4°) e 5°) avrebbero potuto trovare alloggio in alberghi di elevata categoria.
Il C.O.N.I. , con nota del 28 settembre 1955, richiese alle Federazioni Sportive Nazionali Italiane di far conoscere alla Commissione, sia pure in via di approssimazione, le esigenze minime tecniche di ciascuno sport compreso presumibilmente nel programma delle Olimpiadi del 1960, sia per l'approntamento degli impianti indispensabili, sia per gli eventuali ricoveri di materiali. Di conseguenza la Commissione esaminò con i rappresentanti delle Federazioni interessate le varie esigenze e preferenze.
La Commissione ritenne di dover segnalare le proprie risultanze in materia di impianti di gara, indicando, in via di massima, la capacità di posti per le disponibilità di ordine normale e per il periodo olimpico, ed espresse perciò la convinzione che per talune manifestazioni olimpiche, quelle, cioè, in programma nei giorni di punta (gare finali e cerimonie di apertura e di chiusura), la disponibilità dei posti avrebbe dovuto essere maggiorata sensibilmente; tuttavia considerò che l'affluenza media sarebbe stata presumibilmente inferiore alla massima capienza prevista.

Previsioni di spesa

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La formulazione da parte della Commissione di un preventivo di spesa formò oggetto di lungo e approfondito esame. Fu peraltro riconosciuto che la Commissione non poteva stendere un preventivo di spese nel senso tecnico dell'espressione. Pur adoperando, infatti, la più prudente cautela, non si poteva approntare una seria previsione di spese su un programma di manifestazioni ancora incerto, e su un piano organizzativo ancora in corso di studio.
Precisato, quindi, che non si poteva fare una valutazione finanziaria delle varie esigenze invocate dalle singole Federazioni, la Commissione tuttavia ritenne di fornire alla Giunta Esecutiva del C. 0. N. I, tutti quegli elementi che avrebbero potuto, comunque, contribuire alla elaborazione del piano finanziario.
Ma, prima di scendere ai dettagli, la Commissione ritenne di dover richiamare l'attenzione del C.O.N.I. sull'opportunità di tenere ben separate le erogazioni destinate alla costruzione di impianti da quelle direttamente investite dalla gestione organizzativa dell'Olimpiade. Infatti, alla Commissione apparve opportuno respingere la diffusa opinione che gli impianti in progetto e in corso di costruzione in Roma fossero richiesti dalle sole necessità olimpiche: ovviamente, la costruzione di determinati impianti indispensabili per le manifestazioni olimpiche rispondeva soprattutto alle esigenze sportive della Capitale, sprovvista di attrezzature la cui carenza da vari anni si faceva fortemente sentire. Più esatto, quindi, affermare - concludeva la Commissione - che gli impianti predetti, utili per ovviare alle deficienze di Roma, sarebbero stati costruiti in occasione dei Giochi Olimpici, ma indipendentemente da questi. Di conseguenza, pur confermando l'opportunità di tener nettamente separate le spese per la gestione organizzativa della Olimpiade da quelle per gli impianti sportivi, la Commissione ritenne di dover trattare brevemente, e anche in questo caso in via indicativa, le presumibili esigenze finanziarie per la realizzazione degli impianti predetti. Tenuto conto delle opere già costruite (Stadio Olimpico e taluni impianti di allenamento), il piano finanziario fu elaborato per la costruzione dei seguenti impianti: Palazzo dello Sport, Palazzetto dello Sport, Velodromo, Stadio del Nuoto, Campo di regata Castelgandolfo, Stadio del Calcio, Poligoni di tiro, campi di allenamento.
La Commissione, all'unanimità, raccomandò caldamente alla Giunta del C.O.N.I. di adoperarsi affinché gli impianti principali fossero realizzati entro l'anno 1959 per dar modo al Comitato Organizzatore di sottoporli in tempo utile al necessario collaudo.

