I SERVIZI PER LA STAMPA

Nel quadro dell'organizzazione generale dei Giochi della XVII Olimpiade, i Servizi per la Stampa, impostati e inquadrati nella V Sezione, ebbero vita fin dal 1° ottobre 1956. Un graduale coordinamento tecnico, espresso dal ruolo delle particolari funzioni della V Sezione, portò al rafforzamento delle strutture iniziali; così che, nella primavera del 1960, i Servizi per la Stampa potevano giovarsi del seguente ordinamento:
Impostati i problemi di massima strettamente legati ai rapporti con la Stampa nazionale ed internazionale, furono immediatamente precisati i compiti nell'ambito delle direttive qui di seguito riportate in sintesi: Compilazione e diffusione del Bollettino Ufficiale e di tutte le pubblicazioni di propaganda - Approntamento di tutto il materiale documentario (notizie e fotografie) occorrente per la propaganda attraverso le grandi arterie dell'informazione moderna: stampa, radio, televisione e cinematografia - Addestramento di interpreti annunciatori - Organizzazione del Centro Stampa e del Centro Notizie - Collegamenti tecnici dei Servizi Stampa con le reti di telecomunicazione interne e internazionali — Organizzazione dei servizi d'informazione per la stampa in tutti gli impianti olimpici - Accreditamento ufficiale e assistenza di giornalisti, fotografi, radiocronisti e telecronisti, operatori cinematografici e televisivi, entro i limiti previsti dalle Regole Olimpiche - Assegnazione di alloggi ai giornalisti accreditati - Distribuzione di Carte Olimpiche e di biglietti per posti prefissati ai giornalisti accreditati - Organizzazione del servizio trasporti per giornalisti accreditati - Ricevimenti - Compilazione e stampa dei « Programmi giornalieri » - Organizzazione e controllo del pool fotografico - Collegamento (per controllo) con l'organizzazione radio-televisiva - Approntamento, compilazione e realizzazione del Rapporto Ufficiale .
Il Servizio Stampa fu diretto da un Capo Sezione cui fu affidato l'incarico il 1°gennaio 1959, e da un Direttore di Segreteria, assunto al momento della costituzione della Sezione stessa. La quale, inizialmente, fu composta da: 1 archivista, 2 dattilografe con sufficiente conoscenza di lingue, 3 traduttori (in francese e in inglese) .
Fin dai primi mesi di vita, la Sezione si dedicò all'elaborazione del piano di ordinamento la cui impostazione seguì successivamente un naturale processo di ampliamento e di perfezionamento .
Tra l'altro, un notevole servizio epistolare di informazione fu la base di partenza dei rapporti di lavoro con i giornali italiani ed esteri, agenzie di stampa .
Comitati Olimpici Nazionali, Federazioni Sportive Internazionali, Enti ed Istituti vari, sportivi e turistici. Contemporaneamente fu dato inizio all'impostazione di un apposito schedario ed alla diffusione di comunicati riguardanti l'organizzazione generale .

Il Bollettino Ufficiale

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Nel primo trimestre 1957 fu elaborato e spedito a tutti i giornali italiani e stranieri un primo questionario allo scopo di conoscerne l'opinione sulla soluzione di alcuni problemi di impostazione tecnico-giornalistica, ed in particolare sulla scelta della sede logistica per il Centro Stampa. Le segnalazioni della grande stampa internazionale, raccolte e catalogate, costituirono elementi preziosi di orientamento. Peraltro la gran parte delle risposte concordò nel ritenere: felice la scelta della sede; necessario l'alloggio e la consumazione dei pasti nella stessa sede; utile l'accentramento di tutti i servizi per la stampa nella stessa sede logistica. Altri elementi raccolti riguardarono, sul terreno dell'informazione, varie esigenze e possibilità di lavoro, utilizzazione di telefoni e di telescriventi, trasmissione di telefoto, ecc .
Nello stesso periodo di tempo fu edito e diffuso il primo numero del Bollettino Ufficiale, impostato a periodicità variabile in base ad un piano progressivo di diffusione, con lo scopo di fornire alla stampa tutte le notizie riguardanti l'organizzazione olimpica. Giova ricordare che il Bollettino, del formato 21 X 31, stampato in offset a due o più colori, redatto in tre lingue, raggiunse in 22 numeri una tiratura complessiva di 557.000 esemplari. (Prospetto n. 1) .
Il Bollettino fu spedito al Comitato Internazionale Olimpico, ai Membri del C.I.O., ai Comitati Olimpici Nazionali, alle Federazioni Sportive Internazionali, alle Federazioni Sportive Italiane, ai Comitati Provinciali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, alla Presidenza della Repubblica Italiana, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Difesa, al Comune di Roma, ai giornali italiani e stranieri, alle Ambasciate italiane all'estero, ai Con-solati e Vice Consolati, alle Legazioni, agli Enti Turistici, agli Istituti di Cultura, alle Associazioni alberghiere, alle Agenzie Viaggi ed alle Compagnie Trasporti, a Enti ed Istituti vari .
In data 11 marzo 1957 fu definitivamente deciso, congiuntamente con gli organi competenti del C. 0. N. I., di affidare la sistemazione logistica dei giornalisti ufficialmente accreditati alla Domus Pacis ed alla Domus Mariae; quest'ultima sede fu prescelta anche per l'allestimento del Centro Stampa con le relative attrezzature tecniche. La scelta della sede per il Centro Stampa cadde appunto sulla Domus Mariae, che sorge su un'amena zona dell'Aurelia, non solo in base alle segnalazioni pervenute dalla grande stampa internazionale, ma anche, e soprattutto, in considerazione dell'equidistanza del complesso alberghiero rispetto ai maggiori centri sportivi: 6 Km dal centro storico della Città, 8 Km dall'E. U. R., 7 Km dal Foro Italico, 9 Km dal Villaggio Olimpico, 27 Km dal Lago Albano .

Un comitato di esperti

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Per l'assetto dei compiti tecnici, tenuto conto delle molteplici esigenze, la Sezione ritenne indispensabile costituire un Comitato composto di esperti in giornalismo e avente funzioni consultive, del quale fecero parte: Presidente, Marcello Garroni, Segretario Generale dei Giochi; Membri, Bruno Roghi, Presidente dell'Unione Stampa Sportiva Italiana; Max Bergerre, Presidente dell'Associazione Stampa Estera (sostituito nel marzo del 1958 dal nuovo Presidente dell' Associazione stessa, Kurt Klinger); Giuseppe Galliani Caputo, Direttore di Ripartizione e Capo Ufficio Stampa al Comune di Roma (sostituito nel marzo 1958 da Armando Ravaglioli, nuovo Capo Ufficio Stampa al Comune); Renato Lefevre della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Donato Martucci, Capo Ufficio Stampa del C. 0. N. I. ed Enrico Mattei della Federazione Nazionale della Stampa Italiana; Segretario, Romolo Giacomini .
Nel dicembre del 1958 fu chiamato a far parte del Comitato il nuovo Presidente dell'Unione Stampa Sportiva Italiana, Leone Boccali, e nel contempo fu riconfermato nell'incarico Bruno Roghi, già Presidente dell'Unione stessa .
Nella prima riunione del 21 giugno 1957, il Comitato esaminò due progetti: quello per la ripartizione delle Carte Olimpiche e quello per la realizzazione del film olimpico .
Il successivo 3 dicembre 1957, il Comitato fece un sopralluogo alla Domus Mariae per esaminare le necessità derivanti dalla costituzione del Centro Stampa .
Il problema di assicurare alla stampa, con la via più rapida e nel modo più completo, il notiziario su tutti i settori organizzativi, sollecitò nel maggio 1957 l'elaborazione di un primo studio anche sui servizi fotografico, radiofonico e televisivo. Nel secondo semestre del 1957 fu intensificata la diffusione dei comunicati sull'organizzazione olimpica e sullo stato dei lavori degli impianti di gara e di allenamento. Nello stesso arco di tempo fu iniziata la raccolta dei vari articoli pubblicati dalla stampa italiana, ed il materiale, opportunamente selezionato, fu catalogato in appositi volumi .
Analogo lavoro fu dedicato alla raccolta dei ritagli della stampa estera dopo averne utilizzato brevi sunti per la stesura di una pubblicazione periodica denominata « Rassegna della Stampa Estera »; di tale pubblicazione furono editi 86 numeri .
Così come accennato sopra, si può rilevare che la Sezione diffuse fin dall'inizio numeroso materiale informativo, il cui volume andò gradatamente aumentando, fino a raggiungere nell'ultimo anno della preparazione olimpica proporzioni notevoli .
A questo punto si ritiene utile tradurre in dati statistici il materiale illustrativo di informazione e di propaganda diffuso durante il quadriennio della preparazione. (Prospetto n. 2).  Mediante la diffusione periodica del copioso materiale fu possibile presentare lo stato dei lavori degli impianti sportivi, il programma agonistico dei Giochi, il funzionamento del Centro Stampa e la progressiva impostazione e soluzione dei molteplici problemi inerenti all'organizzazione generale. E benché gli strumenti della propaganda fossero risultati adeguatamente efficienti, fu dato un particolare impulso anche alla diffusione del notiziario generico tramite le Agenzie di informazione .
Tra i diversi mezzi della propaganda, la Sezione promosse una organica e diretta collaborazione con l'Ente Nazionale Industrie Turistiche per la realizzazione del volume «Olimpiade 1960». La pubblicazione, cui contribuirono anche alcuni Enti della Capitale direttamente interessati, fu in un primo tempo edita nelle due lingue francese e inglese, e successivamente anche nelle lingue italiana, tedesca e spagnola, e diffusa a migliaia di copie secondo il piano generale di propaganda dell'E. N. I. T .

