SEGRETERIA E AFFARI GENERALI

La Sezione Segreteria e Affari Generali fu costituita il 1° ottobre 1956 ed affidata a Gino Del Neri.
I compiti affidati alla Sezione furono suddivisi in cinque gruppi:
  1. Rapporti con le Autorità Olimpiche (Comitato Internazionale Olimpico, Comitati Olimpici Nazionali, Federazioni Sportive Internazionali).
  2. Rapporti con l'Ufficio per l'Assistenza Religiosa agli atleti.
  3. Rapporti con Autorità e privati della Città di Roma per la soluzione di problemi, non strettamente connessi con i Giochi, relativi alla ricettività e all'addobbo della Capitale (Comune di Roma, Ente Provinciale per il Turismo, E. N. I. T., Associazione Albergatori).
  4. Predisposizione delle carte olimpiche e dei distintivi, medaglie ed articoli ricordo; provvidenze varie a favore dei partecipanti ai Giochi; reperimento presso Enti e Ditte di doni a favore dei partecipanti; contatti per le operazioni doganali, ecc.
  5. Assistenza filatelisti ed emissione di materiale filatelico.

I rapporti con il C.I.O.

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Tra i lavori iniziali affrontati va ricordata la stesura del primo rapporto presentato alla 52esima Sessione del C. I. O. indetta a Melbourne il 19 novembre 1956, alla vigilia dei Giochi della XVI Olimpiade. Tale rapporto fece seguito ad uno studio sui Giochi già sottoposto al C. I. O. nella Sessione di Parigi del giugno 1955.
I successivi rapporti ufficiali furono elaborati dalla Sezione e presentati dalla Delegazione Italiana in occasione delle seguenti Sessioni del C. I. O.: il 2° rapporto ad Evian in occasione della riunione indetta dal 3 al 7 giugno 1957, aperta alla Commissione Esecutiva del C. I. O. ed ai Rappresentanti delle Federazioni Sportive Internazionali e dei Comitati Nazionali Olimpici; il 3° rapporto a Sofia per la 53esima Sessione del C. I. O. celebrata dal 22 al 28 settembre 1957; il 40 rapporto per la 54» Sessione del C. I. O. indetta a Tokio dal 14 al 17 maggio 1958; il 5° rapporto in occasione della riunione della Commissione Esecutiva del C.I.O., presenti i rappresentanti dei Comitati Olimpici (in questa circostanza la Sezione si occupò anche della parte logistica) che ebbe luogo a Roma il 19 maggio 1959: lo stesso rapporto fu presentato poi alla 55esima Sessione del C. I. O. indetta a Monaco dal 25 al 27 maggio 1959; infine il 6° rapporto fu destinato alla 56esima Sessione del C. I. O. effettuata a San Francisco dal 12 al 17 febbraio 1960.
Nel gennaio 1957 la Sezione intraprese i primi contatti per la nomina degli attachés olimpici. Nel giugno del 1957 si ebbero le prime nomine su proposta dei Comitati Nazionali interessati. Sono pressoché dello stesso periodo le prime circolari  « orientative » trasmesse ai Comitati Olimpici Nazionali allo scopo di intensificare i rapporti e più precisamente di conoscere le esigenze relative alla partecipazione di ciascun Comitato ai Giochi della XVII Olimpiade.
Nel frattempo la Sezione diffuse attraverso la stampa una speciale “diffida” per la tutela dell'emblema olimpico, ad evitare l'utilizzazione dei simboli olimpici da parte di aziende o persone private per ragioni pubblicitarie e commerciali.
Richiamandosi all'articolo 14 del D. R. del 21 giugno 1942, n. 929, la Sezione fece conoscere che l'Organizzazione avrebbe provveduto con ogni rigore contro qualsiasi tentativo di abuso e, frattanto, depositò le domande di registrazione dei seguenti simboli: cinque cerchi olimpici; lupa romana sovrastante « MCMLX » ed i cinque anelli olimpici; lo stesso simbolo con la dizione « C . I . O . » ; lupa romana, «MCMLX» e ornamenti.
Fin dal gennaio 1957 furono intraprese le trattative con gli albergatori romani per l'ospitalità dei Membri del C. I. O., dei Presidenti e dei Segretari dei Comitati Olimpici Nazionali e delle Federazioni Sportive Internazionali, nonché degli ospiti d'onore in genere. Tali trattative furono svolte con la collaborazione del Comune di Roma, dell'Ente Prov. per il Turismo e con altri Enti pubblici ed amministrativi interessati all'organizzazione olimpica. Fu possibile stabilire un piano preventivo relativo alla prenotazione ed alla distribuzione degli alloggi; e nel giugno del 1957 fu stipulato un accordo con l'Ente Provinciale per il Turismo e con gli albergatori romani mediante il quale furono riservati gli alloggi destinati alle personalità olimpiche.