Suddivisione di compiti

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Mentre la Commissione di Studio portava a termine i suoi lavori, la Giunta del C.O.N.I. in data 15 maggio 1956 effettuò una prima suddivisione di compiti con la istituzione di un organo tecnico, e cioè il C. O. R. (Costruzioni Olimpiche Roma) affidato al Dottor Mario Saini, Vice Segretario Generale del C.O.N.I. , con l'incarico di provvedere alle costruzioni e all'arredamento degli impianti sportivi. Il 1° giugno successivo la Giunta del C.O.N.I. destinò a sede provvisoria dell'Organizzazione la palazzina di Via Crescenzio n. 14, dando mandato al Dott. Marcello Garroni, Vice Segretario Generale del C.O.N.I. , di provvedere alla istituzione e sistemazione degli uffici tecnici necessari. Il piano organizzativo previde la costituzione provvisoria di dieci Sezioni, a ciascuna delle quali furono affidati compiti ben distinti per ampiezza e complessità. Ebbe così immediato inizio lo studio dei vari problemi riguardanti i rispettivi settori organizzativi. Il 12 luglio 1956 il C.O.N.I. impartì precise istruzioni alle Federazioni Sportive Nazionali Italiane impegnando le loro attività nell'organizzazione tecnica; e, tra l'altro, decise di inviare a Melbourne, per i Giochi della XVI Olimpiade, alcuni esperti in qualità di osservatori. Nella sua riunione del 3 ottobre 1956 la Giunta Esecutiva del C.O.N.I., esaminò una dettagliata relazione presentata dal C.O.R. sugli orientamenti predisposti in ogni particolare per la costruzione e l'allestimento degli impianti sportivi, nonché degli impianti sussidiari. La relazione fu approvata dalla Giunta stessa la quale deliberò anche il proseguimento delle trattative con l'Istituto Nazionale Case Impiegati Statali per lo studio definitivo e la conseguente costruzione del Villaggio Olimpico. In pari tempo la Giunta decise di proporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la costituzione di un Comitato Interministeriale per coordinare le esigenze di una più intensa, proficua ed efficace collaborazione in campo organizzativo.
Nel febbraio 1957 il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano indirizzava ai Presidenti dei Comitati Olimpici Nazionali il seguente messaggio:

Signori, e Cari Colleghi,  Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano che ha avuto dal Comitato Olimpico Internazionale il privilegio di organizzare i Giochi della XVII Olimpiade di Roma compie, oggi, con la pubblicazione del primo numero del Bollettino Ufficiale, il primo passo pubblico dell'opera organizzativa.
Essa sarà continuata quotidianamente, con assiduità e convinzione, con zelo ed ottimismo fino alla solenne apertura ufficiale dei Giochi e fino alla solenne e commovente chiusura dei Giochi di Roma.
Quale Presidente del Comitato Olimpico Italiano ho l'onore di inviare a tutti loro il più caro, il più affettuoso dei saluti sportivi. È motivo di grande orgoglio per il Comitato Olimpico Italiano accingersi ad una impresa che tutti hanno definita estremamente ardua e che più difficile ancora sarà in questa Roma che nei 2700 anni di storia tante opere, tanti amici, tanti nemici e comunque tanta gente ha visto.
L'olimpismo è uno dei massimi titoli di onore per una nazione che voglia attestare il grado di elevazione della sua maturità sportiva e che voglia documentarne l'aspirazione attraverso un ideale estetico e morale come è lo sport.
Queste stesse finalità di ordine morale guideranno il lavoro del Comitato Olimpico Italiano ed il suo sforzo operante durante il ciclo della preparazione e dell'allestimento delle opere tecniche di eccezionale impegno destinate ad accogliere la gioventù di tutto il mondo che in un'atmosfera calda, degna delle migliori tradizioni di Roma, celebrerà nella XVII Olimpiade l'umana funzione di cavalleresco collegamento fra i popoli. Roma non è ancora pronta per accogliere i Giochi Olimpici del 1960. Molto manca da taluni punti di vista, poco manca da altri. Molto, degli impianti sportivi che il Comitato Olimpico Italiano ha costruito in parte e in parte si accinge a costruire con il forte, consistente aiuto delle Autorità dello Stato Italiano e del Comune di Roma. Poco manca per la formazione di quello spirito accogliente, gentile, affettuoso, verso i dirigenti e gli atleti e verso tutto il pubblico straniero che a Roma accorrerà per vedervi i Giochi della XVII Olimpiade.
Oltre al fattore tecnico organizzativo che il Comitato Olimpico Italiano si è assunto secondo le norme rigide del Comitato Internazionale Olimpico, altri fattori - ricettività, accoglienza, benessere degli spettatori - contribuiscono al successo delle Olimpiadi. Di questi altri fattori saranno principali componenti ed artefici il Comune di Roma e l'Ente Provinciale Turismo che già sono all'opera per rendere più agevoli l'arrivo, il soggiorno e la partenza da Roma di tutti i visitatori olimpici. Cari amici e Colleghi, desidero assicurarvi in questo momento che, come in tutte le precedenti edizioni olimpiche, anche nelle Olimpiadi di Roma voi sarete gli ospiti d'onore.