Diffusione del manifesto ufficiale

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Il Comitato Esecutivo dei Giochi, dopo l'approvazione del bozzetto relativo al manifesto ufficiale, così come riportato nel capitolo «Arte e manifestazioni storico-sportive », ne dispose la tiratura di 290.000 esemplari, e, cioè, 30.000 in lingua francese, 55.000 in inglese, 83.000 in italiano, 12.000 in arabo, 15.000 in giapponese, 7.000 in greco, 10.000 in indiano, 13.000 in portoghese, 13.000 in russo, 30.000 in spagnolo e 22.000 in tedesco .
Il piano di spedizione richiese uno studio particolareggiato sia per quanto riguardava la ripartizione dei quantitativi presumibilmente sufficienti agli enti di ogni Paese comunque interessati alle Olimpiadi romane, sia per quanto si riferiva alla suddivisione in gruppi di lingue dei quantitativi stessi stante la disponibilità dei manifesti in undici lingue .
Lo studio della ripartizione, della suddivisione in lingue e delle relative spedizioni fu curato direttamente dalla Sezione Servizi per la Stampa, e la spedizione materiale fu eseguita mediante i servizi della Ditta F.lli Gondrand, spedizioniere ufficiale .
I manifesti furono destinati ai Comitati Nazionali Olimpici per l'affissione nelle rispettive sedi e per la distribuzione alle società locali che ne avessero fatta richiesta, alle Federazioni Sportive Internazionali, alle Agenzie turistiche ufficialmente accreditate, alle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, agli Istituti italiani di cultura ed alle Camere di Commercio all'estero, ecc .
Per colmare tutte le esigenze dei Paesi furono spediti 120.499 manifesti, così come rilevabile nel Prospetto n. 3 .
La diffusione del manifesto in Italia fu curata in due tempi, e, cioè, fu effettuato un primo lancio di 60.000 esemplari nel mese di aprile del 1960; un secondo lancio di 103.609 manifesti ebbe luogo nel bimestre luglio-agosto,durante il quale fu curata l'affissione lungo il percorso della Fiaccola Olimpica e nelle città che ospitarono gli incontri eliminatori del torneo di calcio: Firenze, Grosseto, Livorno, Pescara, l'Aquila e Napoli .
La diffusione in Roma assorbì una cifra notevole di manifesti. Per consentire nel maggior numero di casi possibile l'affissione di 11 manifesti in fila, e, cioè, la serie completa nelle 11 lingue in cui furono stampati i manifesti stessi, si ritenne necessaria l'utilizzazione di appositi steccati, ossia di tavolati di grandi proporzioni. Una serie di tali steccati fu allestita sulla Strada Olimpica lungo la quale era previsto il maggior traffico olimpico: in questo modo si realizzò una proficua concentrazione pubblicitaria .
L'affissione nel centro storico romano e in altre importanti località fu effettuata per mezzo degli impianti pubblicitari fissi costituiti da «specchi» con piedistalli metallici. (Prospetto n. 4) .

Corso per annunciatori

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Nel gennaio del 1958, sulla base delle previsioni dei piani di ordinamento e di sviluppo, la Sezione provvide a ricoprire i ruoli del personale con l'assunzione di interpreti e traduttori, alcuni dei quali poliglotti, e di alcuni esperti in campo di pubbliche relazioni .
Nel mese di maggio 1958 fu istituito un corso aperto ad allievi annunciatori, il cui primo contingente di 50 giovani fu selezionato su 1.387 adesioni di studenti di scuole medie superiori. Gli allievi annunciatori furono sottoposti ad appositi corsi allo scopo di approfondire la loro conoscenza di una o più lingue straniere. Seguendo al riguardo uno schema programmatico che prevedeva successivi reclutamenti, furono esaminate altre adesioni e selezionati nuovi elementi onde costituire un secondo nucleo di annunciatori; il che portò alla classificazione di due gruppi, l'uno composto di 92 annunciatori in lingua inglese, l'altro di 49 in lingua francese .
A seguito di deliberazione congiunta degli istruttori, fu deciso di giovarsi delle prestazioni dei soli annunciatori ritenuti più versatili e idonei; questi  sottoposti ad una ulteriore selezione, seguirono con particolare impegno e profitto il ciclo delle lezioni di specializzazione e durante il periodo dei Giochi fecero parte della rosa degli annunciatori il cui impiego facilitò indubbiamente il campo delle informazioni immediate .
Nel luglio del 1958 la Sezione elaborò un dettagliato studio, destinato al C. I. O., riguardante i rapporti con le Compagnie TV in merito alle riprese televisive dei Giochi Olimpici. Sulla scorta di tale studio, successivamente il C. I. 0. condensò e fissò le norme contenute nel nuovo articolo n. 49 delle Regole Olimpiche, che disciplina d diritto di informazione e i rapporti con le Compagnie Televisive costituite su basi commerciali .

Le Carte Olimpiche Stampa

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Un lavoro gravoso e, sotto certi aspetti, ingrato, soggetto purtroppo a dure opposizioni e critiche, fu richiesto dalla ripartizione e assegnazione delle Carte Olimpiche Stampa. Eppure lo studio teneva conto anche dei precedenti adottati a Berlino, a Londra ed a Helsinki. Infatti, in occasione delle Olimpiadi celebrate in quelle città, le Carte Stampa furono assegnate, di massima, in ragione del 10 % sul numero degli atleti partecipanti di ciascun Paese. Tuttavia la quota fu sempre aumentata dopo l'accertamento dell'effettiva diffusione del giornale richiedente e dello spazio che questo solitamente dedicava allo sport. Ma, com'è noto, in quell'epoca non c'era praticamente limitazione alcuna nelle assegnazioni delle Carte Olimpiche Stampa. Fu solamente al Congresso di Atene del 1954, in occasione della 49esima Sessione, che il C. I. O. stabilì (articolo 48 delle Regole Olimpiche) nel numero massimo di 1.000 i giornalisti da accreditare ufficialmente .
Di conseguenza, bloccata da questa limitazione, la ripartizione delle Carte Olimpiche Stampa per le Olimpiadi di Roma costituì il punctum dolens della Sezione Servizi per la Stampa, dato il numero considerevole delle richieste di accreditamento. Comunque il criterio adottato nelle passate Olimpiadi servì da base utile; tuttavia il procedimento della ripartizione e dell'assegnazione delle « Carte » richiese ripetuti ritocchi e revisioni, e sotto questo riguardo apparve sensibilmente mutato il riferimento alle precedenti assegnazioni .
Considerata l'eccezionale richiesta, il problema della ripartizione si presentò molto arduo, e per poter soddisfare il desiderio della grande stampa internazionale, non fu possibile restare nei limiti previsti dall'art. 48. Ne conseguì che le assegnazioni superarono forzatamente il numero di 1.000, malgrado i ripetuti e talvolta spiacevoli ritocchi alle quote già stabilite in misura proporzionale alle domande pervenute. Nei riguardi della stampa italiana fu tenuto presente anche un rigoroso rispetto di una precisa disposizione sindacale, in virtù della quale è stabilito che soltanto i giornalisti professionisti possono fungere da « inviati speciali ». Non si può non ripetere, dunque, che la Sezione si trovò di fronte a richieste esorbitanti la cui soluzione costituì un problema delicato e scottante .
Tuttavia si riuscì a mantenere le assegnazioni in limiti soddisfacenti, che pur valicando la frontiera stabilita dall'art. 48, ne contennero il superamento in cifre veramente minime e tuttavia sufficienti a garantire il pieno soddisfacimento delle autentiche necessità vitali della stampa internazionale .
Inoltre va anche ricordato che ai giornalisti accreditati furono rilasciati, oltre la Carta Stampa, 5.889 speciali biglietti che davano diritto d'ingresso in alcuni impianti sportivi con posti contingentati. (Prospetto n. 5) .

Soluzioni nell'interesse della stampa

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Il gennaio del 1959 trovò la Sezione impegnata nella conduzione e nel coordinamento di alcuni altri lavori imbastiti in collaborazione con le Sezioni direttamente interessate; così fu per la realizzazione del pieghevole relativo al programma agonistico, con la dislocazione degli stadi e le relative distanze dal centro di Roma; così fu per la stesura del progetto relativo ai mezzi di trasporto destinati al Centro Stampa, e per il reclutamento e l'impiego, nei vari settori della Sezione, delle interpreti-accompagnatrici .
Per non mancare, infine, a quello che era l'impegno maggiore con la Sezione Tecnica, fu sollecitata ed intrapresa con solidarietà e comprensione, una stretta collaborazione per la revisione e la traduzione in lingua francese e inglese di tutti i testi dei regolamenti sportivi e, successivamente, per l'impostazione tipografica, la stampa e la diffusione dei regolamenti stessi .
Nel marzo del 1959 fu elaborato e presentato al Ministero competente un preciso studio riguardante le esigenze postali e telegrafiche del Centro Stampa .
Considerate le necessità postali vere e proprie (cioè di impianti utilizzabili anche dal pubblico), fu proposto che il quadro degli Uffici Postali e Telegrafici « speciali » fosse suddiviso in due categorie, la prima delle quali di interesse diretto del Servizio Stampa poiché si trattava di impianti necessari e riservati ai giornalisti accreditati, mentre per quanto riguardava la seconda categoria si propose di provvedere mediante telebus messi a disposizione del pubblico e dislocati vicino ai settori stampa in modo da essere anche a disposizione dei giornalisti .
Nel maggio del 1959 il piano di ordinamento riguardante il pool fotografico si poteva già considerare operante in virtù di un progetto più volte rielaborato e sottoposto alla definitiva approvazione del Comitato Esecutivo; ma soltanto più tardi dopo la partecipazione attiva dei rappresentanti delle più note Agenzie di photo-reportage del mondo, quelle stesse che aderirono al pool, il progetto, al quale furono apportati ulteriori ritocchi, fu considerato fedele all'indirizzo proposto, ch'era quello di armonizzare le varie esigenze delle stesse Agenzie e dei giornalisti direttamente interessati all'inoltro delle telefoto verso l'estero .