Addobbo della Città

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Nel giugno del 1957 furono anche conclusi i rapporti con il Comune di Roma per l'allestimento e l'addobbo durante il periodo olimpico.
Soltanto una stretta collaborazione con il Comune di Roma, insieme con il concorso della cittadinanza, poteva assicurare il successo dell'allestimento estetico della Città. Ed infatti il Comune di Roma realizzò un vasto piano di opere di viabilità, di edilizia, di risanamento.
L'allestimento estetico della Città apparve invero assai difficile perché Roma, città già nota per la dovizia dei suoi monumenti e per il patrimonio delle sue tradizioni, non avrebbe tollerato un addobbo che non fosse contenuto in limiti contrassegnati da ambientazioni armoniche. Si aggiunga poi che la divisione delle due zone sportive, l'una a Nord nel Settore del Foro Italico e l'altra a Sud nel comprensorio dell'E. U. R., rese necessario estendere lungo il tracciato della Via Olimpica, che ha unito i due centri con un percorso di quattordici chilometri, la festosa decorazione di bandiere, di pennoni, di piante fiorite e di luci.
A ciò si aggiunga l'addobbo delle principali arterie, dei complessi monumentali ove ebbero luogo alcune gare olimpiche, così come alla Basilica di Massenzio con l'adiacente via dei Fori Imperiali, alle Terme di Caracalla nel centro della verdeggiante Passeggiata Archeologica, al Colosseo e all'Arco di Costantino con tutta la zona cui sovrastano insigni memorie dell'antica grandezza romana.
Ed ancora segni di festa furono collocati nei pressi della Stazione Termini, degli Aeroporti di Ciampino e Fiumicino, agli ingressi della Città dalle Vie Consolari, lungo la direttrice di marcia della Fiaccola Olimpica, che dopo aver percorso l'Appia Antica e attraversato il Foro Romano, sostò sul Campidoglio per raggiungere successivamente lo Stadio Olimpico.
In questa opera il Comune si impegnò con larghezza di mezzi, e ciò anche perché costretto a rinnovare la normale dotazione del materiale di addobbo andato in fiamme insieme con ingenti scorte di bandiere, transenne, apparecchi elettrici, tappeti, arazzi, ecc.
Il miglioramento estetico di Roma comportò per la Civica Amministrazione la soluzione del risanamento di alcune zone di brutture e di agglomerati, di abitazioni indecorose, di opere di demolizione e di schermatura.
Soltanto dopo aver assolto a tali compiti generali, si pose mano all'abbellimento vero e proprio della Città, con l'addobbo delle località di maggiore importanza storica e turistica o di più intenso movimento e con una accorta valorizzazione delle opere d'arte.
Lasciata al C. O. N. I. la cura dell'imbandieramento delle zone olimpiche, il Comune provvide alla messa in opera di 2000 antenne tubolari di acciaio di grande e media altezza, e di 8000 bandiere e pennoni; al quale materiale si aggiunsero le 5.641 bandiere - complessivamente dunque 13.641 bandiere - del Comitato Organizzatore, così come esposto nel capitolo dei Servizi Tecnici.
Per rendere ordinato l'afflusso del pubblico agli stadi e per disciplinare ad un tempo lo svolgimento del traffico, il Comune pose in opera m. 15.000 di transenne.
Le stesse permisero lo svolgimento senza incidenti di parecchie manifestazioni di massa, come l'arrivo della Fiaccola Olimpica, gli spettacoli folcloristici al Circo Massimo ed a Piazza di Siena, i concerti sinfonici allo Stadio di Domiziano sul Palatino, eseguiti dall'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, gli spettacoli lirici del Teatro dell'Opera, le recite di opere classiche al Teatro Romano di Ostia Antica e gli spettacoli di « Suoni e Luci » al Foro Romano.