Il 2 maggio 1957 fu deliberata la costituzione del Comitato Interministeriale, la cui presidenza fu assunta dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Comitato fu composto dai rappresentanti dei seguenti Dicasteri: Esteri, Interno, Bilancio, Finanze, Tesoro, Difesa, Pubblica Istruzione, Lavori Pubblici, Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, Commercio Estero, nonché dal Sindaco di Roma, dal Commissario per il Turismo, dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale e dal Presidente del C.O.N.I. Nella prima riunione, indetta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Onorevole Zoli pose in rilievo l'esigenza di una netta distinzione di funzioni e di competenze, ad evitare qualsiasi interferenza tra l'organizzazione dei Giochi affidata al C.O.N.I. e l'opera di coordinamento degli interventi di pertinenza delle Amministrazioni Statali. Il Presidente del Consiglio invitò altresì il Comitato ad iniziare subito i propri lavori e ad adottare quei provvedimenti necessari per la migliore riuscita della manifestazione.
L'Avv. Giulio Onesti nel suo intervento riferì sul programma preordinato dal C.O.N.I.  per dotare la città di Roma degli impianti sportivi indispensabili, indicando il relativo fabbisogno finanziario e ponendo in evidenza i problemi delle singole Amministrazioni Statali. Frattanto nelle riunioni succedutesi nel primo semestre del 1957, il Comitato dei Giochi esaminò ed elaborò numerosi argomenti e tra l'altro approvò il bando di concorso per il manifesto ufficiale e il programma artistico presentato dall'Accademia di Santa Cecilia; trattò la costituzione di nuovi uffici tecnici, il percorso storico-etnico della staffetta per la Fiaccola Olimpica, la sistemazione logistica dei giornalisti alla Domus Mariae e alla Domus Pacis, e lo studio definitivo di ampliamento dei Porticcioli di Napoli. In pari tempo, attraverso una serie di laboriose riunioni, la Giunta Esecutiva del C.O.N.I. esaminò, esprimendo parere favorevole, le apparecchiature prescelte per i servizi di cronometraggio; autorizzò a procedere nelle trattative con la Compagnia Italiana dei Vagoni Letto in merito alla gestione dei servizi di mensa e di camera del Villaggio Olimpico; approvò il progetto di ordinamento del Comitato Organizzatore e la formazione di Comitati di consulenza della Sezione Stampa, della Sezione Villaggio Olimpico e della Sezione Arte. Il 30 agosto 1957 si riunì il Comitato Interministeriale sotto la presidenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Senatore Spallino, il quale, in apertura di discussione, richiamò l'attenzione dei componenti il Comitato su due importanti aspetti delle Olimpiadi: a) problema finanziario; b) problema delle competenze. In questa occasione, il Comitato ritenne necessario stabilire un programma completo delle opere di competenza di ciascuna Amministrazione Statale e precisò le attribuzioni del C.O.N.I. Nel novembre 1957 la Giunta del C.O.N.I. , in attesa della nomina degli organi deliberanti, approvò una ristretta Commissione, con compiti esecutivi, denominata « Comitato Provvisorio per la Gestione degli Affari Olimpici » così composta: Marcello Garroni, Segretario Generale dei Giochi; Mario Saini, Direttore Tecnico; Francesco Costantino, Segretario Generale del Comitato Interministeriale; Nicola Graziano e Virgilio Tommasi, Segretari. Da questo momento il nuovo Comitato Provvisorio intraprese un ciclo di riunioni a carattere settimanale, allo scopo di esaminare e di affrontare tutti i problemi inerenti all'Organizzazione. A chiusura delle Olimpiadi, 89 riunioni ufficiali, oltre ad un numero notevole di riunioni consultive, risultarono indette da questo organo direttivo.
Tra le soluzioni più importanti e più complesse per certi aspetti, troviamo quelle relative al progetto delle differenziazioni della Carta Olimpica destinata ai Giudici; al torneo di calcio con il sistema dei quattro gironi di quattro squadre; nonché allo schema di progetto riguardante la vendita dei biglietti d'ingresso agli stadi ed ai campi di gara.
Questioni di basilare importanza furono affrontate dal Comitato Provvisorio specialmente nella riunione del 21 gennaio 1958, durante la quale fu deliberato di presentare alla Giunta del C.O.N.I.  il manifesto prescelto con la proposta di riproduzione in undici lingue e precisamente: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, russo, cinese, giapponese, indiano ed arabo.
Nella stessa riunione il Comitato dedicò particolare cura alle manifestazioni d'arte, tra cui quella di far svolgere alcuni eventi agonistici nella suggestiva atmosfera di taluni monumenti archeologici; furono altresì esaminati i rapporti con l'Ente Provinciale per il Turismo.
In sostanza nelle riunioni indette nel primo quadrimestre del 1958 furono adottati dal Comitato provvedimenti di valore pieno tra i quali la decisione per la fornitura di ottomila colombi, l'approvazione del percorso della Fiaccola Olimpica, la stesura del piano relativo al contributo richiesto alle Forze Armate e la preparazione del progetto per l'allestimento della Mostra Fotografica. È dello stesso periodo l'elaborazione del preventivo relativo alle attrezzature per gli stadi ed i campi di gara.
Nella riunione del 4 giugno 1958 il Comitato Provvisorio sottopose all'attenzione ed all'approvazione della Giunta Esecutiva del C.O.N.I.  l'opera già compiuta, allo scopo di mettere in luce alcuni aspetti del vasto problema organizzativo e di proporre la ricerca di rimedi e soluzioni più confacenti. La Giunta stabilì il finanziamento per il fabbisogno straordinario; convalidò le proposte per una Mostra di opere d'arte contemporanea; deliberò altresì il piano finanziario e tecnico per la realizzazione del film olimpico e, infine, approvò lo schema del programma agonistico con i rispettivi campi di gara.
Nella riunione del 18 ottobre 1958, la Giunta Esecutiva del C.O.N.I.
ratificò il progetto presentato dal Comitato Provvisorio riguardante la disponibilità dei cavalli necessari per la prova di equitazione del Pentathlon Moderno.
Nella stessa riunione accordò ampio mandato al Comitato Provvisorio di iniziare la distribuzione dei biglietti d'ingresso agli stadi, di studiare i problemi inerenti alla Televisione e di provvedere all'arredamento del Villaggio Olimpico.
La Giunta, infine, dopo una particolareggiata disamina, approvò il programma-orario dei Giochi Olimpici di Roma.