Le operazioni di accreditamento

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Risale allo stesso periodo di tempo la stesura e la stampa dei vari questionari e l'impostazione dei relativi schedari, destinati alle operazioni di accreditamento .
Tuttavia il problema fu avviato a soluzione subito dopo l'avvenuta ripartizione delle Carte Olimpiche Stampa il cui lavoro comportò una valutazione piuttosto impegnativa; e soltanto nel settembre 1959 fu possibile dare inizio alla spedizione dei questionari stessi ai Giornali, alle Agenzie di Stampa, alle Compagnie Radio e TV .
Nel secondo semestre del 1959 la Sezione non mancò di prestare la sua collaborazione alla « Olimpia Edizioni Sportive » per la realizzazione del « Numero Unico Ufficiale celebrativo dei Giochi della XVII Olimpiade », e ad altri Enti che d'intesa con il Comitato Organizzatore dei Giochi, stamparono varie pubblicazioni di propaganda olimpica, sportiva e turistica .
Aumentato sensibilmente il lavoro fu, di conseguenza, necessario aumentare il personale. La Sezione quindi provvide gradatamente all'assunzione di nuovi elementi dotati di esperienza sportiva ed a conoscenza di due o più lingue straniere. In tal modo furono pressoché coperti i ruoli dell'organico; tuttavia l'organico stesso risultò completo soltanto nel periodo dei Giochi .
Dal gennaio 1960, a otto mesi ormai dalla celebrazione dei Giochi, la Sezione fu sottoposta ad un lavoro duro e febbrile richiesto dalla assoluta necessità di determinare tutte le esigenze e dall'apporto di migliorie in alcuni settori dell'organizzazione, e ciò in considerazione dell'opportunità e della convenienza riscontrate attraverso richieste, consigli e sollecitazioni della grande stampa internazionale .
Non tutte le iniziative proposte divennero però realtà sul piano delle realizzazioni; non tutti i problemi furono di uguale impegno e responsabilità, alcuni spesso furono lungamente dibattuti .
La soluzione di questi e altri problemi minori fu sempre predisposta ed esaminata congiuntamente nell'interesse dei rappresentanti della stampa e nell'intento di creare le migliori condizioni di lavoro. D'altra parte tutti i servizi destinati alla Stampa erano attesi da coloro che dei servizi stessi avrebbero dovuto avvalersi e quindi la preoccupazione principale fu quella di fare il possibile per soddisfare la minima esigenza. Con questi intendimenti furono esaminate, nel primo trimestre del 1960, le questioni relative al funzionamento del Centro Stampa, ivi compreso il reperimento e la classificazione di tutto il materiale di lavoro; fu definitivamente selezionata la rosa degli Addetti Stampa impegnati nei vari stadi; furono distribuiti i posti negli stadi assegnati ai giornalisti; furono allestiti i locali destinati alle Agenzie di stampa; infine, un lavoro notevolmente impegnativo fu dedicato alla definitiva impostazione dei programmi giornalieri .
Si può affermare che nel luglio del 1960 tutti i settori della Sezione si potevano considerare in piena efficienza: chiusa l'operazione delle assegnazioni delle Carte Olimpiche Stampa, determinati gli alloggi per i giornalisti accreditati, revisionati tutti i mezzi di lavoro. Restavano in piedi eventuali ritocchi e il problema dei trasporti già avviato a soluzione. Il rodaggio dei servizi fu giudicato soddisfacente per assicurare a tutti i giornalisti accreditati possibilità di lavoro rapide e complete .
Il 25 luglio 1960 la Sezione fu trasferita alla Domus Mariae nella cui sede furono installate tutte le attrezzature tecniche utili al funzionamento del Centro Stampa e del Centro Notizie. In precedenza era stato reperito tutto il materiale occorrente e gradualmente immesso negli uffici. Fu questo un lavoro imponente che comportò particolari cure e controlli, onde garantire un pieno soddisfacimento delle necessità vitali della stampa internazionale. L'organizzazione del Centro Notizie fu basata sul concetto di poter fornire ai giornalisti, in qualsiasi campo di gara essi si fossero trovati, i risultati immediati delle competizioni contemporaneamente svolte su tutti gli altri impianti .
Studiate e realizzate dal C. 0. R., due distinte reti di collegamento in telescrivente furono installate alla Domus Mariae: la prima, « rete A », collegò direttamente il Centro Notizie con ogni singolo impianto sportivo; la seconda, « rete B », collegò simultaneamente il Centro Notizie con tutti gli altri impianti in attività, le Agenzie di Stampa, le redazioni dei giornali, la sede dell'organizzazione, il Villaggio Olimpico, per la ritrasmissione immediata dei risultati e delle notizie pervenute al Centro Notizie attraverso la prima rete .
Inoltre, fu istituita una terza rete a carattere circolare, « rete C », che collegò il Centro Notizie con i principali impianti (Stadio Olimpico, Stadio del Nuoto, Palazzo dello Sport), per distribuirvi tutto quel notiziario che, pervenuto dai campi di gara, rivestiva carattere di somma urgenza per i giornalisti. (Prospetto n. 6) .

Il Centro Stampa e il Centro Notizie

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Il Centro Stampa provvide alla immediata distribuzione di tutte le informazioni provenienti dal Centro Notizie. Il problema della distribuzione di tali informazioni fu piuttosto complesso per l'enorme quantità del materiale e per la necessità di tradurre i testi. I comunicati - a parte quelli « ufficiali » compilati in collaborazione con le Commissioni tecniche e con le varie Giurie - riportarono in ordine cronologico quanto avveniva sui vari campi di gara; naturalmente le notizie furono numerate, così da consentire ai giornalisti una rapida e comoda consultazione .
Altro concetto che ispirò l'organizzazione di questo particolare settore del Servizio Stampa, fu quello dell'opportunità di non eccedere nella quantità di comunicati. Al Centro Stampa, i comunicati furono distribuiti nelle apposite caselle; presso i due Sottocentri e su tutti i campi di gara i comunicati cronologici furono messi a disposizione dei giornalisti mediante un sistema di self-service, mentre venivano distribuiti soltanto i comunicati ufficiali relativi agli avvenimenti « in loco ». Si evitò in questo modo, ai giornalisti impegnati nell'osservazione di competizioni, il disturbo di vedersi « piovere » a getto continuo al loro posto di lavoro in tribuna fogli su fogli contenenti notizie di altri sport che in quel momento potevano anche non interessarli .
Per questi servizi il Centro Stampa disponeva di un gruppo di valletti che con appositi turni di presenza giornaliera, provvidero al continuo rifornimento dei casellari e alla immediata distribuzione dei comunicati nei vari settori stampa .
Per l'accesso della stampa accreditata nell'interno del Villaggio Olimpico, si dovettero superare ostacoli notevoli. In primo luogo l'ostilità dei Capi-Missione verso tutto quanto potesse cagionare disturbo al più tranquillo soggiorno degli atleti nell'interno del Villaggio stesso. Per favorire i giornalisti accreditati, l'accesso al Villaggio Olimpico fu consentito in determinate ore (mattino dalle ore 10 alle 12; pomeriggio dalle ore 16 alle 18,30), escludendo così le ore dedicate al riposo ed ai pasti degli atleti. Il giornalista che desiderava entrare nel Villaggio Olimpico doveva depositare all'ingresso la propria Carta Olimpica, ottenendone in cambio un documento di accesso; a conclusione del suo compito, il giornalista restituiva il documento e tornava in possesso della sua Carta Olimpica .
Molto più difficile fu la selezione dei giornalisti e fotografi non accreditati ai quali fu necessario dare una possibilità di lavoro nell'interno del Villaggio Olimpico, dato che i colleghi accreditati erano impegnati sugli impianti di gara .
Un buon numero dei richiedenti, accuratamente selezionato, poté ottenere di volta in volta speciali e ripetuti permessi di accesso. (Prospetto n. 7) .
A questo punto giova ricordare che durante la quadriennale preparazione olimpica i dirigenti dei Servizi Stampa ricevettero un notevole numero di visite da parte di giornalisti stranieri particolarmente interessati alla preparazione tecnica degli impianti sportivi e dei mezzi di informazione messi a disposizione della stampa internazionale. Di un certo interesse si rivela la possibilità di documentare che ben 1781 giornalisti stranieri, rappresentanti di 51 Nazioni, ottennero informazioni sull'organizzazione e materiale fotografico per i loro servizi .
Tutti ebbero interesse a conoscere quali fossero i criteri organizzativi e quasi tutti furono successivamente accompagnati in visita agli impianti sportivi già costruiti o in corso di costruzione. Ma a partire dal 6 agosto 1960 furono ammessi agli impianti di gara e di allenamento i soli giornalisti e fotografi ufficialmente accreditati. L'accesso ai campi di allenamento fu consentito nelle ore di apertura degli allenamenti stessi ed in appositi settori riservati alla stampa. Durante le gare olimpiche, i giornalisti accreditati ebbero libero accesso agli impianti in tribune e in posti riservati (Prospetto n. 8). Non furono coperti interamente i posti stampa preparati alla Basilica di Massenzio (Lotta), al Circuito Cristoforo Colombo e Circuito di Grottarossa (Ciclismo), nonché all'Arco di Costantino (Maratona) .