Agenzie turistiche accreditate

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Allo scopo di fronteggiare il previsto afflusso eccezionale di turisti in occasione del Giochi, il Comitato Organizzatore si preoccupò affinché fossero concesse possibilità di alloggio a tutti gli acquirenti di biglietti di ingresso agli stadi.
A questo proposito la Sezione invitò tutti i Comitati Olimpici Nazionali, nell'aprile del 1958, a segnalare ciascuno di essi una Agenzia turistica locale alla quale affidare l'incarico della vendita dei biglietti. Inoltre alla stessa Agenzia, ufficialmente designata ed accreditata, fu affidata, di comune accordo con l'Ente Provinciale per il Turismo di Roma, la facoltà di prenotare gli alloggi. Cosicché i turisti desiderosi di raggiungere la Capitale italiana per assistere alle manifestazioni olimpiche ebbero modo di rivolgersi direttamente all'Agenzia accreditata presso ciascun Paese sia per l'acquisto dei biglietti desiderati, sia per la prenotazione dell'alloggio necessario. Va subito detto che le eccessive preoccupazioni degli organizzatori romani non si rivelarono del tutto giustificate e la misura cautelativa adottata fu necessaria soltanto per gli alberghi di I e II categoria, mentre degli altri tipi di alloggio, anche nei momenti cruciali del periodo olimpico, vi fu una larga disponibilità.
L'elenco delle Agenzie turistiche ufficialmente accreditate è stato riportato nel capitolo della Sezione « Biglietti e Controllerie », la quale tramite le Agenzie stesse provvide alla prenotazione e alla vendita dei biglietti d'ingresso.
Ricordiamo che a favore dei turisti olimpici furono prese anche altre iniziative atte a facilitare il loro soggiorno romano: infatti, d'intesa con le Autorità competenti, fu consentito agli stranieri di guidare anche autoveicoli immatricolati in Italia.
Durante il secondo semestre del 1959, di comune accordo con alcuni Ministeri ed Enti, fu decisa la costituzione dei seguenti « Uffici Olimpici » destinati a mantenere i collegamenti con il Comitato Organizzatore nell'ambito delle rispettive competenze: - Ministero della Difesa: per la costituzione del Raggruppamento Olimpico Militare e per gli accordi generali relativi al personale ed al materiale militare impiegati nell'Organizzazione Olimpica.
- Ministero degli Affari Esteri: per i rapporti internazionali con Delegazioni diplomatiche e personalità e per eventuali interventi in materia di visti, di cerimonie.
- Ministero Poste e Telecomunicazioni: per la predisposizione ed esecuzione della rete delle comunicazioni telefoniche, telescriventi ed impianti tecnici per i servizi della stampa.
- Comune di Roma: per la parte urbanistica, toponomastica, per quella riguardante la viabilità e il traffico e per l'allestimento estetico della Città.
- Banca Nazionale del Lavoro: per tutti i servizi di tesoreria anche a carattere internazionale connessi con i Giochi Olimpici di Roma (la Banca Nazionale del Lavoro fu considerata banca ufficiale del Comitato Organizzatore).
- Radiotelevisione Italiana: per la parte tecnica ed esecutiva dei servizi di radio-teletrasmissione per l'Italia e per l'Estero, e per la diffusione del telegiornale olimpico.
- Ente Provinciale per il Turismo: per l'ospitalità e la ricettività dei turisti, censimento e coordinamento della attrezzatura alberghiera disponibile, reperimento di alloggi privati e conseguente assegnazione.
- Alitalia: vettore aereo ufficiale dei Giochi Olimpici di Roma.
È utile ricordare che per la diversità delle rispettive competenze, gli Uffici Olimpici offrirono le loro prestazioni, per il raggiungimento dei traguardi organizzativi comuni, alle singole Sezioni del Comitato Organizzatore. Cosicché nei vari capitoli del Rapporto Ufficiale si possono rilevare gli apporti di ciascun Ufficio Olimpico alla Organizzazione dei Giochi di Roma.
Altre questioni furono trattate con Enti vari ed in modo particolare con il Ministero della Sanità. In base alle convenzioni sanitarie internazionali, furono presi accordi precisi nel febbraio 1960 con le Autorità Sanitarie italiane preposte ai porti ed agli aeroporti per richiedere ai turisti: a) il certificato internazionale di vaccinazione contro il vaiolo per i viaggiatori in arrivo per via marittima ed aerea e provenienti dai Paesi dell'Africa e dell'Asia, fatta eccezione per la Turchia; b) il certificato di vaccinazione contro il colera per i viaggiatori in arrivo per via aerea e provenienti da zone infette.