Costituzione del Comitato Organizzatore

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Nell'assemblea del Consiglio Nazionale del C.O.N.I., tenuta a Roma il 20 novembre 1958, il Ministro Giulio Andreotti fu chiamato per acclamazione ad assumere la Presidenza del Comitato Organizzatore. L'acclamazione fu preceduta da una dettagliata relazione che il Dott. Bruno Zauli, Segretario Generale del C.O.N.I., illustrò ai componenti del massimo consesso sportivo nazionale.
In apertura di assemblea il Presidente del C.O.N.I.  aveva dato lettura della seguente dichiarazione: " Previo il compiaciuto assenso del Presidente della Repubblica Italiana, Alto Patrono dei Giochi, ed il consenso cordiale del Presidente del Consiglio dei Ministri, ho l'onore di proporre, a nome della Giunta Esecutiva, che l'Onorevole Giulio Andreotti sia nominato - da questo Consiglio del C.O.N.I. - Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi della XVII Olimpiade".
A completamento degli organi direttivi, la Giunta Esecutiva del C.O.N.I. nella riunione del 25 febbraio 1959 deliberò la composizione del Comitato Organizzatore e del Comitato Esecutivo. Conseguentemente le funzioni del Comitato Provvisorio furono trasferite con tutti i poteri al Comitato Esecutivo, di cui assunse la Presidenza lo stesso Presidente del C.O.N.I.  Avv. Giulio Onesti e, qualche mese dopo, la vice presidenza il Dott. Bruno Zauli, Segretario Generale del C.O.N.I. Il 26 marzo 1959 l'Onorevole Andreotti insediò il Comitato Organizzatore e, dopo aver espresso profonda gratitudine al Presidente della Repubblica, illustrò i compiti del Comitato stesso, concludendo: « Noi abbiamo oggi la certezza di avere, per quanto riguarda le attrezzature sportive, tutto predisposto, tutto in grado di funzionare regolarmente per la data delle Olimpiadi. Noi vogliamo far sì che la manifestazione olimpica conservi il suo carattere prettamente sportivo. Naturalmente, perché possa conservarlo, occorrono poi, e nel campo della ricettività e nel campo delle attrezzature cittadine e così via, molte cose anche importanti, ma nessuna di queste può farci perdere di vista quella che è veramente la caratteristica sportiva, la caratteristica olimpica che contraddistinguerà la nostra manifestazione ».
Peraltro il Ministro Andreotti non mancò di precisare che il momento olimpico « sarà un momento eccezionale quale forse il nostro Paese non ha mai avuto.
Quando si lavora con la sicurezza che questa Olimpiade sarà rigorosamente svolta, si dà risposta silenziosa, ma forse più efficace di quella data attraverso molte frasi e attraverso, talvolta, un po' di retorica, all'angoscia che qualche volta prende dinnanzi ad un annebbiarsi dell'orizzonte internazionale ».
Subito dopo il Ministro Andreotti si accinse a firmare i primi sei inviti ai Giochi, scegliendo simbolicamente l'invito destinato alla Grecia, e quindi ad altri cinque Paesi - uno per ogni Continente - geograficamente più lontani da Roma e, precisamente, la Finlandia, il Giappone, il Sud Africa, il Perù e la Nuova Zelanda.
Nel corso di alcune riunioni appositamente indette nel mese di aprile 1959, la Giunta Esecutiva del C.O.N.I. rese validi i procedimenti elaborati per la riunione della Commissione Esecutiva del C.I.O. con i rappresentanti dei Comitati Nazionali Olimpici, che ebbe luogo il 19 maggio successivo nei locali del Foro Italico.
Purtroppo qualche volta capitò di rifare ex novo lavori già intrapresi od anche conclusi; ciò avveniva quando lo scrupolo consigliava di mirare alla stesura di norme o di regole più consone alle esigenze od alla funzionalità del sistema organizzativo, od a seguito di interventi o suggerimenti scaturiti in sede di decisioni collegiali o congiunte. E' il caso del Comitato Esecutivo dei Giochi che esaminò in un ciclo di riunioni i programmi relativi alle Cerimonie di Apertura e di Chiusura ed alle manifestazioni d'arte.
A fine maggio del 1959, il Comitato Esecutivo ratificò i contratti con la Compagnia dei Vagoni Letto ed i contratti per la cessione dei diritti televisivi in America del Nord; infine rese definitivi i tipi di biglietti d'ingresso agli stadi ed ai campi di gara.   