I problemi dell'informazione

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Considerata la speciale ubicazione degli impianti di gara accentrati in due distinti settori della città, si ritenne opportuno allestire, oltre il Centro Stampa, anche 2 Sotto-Centri, uno dei quali nel cuore del Foro Italico (Piscina coperta); il secondo, che serviva il settore E. U. R., fu ottenuto mediante potenziamento del settore stampa del Palazzo dello Sport .
In ogni modo l'attrezzatura tecnica per la trasmissione dei servizi fu estesa ad ogni singolo impianto di gara, con istituzione di settori stampa dotati dei seguenti mezzi di rapida trasmissione: linee telefoniche, linee di telex, linee di telefoto e servizio Italcable .
Le grandi Agenzie internazionali furono favorite mediante reperimento e concessione, a loro esclusivo beneficio, di un vasto locale della Domus Pacis, che venne suddiviso fra di esse e nel quale poterono installare una vera e propria sede olimpica. Gli spazi assegnati e successivamente divisi con materiale isolante furono i seguenti: Associated Press, Reuters, France Presse, Sport Informations Dienst, A. D. N .
Per altre Agenzie (quali la Australian Associated Press, la Deutsche Presse Agentur, ecc.) fu possibile trovare una soluzione per spazi più modesti nelle camere della Domus Mariae e della Domus Pacis .
L'ampia sala di lavoro del Centro Stampa (Domus Mariae), fu allestita con speciali pannelli a cura della Olivetti .
Inoltre la Olivetti mise a disposizione dei giornalisti, nelle varie sale stampa o anche nelle loro camere del Centro Stampa, 1000 macchine da scrivere « Olivetti », di cui 600 del tipo da tavolo e 400 portatili .
Le 1000 macchine da scrivere furono razionalmente suddivise tra le varie tastiere internazionali, in modo da poter soddisfare quanto più possibile il numeroso nucleo cosmopolita costituito dai giornalisti provenienti da ogni parte del mondo .
Le 400 macchine portatili « Olivetti » furono rilasciate, a richiesta degli interessati, a giornalisti che intendevano lavorare nelle rispettive camere. (Prospetto n. 9) .
Tutte queste attenzioni ottennero il particolare gradimento dei giornalisti che utilizzarono il servizio e vennero notate e ampiamente sottolineate dalla stampa internazionale .
Per i comunicati diramati dal Centro Stampa fu utilizzata carta da ciclostile del formato di cm. 21,9 X 33, scelta in diciotto diversi colori e, cioè, ad ogni sport fu destinato un colore .
Per la stesura dei comunicati stessi, riservati alle esigenze della stampa, ossia giornalisti, radiocronisti e telecronisti, e per le varie raccolte e l'archivio, il Centro Stampa provvide alla tiratura di 1800 copie di ogni comunicato .
I singoli campi di gara furono assolutamente autonomi circa la produzione e la distribuzione dei comunicati che furono messi anche a disposizione dei giornalisti presenti .
I comunicati, invece, diramati dal Centro Stampa, inseriti nelle apposite caselle dei giornalisti accreditati, furono controllati, condensati e sistemati in forma compendiativa, utilizzando un riproduttore fotografico (riproduzione in offset) che permise la riduzione e il conseguente raggruppamento di più comunicati in un solo foglio. (Prospetto n. 10) .

L'assistenza logistica

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Il quadro dell'attività svolta dalla Sezione per creare le migliori condizioni di lavoro a favore dei giornalisti accreditati, non può risultare completo se non vi si inseriscono anche quelle iniziative e provvidenze, quantomeno le più efficaci, per ciascuna delle quali si posero obbiettivi e problemi del tutto diversi. A questo proposito va ricordato che al Centro Stampa fu istituito anche un apposito Ufficio Logistico che provvide alla sistemazione ed all'assistenza di tutti i giornalisti che preventivamente avevano chiesto ed ottenuto di essere ospitati nei due complessi alberghieri della Domus Mariae e della Domus Pacis .
Infatti, ai giornalisti che ne manifestarono il desiderio, fu assicurato alloggio nei due confortevoli alberghi sopra ricordati. Questo intervento di carattere logistico fu estremamente gradito ai giornalisti; lo dimostra il numero degli alloggiamenti che supera i tre quarti dei giornalisti ufficialmente accreditati .
L'Ufficio Logistico, in diretta collaborazione con le rispettive Direzioni dei due complessi alberghieri, registrò le seguenti permanenze: alla Domus Pacis, 9.500 giornate di presenza; alla Domus Mariae, 7.263 presenze .
L'assistenza non fu limitata al solo settore dell'ospitalità alberghiera, ma, per consentire il rapido movimento dei giornalisti, stante la limitata disponibilità dei « dischi di parcheggio » messi a disposizione delle agenzie e dei giornali, e considerata pure la limitata capienza delle zone di parcheggio nella maggior parte degli impianti olimpici, furono istituite, in funzione autonoma, linee di autobus ad esclusiva disposizione dei giornalisti. Queste linee ebbero un ritmo così intenso che permise un ordinario e continuo afflusso dei rappresentanti della stampa in tutte le sedi di gare .
Inoltre alcuni servizi di emergenza vennero preordinati di giorno in giorno per necessità contingenti, con destinazione a impianti olimpici di più difficile collegamento .
I giornalisti poterono usufruire altresì, su loro richiesta, di un elicottero messo a disposizione dalla Società Innocenti, che fu particolarmente utile per spostamenti celeri e per riprese fotografiche di talune particolari competizioni .
I ricevimenti per la stampa furono di numero limitato, per non distrarre i giornalisti, tutti impegnati al massimo delle loro possibilità dal peso enorme dei servizi particolarmente gravosi .
In effetti i ricevimenti riservati ai soli giornalisti furono due: il primo fu offerto dal Presidente della Repubblica ed ebbe luogo al Palazzo del Quirinale; il secondo ad iniziativa della Confederazione Italiana dell'Industria si svolse alle Terme di Diocleziano. Nel corso di quest'ultimo ricevimento, la Confindustria fece estrarre a sorte fra i giornalisti due auto Fiat 500, sessanta macchine da scrivere portatili « Olivetti » ed altri graditi doni .

Il "pool" fotografico Olympia

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Un problema delicato e di difficile soluzione fu indubbiamente quello affrontato per la realizzazione dei servizi fotografici .
E d'uopo far rilevare anzitutto come sia stato veramente impossibile riferirsi e trarre esperienza dai precedenti delle ultime edizioni dei Giochi Olimpici (Helsinki e Melbourne), in quanto con i Giochi della XVII Olimpiade ebbe inizio, nel campo dell'informazione, una nuova fase della storia olimpica, e, cioè, quella della trasmissione televisiva in presa diretta e continuativa .
La televisione sui campi di gara pose pesanti problemi d'indole tecnica: quello basilare sorse dalla necessità di dare spazio nell'interno dei campi a un numero non indifferente di teleoperatori e di tecnici la cui presenza in campo fu resa possibile soltanto previa riduzione di altri settori, e ciò per non correre il grave pericolo di disturbare o alterare il ritmo tecnico delle competizioni .
Poiché questa riduzione non poteva incidere sul numero dei giudici di gara o degli operatori del film olimpico o degli inservienti dell'organizzazione tecnica o dei concorrenti, è chiaro che essa poteva attuarsi soltanto sul numero dei fotografi. D'altronde le richieste pervenute da tutto il mondo, da parte di agenzie fotografiche, di fotografi di grandi giornali e di fotoreporter in genere, fecero subito ritenere che questa drastica soluzione non si sarebbe verificata in forma pacifica; fu necessario, quindi, affrontare il problema scegliendo la formula più confacente all'organizzazione tecnica .
A seguito di un esame preventivo della « situazione stadi », risultò impossibile far entrare nell'interno dei campi di gara più di 6 fotografi. Questa situazione fu poi complicata dal fatto che in determinati impianti il numero dei fotografi ammessi in campo era anche inferiore ai 6 elementi per precise disposizioni delle rispettive Federazioni Sportive Internazionali. Poiché il numero massimo degli stadi in contemporanea attività era di dodici, il numero totale dei fotografi accreditabili nell'interno dei campi di gare fu previsto in un massimo di 72 (6 X 12) con 1.354 presenze giornaliere .
Su queste basi fu costituito un unico pool internazionale denominato « Olympia », affidato a 6 Agenzie a carattere mondiale o internazionale, cioè United Press International, Associated Press, European Picture Union, Keystone, Agenzia Nazionale Stampa Associata (A. N. S. A.), Agenzia Italia .
Gli aderenti a tale pool costituirono una sola unità di servizio, con l'obbligo reciproco di immediata circolazione, a titolo di cambio fra tutti gli associati, delle fotografie prese dai rispettivi operatori .
Il Comitato Organizzatore si impegnò a fornire al « Pool Olympia » lo spazio necessario per l'installazione di capaci laboratori dislocati al Sotto-centro Stampa al Foro Italico. Questo complesso di Agenzie, riunite in pool, assicurò la ripresa di ogni aspetto, anche marginale, degli avvenimenti della Olimpiade romana .
Il lavoro di raccolta, sviluppo e trasmissione delle fotografie riprese fu regolarmente eseguito dalle 6 Agenzie divise in tre gruppi di lavoro, in tre laboratori attrezzati con trasmissione tele e radiofotografica .
Per favorire i fotografi di periodici a grandissima tiratura, soprattutto per riprese fotografiche a colori, furono rilasciate 17 tessere, valide solo in speciali settori di tribuna dello Stadio Olimpico. La loro assegnazione fu la seguente: Germania 4 tessere, Francia 4, Stati Uniti 4, Giappone 4, Svizzera 1 .
Si è potuto calcolare che il pool ha realizzato giornalmente circa 3.000 negativi per oltre 54.000 fotografie, non tralasciando di riprendere alcuno degli sport dei Giochi e delle Nazioni rappresentate negli stadi .
Giornali di tutti i Paesi hanno potuto ricevere direttamente nelle loro redazioni, attraverso circuiti approntati dal pool, il materiale fotografico in misura da soddisfare ogni più ampia esigenza. (Prospetto n. 11) .
È da notare che numerosi fotografi, in qualità di spettatori paganti, operarono liberamente dagli spalti degli stadi, ma non fu possibile effettuare alcun controllo sulla loro produzione, d'altra parte svolta al di fuori del pool e delle prestazioni ufficiali .