Allo scopo di fronteggiare il previsto afflusso eccezionale di turisti in occasione del Giochi, il Comitato Organizzatore si preoccupò affinché fossero concesse possibilità di alloggio a tutti gli acquirenti di biglietti di ingresso agli stadi.
A questo proposito la Sezione invitò tutti i Comitati Olimpici Nazionali, nell'aprile del 1958, a segnalare ciascuno di essi una Agenzia turistica locale alla quale affidare l'incarico della vendita dei biglietti. Inoltre alla stessa Agenzia, ufficialmente designata ed accreditata, fu affidata, di comune accordo con l'Ente Provinciale per il Turismo di Roma, la facoltà di prenotare gli alloggi. Cosicché i turisti desiderosi di raggiungere la Capitale italiana per assistere alle manifestazioni olimpiche ebbero modo di rivolgersi direttamente all'Agenzia accreditata presso ciascun Paese sia per l'acquisto dei biglietti desiderati, sia per la prenotazione dell'alloggio necessario. Va subito detto che le eccessive preoccupazioni degli organizzatori romani non si rivelarono del tutto giustificate e la misura cautelativa adottata fu necessaria soltanto per gli alberghi di I e II categoria, mentre degli altri tipi di alloggio, anche nei momenti cruciali del periodo olimpico, vi fu una larga disponibilità.
L'elenco delle Agenzie turistiche ufficialmente accreditate è stato riportato nel capitolo della Sezione « Biglietti e Controllerie », la quale tramite le Agenzie stesse provvide alla prenotazione e alla vendita dei biglietti d'ingresso.
Ricordiamo che a favore dei turisti olimpici furono prese anche altre iniziative atte a facilitare il loro soggiorno romano: infatti, d'intesa con le Autorità competenti, fu consentito agli stranieri di guidare anche autoveicoli immatricolati in Italia.
Durante il secondo semestre del 1959, di comune accordo con alcuni Ministeri ed Enti, fu decisa la costituzione dei seguenti « Uffici Olimpici » destinati a mantenere i collegamenti con il Comitato Organizzatore nell'ambito delle rispettive competenze: - Ministero della Difesa: per la costituzione del Raggruppamento Olimpico Militare e per gli accordi generali relativi al personale ed al materiale militare impiegati nell'Organizzazione Olimpica.
- Ministero degli Affari Esteri: per i rapporti internazionali con Delegazioni diplomatiche e personalità e per eventuali interventi in materia di visti, di cerimonie.
- Ministero Poste e Telecomunicazioni: per la predisposizione ed esecuzione della rete delle comunicazioni telefoniche, telescriventi ed impianti tecnici per i servizi della stampa.
- Comune di Roma: per la parte urbanistica, toponomastica, per quella riguardante la viabilità e il traffico e per l'allestimento estetico della Città.
- Banca Nazionale del Lavoro: per tutti i servizi di tesoreria anche a carattere internazionale connessi con i Giochi Olimpici di Roma (la Banca Nazionale del Lavoro fu considerata banca ufficiale del Comitato Organizzatore).
- Radiotelevisione Italiana: per la parte tecnica ed esecutiva dei servizi di radio-teletrasmissione per l'Italia e per l'Estero, e per la diffusione del telegiornale olimpico.
- Ente Provinciale per il Turismo: per l'ospitalità e la ricettività dei turisti, censimento e coordinamento della attrezzatura alberghiera disponibile, reperimento di alloggi privati e conseguente assegnazione.
- Alitalia: vettore aereo ufficiale dei Giochi Olimpici di Roma.
È utile ricordare che per la diversità delle rispettive competenze, gli Uffici Olimpici offrirono le loro prestazioni, per il raggiungimento dei traguardi organizzativi comuni, alle singole Sezioni del Comitato Organizzatore. Cosicché nei vari capitoli del Rapporto Ufficiale si possono rilevare gli apporti di ciascun Ufficio Olimpico alla Organizzazione dei Giochi di Roma.
Altre questioni furono trattate con Enti vari ed in modo particolare con il Ministero della Sanità. In base alle convenzioni sanitarie internazionali, furono presi accordi precisi nel febbraio 1960 con le Autorità Sanitarie italiane preposte ai porti ed agli aeroporti per richiedere ai turisti: a) il certificato internazionale di vaccinazione contro il vaiolo per i viaggiatori in arrivo per via marittima ed aerea e provenienti dai Paesi dell'Africa e dell'Asia, fatta eccezione per la Turchia; b) il certificato di vaccinazione contro il colera per i viaggiatori in arrivo per via aerea e provenienti da zone infette.