Problemi di competenza comunale

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Il 13 giugno 1959 l'Onorevole Andreotti presenziò ad una delle più importanti riunioni del Comitato Organizzatore, presente il Sindaco di Roma, Avv. Urbano Cioccetti. In quella riunione furono esaminati con particolare riguardo: i problemi di competenza comunale, per i quali il Sindaco di Roma prese l'impegno di muovere subito le forze del Comune onde poter migliorare la rete viaria, l'illuminazione delle strade e dei monumenti, la cura dei giardini, dei servizi di nettezza urbana, dei parcheggi e dei trasporti pubblici. Il Sindaco di Roma si impegnò, inoltre, interessando le varie categorie economiche della città, di promuovere gli addobbi necessari, di migliorare l'estetica degli edifici pubblici, ecc.
Per le esigenze della ricettività, si convenne che la scarsezza degli alloggi si sarebbe dovuta attenuare ricorrendo alla tradizionale cortese ospitalità dei cittadini romani. Il piano dei festeggiamenti fu affidato a un Comitato sotto l'egida dell'Ente Provinciale per il Turismo.
Nelle riunioni indette durante il secondo semestre del 1959, i problemi principali dell'organizzazione ebbero un maggior impulso e in gran parte la loro definitiva soluzione; ormai i gruppi di lavoro si delineavano in tre speciali funzioni: a) l'organizzazione tecnica, con la segreteria, il protocollo, il cerimoniale, i programmi sportivi, le carte olimpiche, la biglietteria, gli interpreti, ecc.; b) la progressiva costruzione degli impianti olimpici; c) il collegamento con gli enti competenti per le esigenze alberghiere, di traffico, di turismo, ecc.
Nel vasto piano organizzativo il Comitato non mancò di inserire anche il problema dei culti religiosi per gli atleti dei vari Paesi. L'incarico fu accettato dalla Chiesa Cattolica che predispose, con la sua tradizionale universalità, i mezzi adeguati per adempierlo.
Nel successivo semestre del 1959 il Comitato Esecutivo dei Giochi definì tutte le questioni riguardanti le imbarcazioni necessarie per le regate veliche di Napoli; approvò il prototipo di Fiaccola realizzato dal Prof. Maiuri e le norme per la Mostra Fotografica Sportiva; deliberò la stampa del manifesto ufficiale in undici lingue per complessivi 290.000 esemplari in formato 70 X 100 con carta da 110 gr. Inoltre sono di questo periodo la conclusione degli accordi con l'I.N.C.I.S. per la rete stradale del Villaggio Olimpico e la costruzione provvisoria dei ristoranti, e gli impegni definitivi con il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni per la installazione delle reti telefoniche.
Nel novembre del 1959 fu presa la decisione relativa alle soluzioni tecniche per l'utilizzazione degli impianti della Basilica di Massenzio e delle Terme di Caracalla destinati, rispettivamente, al torneo di Lotta ed al concorso di Ginnastica.
Seguirono altri importanti provvedimenti presi dal Comitato Esecutivo per la fornitura e l'acquisto dei mobili per l'arredamento del Villaggio Olimpico, nonché per la costituzione del pool fotografico.
Nella riunione del Comitato Esecutivo del 23 novembre 1959 furono esaminati tutti i settori dell'Organizzazione, già illustrati durante la precedente riunione del Comitato Organizzatore indetta il 22 novembre 1959 sotto la direzione dell'Onorevole Andreotti, Il Comitato Esecutivo prese atto e condivise le seguenti decisioni: A) Relazione sportiva: 1)Impianti olimpici; 2) Organizzazione tecnica; 3) Concorsi di enti pubblici e privati. B) Relazione dell'Ente Provinciale per il Turismo: 1) Alloggi; 2) Accoglienze e feste; 3) Manifestazioni dell'Ente Nazionale Industrie Turistiche.
C) Relazione sulle Opere comunali: 1) Addobbi e miglioramenti cittadini; 2) Opere pubbliche.
Nel corso della stessa riunione il Comitato Esecutivo autorizzò la RAI-TV a riprendere gratuitamente e a diffondere gli avvenimenti della Olimpiade, limitatamente al territorio della Repubblica Italiana, per alcune ore al giorno e con programma non preannunciato. In tal modo il mondo sportivo italiano, impossibilitato ad assistere ai Giochi, fu messo in condizione di seguire le fasi più spettacolari e di maggiore interesse della Olimpiade.
Nella riunione del 15 dicembre 1959 il Comitato Esecutivo prese in esame i seguenti principali argomenti: a) impostazione del film olimpico; b) trattative con la Televisione Europea; c) prezzi degli alberghi e delle pensioni; d) prezzi dei biglietti d'ingresso agli stadi; e) riduzioni ferroviarie a favore dei protagonisti della Olimpiade.
Convenne, inoltre, sulla opportunità di raggiungere un accordo con la TE.TI. per gli allacciamenti telefonici al Villaggio Olimpico, al Centro Stampa, e agli altri impianti. Infine il Comitato Esecutivo prese atto dell'avvenuta pubblicazione dei 17 Regolamenti Tecnici. L'inizio del 1960 vide la 61esima riunione del Comitato Esecutivo, tenuta il 4 gennaio, durante la quale furono nominati i Fiduciari Tecnici in sostituzione di alcuni chiamati ad altri incarichi; fu approvata la definitiva stesura delle Carte Olimpiche; fu riepilogata e puntualizzata l'impostazione del film olimpico, per il quale fu deciso di utilizzare la pellicola a colori, formato 35 millimetri. Inoltre furono esaminati e definitivamente approvati il progetto per lo svolgimento della Cerimonia di Chiusura, e quello relativo al servizio sanitario del Villaggio Olimpico.
La riunione del 18 gennaio 1960 vide il Comitato Esecutivo impegnato nella disamina del progetto relativo al fabbisogno di automezzi piccoli, medi e grandi; e in quello riguardante la stampa dei programmi giornalieri e la formazione del pool fotografico, al quale aderirono le seguenti agenzie: Associated Press, United Press, Keystone, E.P.U., Agenzia Italia e A.N.S.A. Direttore del pool fu nominato il signor Elvezio Bianchi, della United Press.