I programmi giornalieri

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I programmi giornalieri richiesero un lavoro di impostazione e di esecuzione estremamente complesso. Fattore tempo, precisione e tempestività imposero, infatti, uno studio su basi concrete e particolari cautele: in considerazione di queste pressanti esigenze, si ricorse anche alle esperienze vissute in questo settore da dirigenti di precedenti Olimpiadi .
Nella primavera del 1958 fu realizzato un primo progetto relativo alla classificazione, alla stampa, alla tiratura ed alla distribuzione e vendita dei programmi .
Questo complesso piano di massima prevedeva: a) tipo delle copertine, b) tipo dei singoli programmi (giornaliero-periodico-unico), c) contenuto di ogni programma e numero delle pagine, d) quantitativo di copie di ciascun programma .
Inoltre il progetto si diffondeva in una accurata analisi sulle necessarie cautele da prendere durante il lavoro allo scopo di eliminare, finché possibile, le cause che avrebbero potuto determinare eventuali errori od inconvenienti di stampa e di tiratura .
Nel maggio del 1960 fu istituito l'ufficio « Centro Programmi » e fu impostata una redazione alla quale venne dato incarico di raccogliere tutti i dati da inserire nei programmi. In un primo tempo la redazione fu limitata a pochi esperti particolarmente preparati a questo genere di attività. Il personale redazionale gradatamente aumentò fino a raggiungere l'organico di un redattore, con relativi aiutanti, per ogni sport in programma .
Concordata la premessa che il lavoro avrebbe comportato notevoli difficoltà di realizzazione se effettuato presso una unica tipografia, fu decisa la combinazione editoriale con quattro stabilimenti tipografici e fu ravvisata la necessità di prevedere e studiare tutte le garanzie occorrenti per la compilazione tempestiva dei programmi .
Sulla base di un calcolo relativo al numero delle copie ed al numero delle pagine di ogni programma, nel maggio 1960 si decise di accantonare tempestivamente il quantitativo della carta necessaria per i testi e per le copertine .
Cosicché furono acquistati un milione di fogli pari a 2.000 risme utili per i testi e 145.000 fogli pari a 290 risme per le copertine .
Frattanto, la redazione intensificava i lavori di raccolta di tutti quei dati dei quali era stato previsto l'inserimento nei testi (vincitori delle precedenti Olimpiadi e primati mondiali ed olimpici - orari e successione delle gare — chiarimenti e spiegazioni) ed iniziava l'impostazione e la compilazione dei menabò dei programmi stessi sulle seguenti basi: a) per la copertina: stampa a due colori con riproduzione sul fondo dell'impianto sportivo, nelle intere due pagine esterne; sigle delle Nazioni partecipanti e quadro del programma generale nelle due pagine interne; b) per il testo: primati mondiali ed olimpici; estratti dei regolamenti tecnici; programma orario; elenco degli iscritti; avvertenze; indicazioni; grafici ed altre notizie utili .
La preparazione dei programmi entrò nella fase di lavoro intenso fin dalla prima decade del mese di agosto 1960; seguì il reclutamento di nuovo personale qualificato e quindi il successivo aggravio della rapida stampa in ore notturne .
Sulla base dei progetti elaborati dal corpo redazionale, furono stampati 52 programmi, ciascuno dei quali richiese caratteristiche tecniche diverse. Il lavoro fu realizzato in due tempi: in un primo tempo si provvide alla stampa delle copertine e delle composizioni fisse; in un secondo tempo furono presi definitivi accordi con le tipografie per la stampa della parte fluttuante dei programmi (nomi degli atleti partecipanti alle singole gare e risultati delle competizioni del giorno precedente) .
Poiché questi elementi potevano essere consegnati solamente dalle ore 20 alle ore 24 di ciascun giorno, ne conseguì un lavoro febbrile svolto dalle ore 22 circa alle ore 7; comunque sempre in tempo utile per la distribuzione dei programmi negli stadi, al Centro Stampa e nelle zone di affluenza del pubblico .
Ciò premesso, si riporta un quadro sintetico dal quale risulterà U tipo dei programmi giornalieri con U rispettivo numero delle pagine e relativa tiratura, vendita e rimanenza. (Prospetto n. 12) .
Per tutte le manifestazioni furono realizzate, come già accennato, 52 edizioni di vario tipo con una tiratura complessiva di 862.000 copie, di cui 415.000 al prezzo di copertina di lire 200 e 447.000 al prezzo di copertina di lire 150 .
Dalla tiratura complessiva dei programmi, il Comitato Organizzatore trattenne, per necessità organizzative, per omaggi, ecc., n. 39.200 copie del tipo da lire 200 e 107.526 copie del tipo da lire 150 .
In base alle esperienze delle precedenti Olimpiadi, si è potuto rilevare che l'impresa dei programmi giornalieri non fu mai un affare dal punto di vista economico, anzi costituì sempre una grossa perdita finanziaria, e ciò anche per la difficoltà ai distribuzione simultanea a grandi distanze. Si ritiene, comunque, che con l'impostazione data ai programmi dell’ Olimpiade romana, siano stati raggiunti gli obbiettivi previsti: veste dignitosa dei fascicoli, meticoloso studio dei dati tecnici, precisione e correttezza del contenuto, tempestività nelle consegne; la vendita, comunque, non costituì un'impresa ben riuscita .

Il servizio stampa per la vela

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A Napoli il Servizio Stampa fu sistemato nei locali messi a disposizione dal Presidente dell'Associazione Provinciale della Stampa, e fu disimpegnato da Bruno Ziravello. Furono presenti per le Regate veliche, 106 giornalisti, di cui 61 stranieri e 45 italiani .
I locali dell'Ufficio Stampa furono attrezzati con un casellario, due telefoni diretti (uno con Roma e uno con la Centrale Olimpia in Napoli), tre apparecchi telefonici, 35 macchine da scrivere, una sala radio con trasmissioni dirette e incisioni per 17 radiocronisti esteri, uno studio di trasmissione per Radio Napoli .
II personale dipendente dalla V Sezione Servizi Stampa si può rilevare dal Prospetto n. 13 .

Radio e televisione

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Centootto organismi televisivi di tutto il mondo, assistiti in vario modo dalla R A I , consentirono al pubblico di 69 Paesi dei cinque continenti di seguire i Giochi della XVII Olimpiade per radio e per televisione. Per essere più precisi, 75 organismi di 60 Paesi effettuarono trasmissioni radiofoniche con l'assistenza della R A I , 23 organismi di 21 Paesi ricevettero programmi televisivi, diretti e differiti, realizzati dalla R A I e 60 organismi di 37 Paesi utilizzarono i resoconti giornalieri filmati sempre prodotti dalla R A I ed inviati quotidianamente a tutti i richiedenti .
Il servizio radiotelevisivo allestito per i Giochi di Roma non soltanto non ha precedenti nella storia delle moderne Olimpiadi, ma non trova praticamente confronti per ampiezza e per complessità di organizzazione con alcun altro servizio di attualità mai effettuato da qualsiasi organismo di radio e di T V. Le gare dei Giochi di Roma furono viste nel vivo del loro svolgersi dal pubblico di 18 paesi d'Europa e, con solo alcune ore d'intervallo, anche negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone; mentre quasi tutti i Paesi che avevano una rappresentanza in Roma poterono seguire le imprese dei loro atleti attraverso un servizio radiofonico diretto, irradiato verso tutti gli angoli della terra .
La realizzazione di un ponte di queste proporzioni non si poteva logicamente improvvisare e, di fatto, essa fu consentita dalla esistenza di una organizzazione precisa, predisposta con scrupolo fin nei dettagli. Rendendosi conto dell'impegno che rappresentava per l'Ente concessionario del servizio radiotelevisivo in Italia lo svolgimento della Olimpiade in Roma e giudicando suo compito provvedere non soltanto alla diffusione dei servizi radio e televisivi per il pubblico nazionale, ma anche alla produzione dello specifico servizio TV per i Paesi stranieri, la RAI costituì fin dal 1958 un apposito Centro Olimpiade, diretto dal prof. Italo Neri, un organismo indipendente ed autosufficiente, incaricato di predisporre tutte le condizioni tecniche e organizzative per la effettuazione di un efficiente servizio, e impegnato durante i Giochi a funzionare come Centro di produzione autonomo per l'irradiazione dei programmi radio e televisivi da tutti gli studi e i campi di gara a tutti i Paesi del mondo .

Il problema dei collegamenti

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Le difficoltà che si opponevano alla organizzazione del servizio non furono né poche né semplici. Per la radio ci fu il problema dei collegamenti con tanti Paesi diversi e lontani a ognuno dei quali bisognava far giungere la trasmissione diretta dai tanti diversi centri di competizione. Per la televisione si doveva tener presente l'ampiezza e la capillarità della catena, costituita questa volta da ben ventitré anelli, la molteplicità dei punti di partenza e delle destinazioni del segnale, la pluralità delle lingue. Per l'una e per l'altra mancava una valida possibilità di riferimento a esperienze precedenti. Nessuna delle Olimpiadi che si erano fin qui disputate aveva infatti potuto fruire di un servizio di tale estensione e profondità. Ma a Roma il problema si pose sotto una luce nuova per due motivi: Roma si trova al centro di un continente i cui Paesi sono per la maggior parte attrezzati a ricevere un servizio televisivo; l'esistenza della catena dell'Eurovisione, collegabile con quella dell'Intervisione per i Paesi dell'Europa Orientale, avrebbe reso possibile l'unione di diciotto Paesi in un unico ponte, mentre la differenza dei fusi orari, giocante a favore, e le innovazioni tecniche intervenute negli ultimi anni (con l'introduzione dell'ampex per la registrazione magnetica, e quindi istantanea, del segnale video), avrebbero consentito di proiettare le riprese dirette dei Giochi sulle decine di milioni di teleschermi degli Stati Uniti e del Canada a poche ore di distanza dal loro svolgersi e ancora nel corso della stessa giornata .
Per oltre un anno e mezzo il Centro Olimpiade operò perché tutti i problemi tecnici e organizzativi venissero risolti in anticipo e perché il colpo di pistola dello starter, la sera del 25 agosto 1960, trovasse tutti gli uomini pronti al loro posto di manovra. La sede del Centro Olimpiade fu fissata presso l'edificio del Collegio di Musica al Foro Italico e in questo edificio furono installate tutte le apparecchiature necessarie alla produzione e alla irradiazione del servizio radiotelevisivo, per tutti i Paesi che non avrebbero voluto mancare al grande appuntamento romano .
Per consentire agli organismi radiofonici di poter funzionare in modo autonomo, furono allestiti sulla terrazza dell'edificio 58 studi denominati RS, di uguali dimensioni in lastre di cemento amianto, piccoli ma completi, dotati di un primo ambiente per la regia e la registrazione e di un secondo ambiente adibito a studio nello spazio complessivo di dodici metri quadrati, ognuno dei quali poté essere praticamente destinato ad un Paese diverso (solo in casi limitati due organismi che trasmettevano comunque in ore nettamente distinte dovettero dividere in comune lo stesso RS). In questi studi gli inviati delle radio di tutti i continenti furono in grado di realizzare trasmissioni dal vivo, in partenza direttamente dall'RS o dai vari campi di gara, o di registrare le cronache provenienti dagli stadi, o di effettuare montaggi con parte dal vivo e brani di registrazione. Ma perché ogni organismo potesse inoltrare il servizio dal proprio RS o da uno dei diciotto campi di gara, con cui era possibile stabilire il collegamento, al proprio lontano Paese, fu necessario creare nel sotterraneo dello stesso edificio del Collegio di Musica un gigantesco quadro incroci raccordante quattrocento linee verticali con quattrocento linee orizzontali, collegato con i terminali dei cavi telefonici internazionali da una parte e con gli RS e i campi di gara dall'altra, in grado di sopportare quattrocento comunicazioni contemporanee e di formulare fino a 160.000 combinazioni diverse. (Prospetto n. 14) .