Provvidenze a favore degli atleti

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La Sezione concluse trattative con alcune imprese industriali che pur di collaborare con l'Organizzazione olimpica non mancarono di offrire doni a favore degli atleti partecipanti.
Altre provvidenze e facilitazioni furono concordate allo scopo di recare vantaggio agli atleti ed accompagnatori muniti di Carta Olimpica. Si ottenne così, fin dal febbraio del 1957, la concessione di libero ingresso a tutti i Musei, Gallerie e Monumenti della città; concessione che fu accordata anche per la Città del Vaticano. Fu ottenuta dall'Azienda Tramviaria del Comune la concessione del trasporto gratuito sui mezzi auto-filo-tramviari della città per tutti i possessori della Carta Olimpica. Ma le trattative più laboriose si ebbero con il Ministero dei Trasporti per la concessione di una riduzione sulle Ferrovie dello Stato a favore dei viaggiatori per Roma e da Roma. Purtroppo tali trattative non ebbero esito del tutto soddisfacente; tuttavia fu accordata una riduzione del 20 % con una validità non superiore ai due mesi compresi nel periodo 20 giugno-20 settembre, ai soli possessori di Carta Olimpica d'Identità. A questo proposito non possiamo far passare inosservate le riduzioni ferroviarie concesse per l'occasione da altri Paesi, e cioè: Bulgaria del 25 %, Portogallo del 20 %, Spagna del 25 %, Turchia del 25 %.
Anche le seguenti società di navigazione italiane, Soc. Italia, Adriatica, Lloyd Triestino e Soc. Lauro, accordarono sensibili riduzioni sui prezzi del biglietto di andata e ritorno agli atleti muniti di Carta Olimpica. Nessuna riduzione fu invece possibile ottenere dalle compagnie di linee aeree che si rifiutarono, nonostante l'incremento turistico aereo previsto e verificatosi durante il periodo dei Giochi, di accordare alcuna facilitazione, nemmeno ai protagonisti dei Giochi in possesso di Carta Olimpica. Fece eccezione l'Alitalia che collaborò con il Comitato Organizzatore offrendo preziosi servizi e meritando la qualifica di vettore ufficiale dei Giochi. Infatti, nonostante l'atteggiamento assunto dalle compagnie di viaggi aerei, la Sezione nel settembre del 1957 concordò con l'Alitalia, la C. I. T. e l'E. N. I. T. una serie di viaggi gratuiti a Roma riservati a dirigenti sportivi e giornalisti appartenenti ai Paesi con i quali l'Alitalia era allacciata con linee aeree, e ciò allo scopo di consentire ai graditi ospiti, a due anni dalle Olimpiadi, la visita alle opere in via di compimento. Durante questo periodo furono effettuati 38 viaggi, durante i quali furono trasportate complessivamente 300 persone. (Prospetto n. 1).