Durante il primo semestre del 1960, le riunioni si susseguirono in numero sempre crescente in modo da assicurare una costante assistenza ed un assiduo controllo al rapido sviluppo organizzativo. Notevoli problemi di alto impegno furono dibattuti e risolti nel corso di rapporti tra gli organi deliberanti. Problema impegnativo fu quello riguardante il Villaggio Olimpico: gli edifici e gli appartamenti del Villaggio Olimpico, ormai realizzato, furono assegnati alle varie Delegazioni partecipanti ai Giochi, e in pari tempo fu reperito tutto il materiale occorrente per l'arredamento degli alloggi. Tale materiale, proveniente dall'industria privata, fu gradualmente immesso negli appartamenti, mentre contemporaneamente si provvedeva a sistemare l'imponente quantitativo di materiale di arredo e di riposo proveniente, in prestito temporaneo, dalle Forze Armate. Furono altresì completate le attrezzature delle cucine, ordinate le forniture di vasellame, stipulati i contratti per le forniture di generi alimentari, perfezionati gli accordi con la Federazione Italiana dei Consorzi Agrari e con la Ditta Trasporti Gondrand, ecc.
Il 25 luglio 1960, alle ore 10, il Presidente del Comitato Organizzatore, in occasione della cerimonia svoltasi per l'apertura ufficiale del Villaggio Olimpico, pronunciò un significativo discorso nel quale sottolineò l'importanza del grande avvenimento sportivo internazionale ed i suoi riflessi nella politica di solidarietà e di amicizia fra tutte le nazioni del mondo.
La cerimonia, cominciata con il suono della « sigla olimpica » ripetuta tre volte, si concluse con l'alzabandiera degli 84 vessilli dei Paesi partecipanti ai Giochi di Roma, mentre la fanfara delle Fiamme d'Oro eseguiva l'inno olimpico.
Durante la cerimonia l'Onorevole Andreotti dichiarò nel discorso ufficiale: Ad un mese esatto di distanza dall'apertura ufficiale delle Olimpiadi di Roma, inizia oggi la sua attività questo Villaggio dove, per alcune settimane, vivranno intense ed appassionate giornate gli artefici della grande manifestazione sportiva mondiale, che l'Italia ha cercato di preparare con quell'impegno e quel senso di generosa ospitalità che sono caratteristiche essenziali del nostro popolo. Quando abbiamo veduto pochi istanti fa alzarsi sui pennoni le bandiere delle 84 Nazioni che partecipano ai Giochi, qualcosa si muoveva nei nostri cuori, dove pur con tutte le motorizzazioni - contro le quali in un certo senso le Olimpiadi sono in polemica - qualche nota sanamente romantica tuttora vive. Qui le grandi aspirazioni umane alle lotte leali, alla valorizzazione e al riconoscimento obiettivo delle virtù e delle capacità, al superamento di ogni faziosità nazionalistica e di ogni discriminazione razziale, alle attenzioni particolari per i giovani assumono un significato concreto e non retorico. Ed è la grande molla ideale di ogni seria competizione sportiva. In questo senso nessuna città più di Roma è adatta - possiamo dirlo senza peccare di orgoglio - a dare ai Giochi Olimpici la cornice di positiva universalità nella quale essi ambiscono inserirsi. Agli atleti e agli accompagnatori che abiteranno al Villaggio noi diamo ora un ideale benvenuto, che segue appunto gli onori che tutti insieme abbiamo reso alla bandiera nazionale di ciascuno. Se nessuno si sentirà qui dentro uno straniero e se tornando in Patria tutti conserveranno di Roma e del Villaggio un ricordo gradito, il Comitato Organizzatore vedrà ampiamente ripagata la fatica della emozionante vigilia delle Olimpiadi di Roma.
Avvicinandosi l'epoca dei Giochi, il lavoro organizzativo divenne addirittura febbrile, ma ormai l'organizzazione si delineava completa e solamente definitivi provvedimenti furono necessari in determinati settori. Nel campo del Cerimoniale furono stabilite le norme per gli arrivi e le partenze dei Dirigenti, degli atleti e dei giornalisti (con la costituzione degli uffici accoglienza). A tale scopo furono concessi i locali da parte del Comando dell'Aeroporto di Ciampino e della Direzione del Compartimento delle Ferrovie dello Stato; fu disposta l'assegnazione delle accompagnatrici-interpreti. Furono perfezionate le norme e le modalità esecutive per le Cerimonie di Apertura e di Chiusura e per le cerimonie delle premiazioni; vennero ultimate le riproduzioni delle bandiere nazionali, nonché le partiture, le orchestrazioni e le registrazioni su nastro di tutti gli inni nazionali e dell'Inno Olimpico.
Durante questo stesso periodo di tempo, il Comitato Esecutivo esaminò ed approvò tutta una serie di provvedimenti riguardanti la scelta dei bozzetti per la stampa dei diplomi; il fabbisogno di medaglie destinate agli atleti e di quelle commemorative; la definizione del calendario dei congressi del C.I.0. e delle Federazioni Sportive Internazionali; i programmi dei ricevimenti, e il trasporto a Roma della Fiaccola Olimpica.
In un nuovo corso di rapporti e contatti con vari Enti, furono definite le trattative con l'Assessorato per il Turismo del Comune di Roma, con l'Ente Provinciale per il Turismo, con l'Ente Nazionale Industrie Turistiche, con l'Automobil Club d'Italia e di Roma e con il Touring Club Italiano, allo scopo di portare a termine i problemi riguardanti le manifestazioni artistico-sportive, la ricettività, il turismo, ecc. Ogni qual volta le necessità in campo artistico richiesero interventi e mezzi, il Comitato Esecutivo fu presente ed operò con tempestività e larghezza di vedute. Questi interventi si palesarono quanto mai utili soprattutto per la realizzazione della Mostra dello Sport nella Storia e nell'Arte, allestita nel Palazzo delle Scienze all'E.U.R.
È anche opportuno mettere nella giusta luce l'opera non meno impegnativa prestata dal Comitato Esecutivo di volta in volta che venivano ultimate le costruzioni olimpiche e i campi di allenamento. È noto che tali impianti venivano subito aperti a manifestazioni sportive allo scopo di collaudare il funzionamento delle attrezzature e di addestrare opportunamente il personale addetto. In queste occasioni furono anche classificati e scelti gli attrezzi e i materiali di gara per ogni singolo sport, compito che fu assolto in stretta collaborazione con le Federazioni Sportive Italiane e con quelle Internazionali.