Il servizio televisivo

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Il permutatore a incroci, suddiviso in quattro pannelli successivi di cento linee per quattrocento (nessun ambiente sarebbe stato in grado di ospitarlo tutto intero date le sue eccezionali dimensioni) rappresentò la chiave di volta del servizio radiofonico e risolse anche il problema delle linee audio per la televisione .
L'organizzazione del servizio televisivo, più semplice per certi aspetti, fu più complessa per altri e presentò comunque nuovi tipi di ostacoli. Al secondo piano del Collegio di Musica fu installata una super-regia con il relativo studio, messa in contatto da una parte con l'adiacente TTVE (il super organismo cui facevano capo tutte le televisioni interessate, collegate in circuito telefonico permanente) e dall'altra con la centrale video, nel sotterraneo dell'edificio .
(Prospetto n. 15) .
La super-regia ebbe il compito di pilotare il programma ricevendo e selezionando le immagini provenienti da tutti i campi di gara, in stretta collaborazione con il TTVE, di cui poteva raccogliere tutti i suggerimenti, mentre la centrale video, ricevuto il segnale, provvedeva ad inoltrarlo verso i trasmettitori di tutta Europa .
Per fare fronte a esigenze particolari di singoli organismi furono inoltre predisposti altri due studi con le relative regie e destinati alle trasmissioni «unilaterali » (trasmissioni unilaterali, secondo la definizione dell'Union Européenne de Radiodiffusion - U. E. R. - sono quelle trasmissioni generate per uno o più organismi esteri e non diffuse sulla rete del paese d'origine) .
All'esterno del Centro Olimpiade si dovettero predisporre tutte le attrezzature mobili e le postazioni sui campi di gara. Problema non facile dal momento che tutti gli organismi desideravano logicamente una propria postazione radio e TV, mentre non era possibile rubare agli studi più spazio del consentito. Dopo vari sopralluoghi e studiando diversi accorgimenti si riuscì infine a fissare un notevole numero di postazioni radio (che poi si rivelò sufficiente) con diverso criterio a seconda dell'importanza delle gare in programma nei rispettivi stadi e del prevedibile interesse rivestito per i diversi Paesi. Lo stadio naturalmente più importante fu l'Olimpico dove, utilizzando le 30 cabine lasciate alla RAI, fu possibile sistemare ben 38 postazioni di radiocronaca che, in più di un caso, si trovarono tutte simultaneamente occupate e in piena attività .
Seguirono l'Arco di Costantino con 30 postazioni per l'arrivo della gara di Maratona, lo Stadio del Nuoto, il Palazzo dello Sport e lo Stadio Flaminio con 28, la Basilica di Massenzio con 19, il Palazzetto dello Sport, il Velodromo Olimpico, le Terme di Caracalla e il circuito Cristoforo Colombo con 16 e via via tutti gli altri impianti per un totale di 298 postazioni complessive su 18 dei 22 campi di gara dell'Olimpiade romana .

Le apparecchiature tecniche

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Soltanto a Passo Corese, al Poligono di Cesano, ai Pratoni del Vivaro e ad Acquasanta non si ritenne necessario allestire alcuna postazione fissa, dotando invece di magnetofoni portatili i cronisti desiderosi di svolgervi dei servizi. I magnetofoni portatili si resero soprattutto preziosi a Napoli, a bordo delle apposite lance che seguivano le gare di vela .
Per equipaggiare adeguatamente sia gli studi radiofonici sia le postazioni di radiocronaca sono state utilizzate le seguenti principali apparecchiature: 600 microfoni, 527 amplificatori microfonici, altri 276 amplificatori di vario tipo, 210 magnetofoni per registrazione, 164 magnetofoni portatili, 103 magnetofoni a ciclo chiuso, 650 cuffie telefoniche, 700 telefoni da campo, 200 telefoni con amplificatori a transistor, 200 telefoni normali, 1.030 coppie di raccordo con i campi di gara per un totale di più di 5.000 Km. cp. e altri 73 Km. di cavi schermati per collegamenti interni a diverso numero di coppie .
Di più difficile soluzione il problema delle postazioni destinate ai telecronisti .
L’optimum sarebbe stato allestire tante postazioni quanti erano gli organismi collegati in ciascuno dei campi di gara coi quali era previsto il collegamento (praticamente quasi tutti): fu perciò deciso di dividere gli impianti di gara in due gruppi definiti rispettivamente « principali » (Stadio Olimpico, Stadio del Nuoto, Stadio Flaminio, Palazzo dello Sport) e « secondari » (tutti gli altri). Nei quattro stadi principali, scelti sia per l'importanza oggettiva delle gare ospitate, sia per il maggior numero delle riprese previste, furono allestite le diciotto postazioni sufficienti ad ospitare i cronisti di tutti gli organismi presenti a Roma, riuniti, in vari casi, per gruppi linguistici. Negli altri campi invece le postazioni allestite furono soltanto quattro: una per il cronista italiano, una disponibile per speciali servizi e una ciascuno per due cronisti-guida appositamente selezionati dall'U.E.R., che facevano pervenire la loro cronaca, in inglese e in francese, agli inviati di tutti gli organismi esteri distaccati sugli stadi principali. Il telecronista straniero che si trovava in uno dei quattro stadi poteva così commentare dal vivo l’avvenimento che si svolgeva sotto i suoi occhi e, dovendo limitarsi a seguire sul monitore la ripresa da un altro campo di gara, poteva ricevere in cuffia, attraverso le speciali « cassette per commentatore » del tipo U.E.R. — per la prima volta utilizzate in questa occasione - un continuo corredo di notizie e di chiarimenti da uno dei due cronisti-guida che trasmettevano dal posto .
Altrettanto spinoso il problema delle postazioni delle telecamere allestite in tutti gli stadi per le quali bisognò conciliare le esigenze di una efficace ripresa televisiva con il legittimo diritto del pubblico da una parte a non vedere coperta la propria visuale e degli atleti dall'altra a disputare regolarmente la propria gara, liberi da ogni interferenza esterna. Quasi ognuna delle postazioni che la RAI predispose richiese la costruzione di appositi praticabili, supporti, mensole e l'uso dell'autoscala .
In alcuni stadi, come per esempio in quello del Nuoto, le postazioni previste furono addirittura otto, pur non essendosi mai impiegate più di tre telecamere .
per poter riprendere le varie specialità (nuoto, pallanuoto, tuffi) e per poter ovviare alle diverse posizioni del sole. Numerose soprattutto le postazioni allo Stadio Olimpico dove furono utilizzate sei telecamere per la ripresa della cerimonia inaugurale (più una settima sulle pendici di Monte Mario) e quattro per le successive riprese delle gare di atletica leggera, sfruttando però un maggior numero di postazioni, diverse da giorno a giorno a seconda del tipo di gare (corse, lanci, salti) .

La produzione dei servizi filmati

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Per avere un numero sufficiente di impianti di ripresa mobile e per non dover ricorrere a troppo frequenti spostamenti della équipe dall'uno all'altro stadio, la RAI concentrò a Roma la maggior parte delle sue squadre di ripresa, facendole venire anche dagli altri Centri di Milano, di Torino e di Napoli. La super-regia TV del Centro Olimpiade poté così contare su dodici squadre di ripresa di diverse entità: un pullman con 4 telecamere, 7 pullman con 3 telecamere, 3 pullman con 2 telecamere e un pullman con una telecamera. Cinque di questi pullman furono sistemati in permanenza allo Stadio Olimpico, al Palazzo dello Sport, allo Stadio Flaminio, al Palazzetto dello Sport e al Villaggio Olimpico (dove era stato allestito un quarto studio per facilitare le interviste con gli atleti); i rimanenti sette pullman furono utilizzati negli altri campi di gara secondo le esigenze di programmazione, ma attraverso un piano che mirò a ridurre al minimo indispensabile gli spostamenti .
Per la produzione dei servizi filmati da inviare ai 60 organismi che li avevano richiesti furono utilizzate: 24 moviole, 32 cineprese, 3 sviluppatrici per invertibile, 3 sviluppatrici per positivo e negativo e 4 stampatrici, di cui due rotative ad alta velocità. Questo materiale consentì la realizzazione più tempestiva e l'invio immediato a 37 Paesi diversi, dei nove minuti quotidiani di resoconto filmato che, secondo le Regole Olimpiche, potevano essere trasmessi sui televisori in tre notiziari distinti e intervallati l'uno dall'altro .
Tanto per il servizio radiofonico quanto per il servizio televisivo fu soprattutto necessario poter disporre di un elevato numero di tecnici di sicura esperienza e, di fatto, l'organico del Centro Olimpiade, di 960 persone, fu per il 50 composto da tecnici, dell'uno e dell'altro mezzo. Per poter disporre di tutti i 245 tecnici RF e dei 223 tecnici TV necessari - senza contare i 18 radiocronisti, i 17 telecronisti, i 10 registi, i 32 cineoperatori e i 20 montatori - la RAI fece venire a Roma i propri elementi specializzati da tutte le sedi d'Italia, preferendo ridurre al minimo gli altri servizi, specie in periferia, piuttosto che avvalersi, in questa delicata occasione, di personale avventizio e non sufficientemente sperimentato .
Accanto ai tecnici si rivelò indispensabile la presenza degli interpreti che la RAI reclutò con largo anticipo per poter contare sul personale migliore e più qualificato allo svolgimento del servizio. Cinquantadue di essi - 36 donne e 16 uomini dell'età media di 22 anni - selezionati non soltanto in base alla conoscenza delle lingue, ma anche in virtù della resistenza fisica per le faticose prestazioni richieste, furono impiegati per fungere da tramite fra i tecnici italiani e i radio e telecronisti presso gli RS e sui campi di gara. Assunti il primo agosto, furono sottoposti a un corso di addestramento comprendente visite sui campi di gara, prove di collegamento telefonico, lezioni sull'organizzazione televisiva e sul funzionamento tecnico delle trasmissioni. Altri 24 interpreti, scelti soprattutto in base alla conoscenza di un maggior numero di lingue e su una già acquisita esperienza di organizzazione radiotelevisiva, furono ancora assunti con altra selezione e impegnati nei diversi uffici operativi del Centro Olimpiade (prenotazioni, informazioni, risultati, ecc.) .
Per agevolare il compito degli inviati stranieri, soprattutto nel campo della radiofonia, fu poi allestita nel locale sotterraneo dell'edificio del Collegio di Musica una grande sala di lavoro con 60 tavoli e 60 macchine da scrivere Olivetti, la metà delle quali con tastiera adatta per le cinque lingue principali .
Due reti di telescriventi, sei grandi televisori installati in modo che da ogni angolo della sala si potessero seguire agevolmente gli avvenimenti trasmessi, un quadro luminoso indicante gli stadi in attività della giornata, un tabellone con i vincitori delle medaglie e due lavagne coi principali risultati della giornata, oltre ai risultati ciclostilati provenienti tre volte il giorno dai Servizi Stampa del Comitato Organizzatore e ai programmi dettagliati di ogni manifestazione distribuiti il mattino, consentirono a tutti i giornalisti stranieri impegnati al Centro di essere aggiornati minuto per minuto su tutto quanto avveniva nei vari campi di gara .
Al problema dei trasporti il Centro provvide ancora in anticipo attrezzandosi con un adeguato parco macchine comprendente 166 veicoli. Di essi, 31 vennero impiegati per i filmati (che richiedevano forse la maggiore urgenza), 8 per gli spostamenti dei telecronisti, 13 per i radiocronisti, 63 per le riprese televisive .
27 per le riprese radiofoniche e 24 per servizi vari. Nelle tre settimane dei Giochi i veicoli della RAI percorsero complessivamente 243.760 chilometri e consumarono 21.000 litri di benzina, 8.000 di nafta e 168 di olio .
Meno difficile si rivelò all'atto pratico il problema degli alloggi per il quale, comunque, erano state previste tutte le soluzioni. Il personale tecnico italiano convenuto a Roma dalle varie sedi trovò adeguata sistemazione in una palazzina del Villaggio Olimpico; gli stranieri furono lasciati liberi di cercare un alloggio secondo i propri gusti ed esigenze, sulla base delle indicazioni che il Centro Olimpiade fu sempre pronto a fornire. Più complicato invece sarebbe potuto diventare l'invio quotidiano dei filmati ai 60 organismi stranieri che li avevano richiesti se la RAI non avesse provveduto per tempo a stabilire un accordo con il Ministero delle Finanze per semplificare le operazioni di dogana, data la eccezionalità della circostanza e le effettive ragioni di urgenza del servizio .
Forte di questa organizzazione, il Centro Olimpiade poté dare il via la sera del 25 agosto ai servizi radiotelevisivi per tutti gli organismi collegati con la grande rete di trasmissioni che portarono in tutto il mondo l'eco e le immagini della Cerimonia inaugurale .
La sera del 25 agosto Radio Olimpia assunse il suo vero carattere di giornale dei Giochi per consentire al pubblico di seguire contemporaneamente tutto quanto poteva avvenire sui ventidue teatri di gara. Radio Olimpia, composta di cronache dal vivo, di interviste, di commenti e di notizie, fu presente, coi suoi diciotto radiocronisti specializzati, a tutti gli sport. (Prospetto n. 16) .

93 ore e 40 minuti di trasmissione

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Le corse ciclistiche su strada, la cinquanta chilometri di marcia e la gara di maratona furono seguite durante tutto il loro percorso mediante numerose postazioni radiofoniche. Particolarmente per la gara di maratona fu possibile realizzare una radiocronaca a catena degli ultimi quaranta minuti di corsa, mediante una serie di posti microfonici dislocati dal trentesimo chilometro fino all'Arco di Costantino, e dai quali i vari radiocronisti furono in grado di descrivere le fasi della gara seguendo quasi gli atleti nella loro fatica .
Con le sue 93 ore e 40 minuti di trasmissione, nei tre blocchi quotidiani in cui era suddivisa e coi suoi 279 collegamenti effettuati - di cui 70 in duplex, 38 in triplex e 24 a catena - Radio Olimpia costituì sicuramente uno degli esempi di giornalismo radiofonico più valido e più aggiornato. Ma vista nella prospettiva del Centro Olimpiade, Radio Olimpia non fu che uno dei cinquantotto studi da cui furono irradiati i programmi per tutto il mondo. Sulla terrazza del Collegio di Musica, 242 radiocronisti stranieri col personale tecnico e gli interpreti messi a disposizione dalla R A I , si avvicendarono in tutte le ore del giorno e della notte per trasmettere il proprio servizio e misero veramente a prova l'efficienza dell'organizzazione. L'inviato speciale della radio argentina terminava la propria radiocronaca alle due e mezzo del mattino e alle quattro e mezzo bisognava predisporre il circuito per il radiocronista australiano che doveva iniziare alle cinque il suo panorama olimpico per gli ascoltatori del quinto continente .
La difficoltà maggiore fu data dalle continue variazioni di programma, sia per l'orario delle trasmissioni, sia per i collegamenti che ciascun organismo richiedeva .
Le varie richieste erano state aggiornate fino ad un mese prima dei Giochi e, sulla loro base, si era predisposto un quadro dettagliato dei servizi previsti da ciascun organismo. Ma all'atto pratico le variazioni furono tali e tante che si ritenne più conveniente annullare tutte le prenotazioni fatte in anticipo e preparare quotidianamente dei quadri del tutto nuovi. Per fare un solo esempio: nella giornata del 29 agosto furono richiesti dagli organismi radiofonici esteri 486 servizi dei quali solo 136 coincidevano con quelli prenotati prima del 30 giugno, mentre 350 furono servizi nuovi o comportarono comunque notevoli variazioni rispetto ai servizi previsti in quella data. Il 72 % dei servizi richiesti in una sola giornata dei Giochi risultò diverso dai servizi prenotati in precedenza: e non si trattò di un caso limite, ma della norma .
Per preparare i nuovi quadri, effettuare il collegamento dei circuiti, provvedere all'assegnazione delle postazioni nei campi di gara sulla base delle nuove prenotazioni raccolte per ogni giorno dei Giochi fino alle ore 19 della vigilia, il personale dell'ufficio tecnico e dell'ufficio prenotazioni dovette stabilire dei turni di notte .
L'assegnazione delle postazioni nei vari campi di gara fu effettuata secondo l'ordine alfabetico dei Paesi cui appartenevano gli organismi che avevano richiesto i servizi, con la precedenza però agli organismi che trasmettevano dal vivo rispetto a quelli che realizzavano delle registrazioni. Qualche eccezione alla regola si ebbe nel caso delle partite di calcio, per assegnare i posti con migliore visibilità ai cronisti dei due Paesi che avevano la propria squadra in campo .
Un criterio del tutto diverso poi venne seguito allo Stadio Olimpico e allo Stadio del Nuoto dove l'assegnazione poteva avere una grande importanza, data la sistemazione delle postazioni su una lunga fila, ai fini della visibilità della linea di arrivo; vennero perciò sorteggiate U primo giorno le lettere dell'alfabeto, dalle quali si iniziò ad assegnare le postazioni, ruotandole in modo da assicurare ad ogni organismo, almeno in alcuni giorni, la postazione con migliore visibilità .
Sommando tutti i servizi di vario tipo - trasmissioni dirette dai campi e dagli studi, registrazioni e montaggi negli studi, registrazioni con magnetofoni portatili, commenti in studio dei radiocronisti presenti sui campi come osservatori - si ha un totale di 5.019 servizi irradiati (Prospetto n. 17) verso i trasmettitori di 75 organismi diversi e per i quali i circuiti internazionali (considerando l'utilizzazione di due circuiti per ogni trasmissione) furono occupati complessivamente per 2.789 ore .