Sforzo organizzativo

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In questo scorcio di tempo fu un alternarsi continuo di riunioni indette sia dal Comitato Organizzatore, sia dal Comitato Esecutivo. Approvazioni e decisioni si moltiplicarono in ciascun settore organizzativo. Anche i quotidiani allenamenti delle squadre in arrivo divennero un problema serio. Infatti molte squadre raggiunsero Roma con largo anticipo sull'apertura dei Giochi: esse chiesero ed ottennero di utilizzare le piscine, i campi e le palestre. Lo sforzo organizzativo, in questo caso, servì a due scopi diversi, ma paralleli, e cioè: a) assicurare le più propizie condizioni di allenamento; b) predisporre tutti gli impianti minori destinati all'esercizio sportivo.
Si trattò di attrezzature vitali, nella gran parte già in via di funzionamento, allestite anche nei particolari minimi e messe a disposizione per i quotidiani allenamenti degli atleti. Nella fase conclusiva dell'organizzazione tecnica, anche altri problemi che non riguardavano direttamente il Comitato Organizzatore, quali la ricettività romana, il turismo, il traffico, ecc. ottennero un'azione di propulsione e di appoggio da parte dello stesso Comitato Organizzatore.
La sessione straordinaria del Consiglio Nazionale del C.O.N.I. del 16 giugno 1960, durante la quale fu espresso il compiacimento per l'attività svolta dal Comitato Organizzatore, si interessò diffusamente delle situazioni e delle esigenze più impellenti che richiedevano un sollecito e diretto intervento. E le riunioni che ne seguirono, indette dal Comitato Esecutivo, trattarono aspetti e risultati derivanti dal dibattito del precedente Consiglio Nazionale del C. O.
N. I. Nella prima decade di luglio 1960 il Comitato Esecutivo, durante una delle ultime riunioni, prese atto dei rapporti definitivamente chiariti, e regolati da norme varie indipendenti, con gli enti collaboratori; e in pari tempo impartì le ultime istruzioni a tutte le Sezioni, ormai avviate verso il traguardo, per la pratica attuazione dei loro programmi tecnico-organizzativi. Con questo ultimo intervento si poteva considerare esaurito il compito del Comitato Organizzatore relativo alla preparazione dei Giochi della XVII Olimpiade.
Il numero complessivo delle varie riunioni indette durante la quadriennale preparazione olimpica fu di 344, e cioè:

Consiglio Nazionale del C.O.N.I. 5
Giunta Esecutiva del C.O.N.I. 29
Presidenza del C.O.N.I. 22
Comitato Organizzatore 5
Comitato Provvisorio e Comitato Esecutivo 89
Raggruppamento Olimpico Militare 28
Sezioni del Comitato Organizzatore 94
Con Enti vari (RAI-TV, Cinema, E.P.T., B.N.L., ecc.) 72

A chiusura di questa schematica esposizione, si può affermare che i risultati conseguiti, sia sotto l'aspetto organizzativo sia sotto quello tecnico-agonistico, sono apparsi in tutto aderenti allo sforzo compiuto e puntualmente rispondenti alle direttive di marcia. In altre parole, i risultati della vasta e complessa organizzazione, che ha sottoposto il C.O.N.I. ad una prova durissima esponendolo a sforzi sovente bruschi, talvolta rischiosi, che ne collaudarono la resistenza e le capacità, si debbono considerare decisamente positivi. Ciò si deve attribuire non solo allo sforzo collettivo generoso e capace di tutti i collaboratori, ma anche alle giuste previsioni fatte nel periodo della preparazione, ed al crescente entusiasmo per l'ideale olimpico.
Il merito va anche a tutti i Poteri che risposero con generosità agli appelli dell'organizzazione olimpica.
Sua Santità Giovanni XXIII vuole indire una speciale udienza alle squadre partecipanti nel pomeriggio del 24 agosto in Piazza San Pietro. Il Capo dello Stato, che concesse ai Giochi l'Alto Patronato, fu sempre vicino e premuroso con l'Organizzazione, soprattutto durante la fase di preparazione. Il Presidente del Comitato Organizzatore, Onorevole Giulio Andreotti, comprese mirabilmente la sua alta funzione e la svolse con calore ed efficienza.
Il 28 novembre 1960 si riunì per l'ultima volta il Comitato Organizzatore alla presenza del Consiglio Nazionale del C.O.N.I. L'Onorevole Andreotti illustrò ampiamente l'opera compiuta e quindi dichiarò sciolto il Comitato Organizzatore, la cui ulteriore gestione passò alle dirette dipendenze ed alla responsabilità del C.O.N.I., che assunse i poteri già esercitati dal Comitato Organizzatore e dal Comitato Esecutivo.
In quell'occasione il Consiglio Nazionale del C.O.N.I.  si associò all'encomio dell'Onorevole Andreotti rivolto ai Presidenti delle Federazioni olimpiche, agli organizzatori ed ai collaboratori tutti che ebbero modo di offrire la loro generosa e capace opera per il conseguimento dell'eccellente risultato. A conclusione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma, il Comitato Internazionale Olimpico inviò all'On. Andreotti una lettera di compiacimento di cui si riporta il testo:

Sentiamo il dovere di indirizzarLe le nostre più vive felicitazioni per la mirabile organizzazione dei Giochi che Ella ha presieduto con grande abilità. Tutti i servizi posti sotto la Sua presidenza hanno funzionato magnificamente con la piena soddisfazione del Comitato Internazionale Olimpico, che perciò sente il dovere di indirizzarLe l'omaggio della sua viva e profonda riconoscenza.
I Giochi di Roma resteranno vivi nella storia dell'olimpismo, come i più brillanti che siano stati fino ad oggi organizzati. E noi dobbiamo questo principalmente a Lei che ha diretto la più grande organizzazione sportiva mondiale, il cui successo fu clamoroso. Siamo felici di aver potuto constatare che la stampa tutta ha riconosciuto questo perfetto risultato.
La fiducia che avevamo posto in Roma, affidando a questa città l'organizzazione dei Giochi, non è stata vana - e noi ne eravamo del resto convinti - perché Lei ha pienamente raggiunto lo scopo che ci auguravamo, anche al di là delle nostre speranze.
Così come avviene per tutti i fatti umani, che sono ansiosamente attesi e rapidamente passano, anche i Giochi della XVII Olimpiade entrarono definitivamente nella storia dello sport, con tutti quegli insegnamenti che da essi si possono trarre per il futuro dell'olimpismo.