Le trasmissioni televisive

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Ma gli occhi di tutto il mondo, alla vigilia dei Giochi di Roma, erano puntati soprattutto sulla televisione, il cui intervento doveva costituire il grande fatto nuovo dell'Olimpiade .
I Paesi collegati per la ripresa televisiva dei Giochi furono ventuno: i quattordici dell'Eurovisione (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania Occidentale, Gran Bretagna, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Svezia, Svizzera), i quattro dell'Intervisione (Cecoslovacchia, Germania Orientale, Polonia, Ungheria), gli Stati Uniti e il Canada, attraverso l'organizzazione C.B.S., e il Giappone con la N.H.K. Spagna e Portogallo sperarono inutilmente fino a poche settimane prima di potersi collegare, mentre l'Unione Sovietica aveva già fatto sapere in anticipo che non sarebbe stata in grado di predisporre i ponti video necessari per la data del 25 agosto. Mentre i diciotto Paesi europei sarebbero stati tutti in grado di ricevere la trasmissione dal vivo, gli altri tre avrebbero dovuto necessariamente sopportare un differimento di alcune ore; ma le due società esclusiviste del servizio si organizzarono per ridurre al minimo tale intervallo: registrando il segnale video su nastro magnetico direttamente all'aeroporto e inviando le bobine coi primi reattori in partenza rispettivamente per New York e per Tokio .
Mettere d'accordo i rappresentanti di ventuno Paesi diversi intorno ad un programma necessariamente uguale per tutti non fu impresa facile e la stesura del cartellone televisivo dell'Olimpiade più e più volte rifatto, trovò la sua sistemazione approssimativamente definitiva soltanto pochi giorni prima dei Giochi, al termine di lunghe e laboriose conferenze fra tutti gli organismi partecipanti .
La scelta delle gare da riprendere doveva tener conto di alcuni criteri, quali l'importanza dei vari sport e l'efficacia ai fini dello spettacolo televisivo per i quali non fu difficile raggiungere l'unanimità. Ma non se ne potevano dimenticare altri - la popolarità, la probabilità di vittoria e di piazzamenti - sui quali gli organismi convergenti a Roma si sarebbero inevitabilmente divisi. Per poter raggiungere un valido compromesso si dovette ampliare lo spazio destinato alle trasmissioni olimpiche nel corso della giornata, in modo da consentire il maggior numero possibile di riprese, dal maggior numero di campi e soprattutto fu necessario uno sforzo di buona volontà comune da parte di tutti gli organismi, a cominciare da quello italiano che non formulò un programma ad uso e consumo dei propri telespettatori, ma cercò di stabilire un calendario di riprese il più possibilmente internazionale, facendo largo posto a sport che interessavano soprattutto i Paesi stranieri anche a costo di restringere altri sport di interesse tipicamente nazionale (vedi il caso del ciclismo) .
Il programma comune fu comunque ancora sottoposto a una revisione quotidiana attraverso la conferenza mattutina a cui partecipavano tutti gli organismi esteri collegati attraverso l'apposito circuito, ed ancora verificato ed eventualmente ritoccato tre ore prima dell'inizio della trasmissione, nel corso della riunione plenaria fra i responsabili del TTVE e della super-regia, capi-missione, tecnici, assistenti telecronisti e cronisti-guida, che si teneva tutti i giorni alle 11,45 .
I sondaggi esperiti dal servizio opinioni dimostrarono poi che le trasmissioni furono gradite anche dal pubblico che non si era mai interessato di sport .
II 3 settembre si passò di continuo, attraverso ben 11 commutazioni, dallo Stadio Olimpico, dove si svolgevano importanti gare di atletica leggera, al Lago Albano, dove si disputavano le finali di canottaggio .
Per superare comunque il problema della concomitanza degli avvenimenti, fu molto utile la presenza dei due registratori video magnetici installati al Centro Olimpiade, che consentirono di registrarne almeno uno. Essi si dimostrarono preziosi anche nei diversi casi in cui le gare ebbero inizio più tardi dell'ora prefissata oppure erano terminate prima, e servirono infine a registrare quegli avvenimenti di interesse diretto per l'Italia. Specialmente le gare più importanti di nuoto, che si svolgevano di solito in ore impegnate in Italia e all'estero da altri programmi, non si sarebbero potute trasmettere senza l'ausilio di questi registratori; per mezzo dei quali invece esse furono messe in onda per ben cinque volte, pochi minuti dopo disputate e con una maggiore intensità di spettacolo, essendo state eliminate tutte le pause .
Il commento delle registrazioni fu effettuato generalmente dallo studio annesso alla super-regia del Centro Olimpiade, dove il cronista ebbe modo di seguire le immagini e gli effetti sonori che si andavano registrando e di ricevere in cuffia dal collega che si trovava sul campo notizie, dati e suggerimenti .
Sui campi di gara i telecronisti utilizzati dalla RAI furono diciassette, scelti e impiegati secondo un criterio di specializzazione: soltanto tre di essi descrissero agli spettatori italiani tre sport diversi; tutti gli altri commentarono le gare di una sola specialità. I telecronisti lavorarono di solito in coppia, ma per l'atletica leggera e il ciclismo essi furono sempre in tre, con l'aiuto di due informatori .
Con analogo criterio di specializzazione operarono gli otto registi - tutti già esperti di riprese sportive - ciascuno dei quali, di norma, curava tutte le trasmissioni dello stesso stadio, per passare ad uno stadio nuovo quando il primo aveva terminato la sua attività. Ben tre di essi dovettero essere impegnati per la ripresa della maratona, effettuata da quattro unità mobili .
Durante i sedici giorni dei Giochi Olimpici furono così realizzate 102 ore di trasmissioni televisive dirette, delle quali 96 ore e 30 minuti oltre ad essere trasmesse sulla rete RAI furono inoltrate anche verso l'estero. La punta massima si ebbe il 10 settembre, con 8 ore e 30' di programmi sull'Olimpiade; la punta minima r i l settembre (giorno di chiusura dei Giochi) con tre ore; la media è stata di oltre sei ore al giorno. (Prospetto n. 18) .

Le trasmissioni speciali

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Delle cinque ore e mezza di trasmissioni che non sono state inoltrate verso l'estero, soltanto tre riguardavano riprese di avvenimenti sportivi veri e propri; le altre si riferivano alle interviste trasmesse dallo studio del Villaggio Olimpico occupando U video per 15 minuti circa in dieci giorni dei Giochi.  Va ricordato che i nostri intervistatori incontrarono varie difficoltà per concomitanza dell'orario di trasmissione con quello dei pasti degli atleti e per la riluttanza di alcuni allenatori che ritenevano dannoso per i loro campioni sottoporsi all'intervista televisiva. Comunque la dislocazione dello studio nel cuore dello stesso Villaggio Olimpico contribuì a superare questo e altri ostacoli, quali quelli generici inerenti al traffico e alla necessità di dover chiedere sempre il permesso ai rispettivi Capi-missione. Da questo studio i telecronisti e gli atleti potevano seguire gli avvenimenti attraverso un televisore; questa agevolazione ebbe però l'effetto contrario nel caso dell'americano Nieder che, venuto nello studio per l'intervista il giorno della gara di salto in alto, rimase assai avvilito dopo aver assistito alla inaspettata sconfitta del connazionale Thomas .
Anche gli altri Paesi, del resto, furono messi in grado di produrre le loro trasmissioni speciali e di realizzare le loro interviste; anzi, alcuni di essi poterono fruire di riprese dirette in esclusiva grazie all'istituto delle « unilaterali ». Queste particolari trasmissioni furono rese possibili in misura cospicua da due fattori fondamentali: a) la pluralità delle vie di uscita del segnale televisivo predisposta in occasione dei Giochi (oltre che sulla rete RAI si poteva infatti disporre di un circuito verso l'estero Roma-Milano-Svizzera e di un altro circuito verso l'estero Roma-Milano-Francia; senza contare i due collegamenti indipendenti verso gli impianti di registrazione del C.B.S. all'aeroporto di Ciampino e il collegamento verso gli impianti di registrazione del N.H.K. giapponese all'aeroporto di Fiumicino); b) l'esistenza accanto alla super-regia di tre studi televisivi in grado di produrre, registrare, montare e irradiare una trasmissione televisiva completa composta di ripresa diretta in partenza dallo stesso studio o dai campi di gara, di filmato o di registrato a seconda delle necessità. L'ideazione di questi programmi spettava naturalmente agli organismi richiedenti che collaboravano anche con proprio personale in sede esecutiva: ma la responsabilità della loro produzione era affidata alla RAI, così come avviene normalmente per questi tipi di programmi in Eurovisione. Nei tre studi televisivi per le « unilaterali » sono stati utilizzati tre registi, due segretarie di produzione, tre assistenti di studio, tre datori di luce, tre microfonisti, due macchinisti, due carrellisti, nove manovali, due truccatori e un assistente musicale, oltre tutto il personale tecnico .
Alcuni organismi si avvalsero quotidianamente di questa possibilità fissando un appuntamento serale con i propri telespettatori per un consuntivo di fine giornata comprendente commenti, interviste, notizie, filmati, registrazioni, ma anche brani dal vivo e collegamenti con più di un campo di gara; ogni sera perciò i tecnici dovettero allestire nello studio « due » successivamente i programmi per la Germania Orientale e per la Francia. Ma altri sei organismi approfittarono in diversa misura di questo prezioso strumento, sia per trasmissioni da studio, sia per riprese dal vivo di cui non avrebbero potuto fruire in altro modo. Tipico il caso della Danimarca che riuscì a ottenere esclusivamente per i propri spettatori la ripresa del primo tempo della finale di calcio richiedendo la unilaterale soltanto due giorni prima della gara, dopo che la propria squadra ebbe vinto in semifinale .
(Prospetto n. 19) .
A disposizione degli organismi stranieri fu messa anche l'attrezzatura per riprendere servizi filmati speciali: se ne avvalsero nove di essi, realizzando 173 servizi speciali, quasi tutti trasmessi nel corso delle « unilaterali »: per la maggior parte interviste al Villaggio Olimpico e brani di gare interessanti in modo particolare il pubblico a cui si rivolgeva l'organismo interessato .
Ma la vera attività del grande servizio cinematografico allestito dalla TV fu in realtà un'altra: quella dei notiziari filmati trasmessi due volte U giorno sulla rete eurovisiva e soprattutto distribuiti in copia ai 60 organismi che li avevano richiesti e per i quali furono impiegati ben 198.000 metri di pellicola .
Questi resoconti, realizzati sempre in base all'importanza obiettiva degli avvenimenti e senza tener conto di alcun punto di vista italiano o europeo, poterono portare le principali vicende dei Giochi Olimpici anche in quei Paesi lontani che forse non ne avevano mai visto una immagine e nei quali lo stesso servizio tele-visivo è ancora oggi agli albori. La loro presenza sui teleschermi di tanti Paesi dell'Asia, dell'Africa, dell'Oceania e dell'America Centro-meridionale può aver contribuito meglio di qualsiasi altro mezzo a far conoscere direttamente la realtà olimpica e a suscitare un interesse nuovo per lo spirito dei Giochi.