Distintivi e uniformi

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Nel marzo 1958 fu approvato il conio della medaglia d'onore e della medaglia commemorativa, e successivamente fu definitivamente approvato il progetto per la fornitura dei 66 tipi di distintivi (Prospetto n. 2) per gli atleti, dirigenti, giudici, ecc.
Da tale prospetto si può rilevare che furono assegnati 12.341 distintivi. Nel contempo furono distribuite complessivamente anche 16.276 medaglie commemorative.
Oltre ai distintivi di categoria e alle medaglie commemorative, la Sezione all'inizio del 1960 fissò i prototipi delle uniformi che furono distribuite ai dirigenti ed al personale del Comitato Organizzatore. Cosicché tutti i delegati tecnici, i giudici di gara, i cronometristi, designati dalle varie Federazioni Sportive Internazionali, ebbero una uniforme speciale, identica per tutti, fatta eccezione per il distintivo differente a seconda dello sport. L'uniforme fu confezionata con stoffa in fresco di lana grigia, con le seguenti caratteristiche principali: giacca ad un petto con tre bottoni e con tasche a toppa (sul taschino della giacca fu applicato il simbolo dei Giochi Olimpici di Roma per i componenti il Comitato Organizzatore); pantaloni della stessa stoffa; camicia bianca; cravatta di seta con il distintivo ufficiale dei Giochi; cintura in pelle bleu; calze bianche; scarpe bianche e nere. Per i soli giudici e cronometristi fu messo a disposizione, sui campi di gara all'aperto, un impermeabile trasparente.
Anche per le donne fu confezionata una divisa della stessa stoffa, secondo il modello « chemisier » con collo aperto a punta. Nella parte davanti del corpetto fu modellato un cannoncino per lato che partiva dal collo e arrivava al punto di vita. Sulle maniche corte fu applicato il distintivo. La gonna cucita al corpetto disponeva di una serie di cannoncini e di due tasche laterali nascoste tra le pieghe.
La cintura, così come la borsa, fu confezionata in tela nera con richiamo in pelle bianca davanti.

La polizza di assicurazione

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In virtù della convenzione stipulata in data 3 febbraio 1960 con il Comitato Organizzatore, l'Istituto Nazionale Assicurazioni offrì senza alcuna spesa la copertura assicurativa agli atleti partecipanti ed ai giornalisti, radiocronisti, telecronisti ufficialmente accreditati, per un capitale complessivo di lire 7 miliardi e 500 milioni. (Prospetti nn. 3 e 4).
Nel Prospetto n. 3 si può rilevare la progressione giornaliera della copertura assicurativa secondo il numero delle persone assicurate.
Il Prospetto n. 4 indica la distribuzione, secondo la nazionalità degli assicurati, delle giornate di copertura totalizzate per il complesso delle persone assicurate.
Così come accennato nel capitolo « Il dovere compiuto », la polizza perfezionata, con la denominazione di « Polizza delle Olimpiadi di Roma », assicurò un capitale di 1 milione di lire per il solo caso di morte, e la sua validità fu stabilita per l'intero periodo in cui i singoli atleti partecipanti e i giornalisti ufficialmente accreditati rimasero in forza amministrativa presso l'Organizzazione dei Giochi.
La polizza fu richiamata ed ebbe corso per il solo caso della dolorosa dipartita del ciclista danese Knud Enemark-Jensen. Il capitale assicurato di 1 milione di lire fu versato dieci giorni dopo il sinistro, e, precisamente, il 5 settembre alle ore 11 nella sede del Comitato Organizzatore, al Sig. Erik Krog Mayer, primo segretario della Reale Ambasciata della Danimarca presso la Repubblica Italiana.

La Carta Olimpica d'Identità

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Alla fine del primo semestre del 1959 fu approvata la Carta Olimpica d'Identità. Primo pensiero del Comitato Organizzatore fu quello di ottenere dal Ministero per gli Affari Esteri e dal Ministero dell'Interno il riconoscimento di questo documento olimpico con valore di un normale passaporto, nonché di porto d'armi da tiro sportivo.
La Carta Olimpica d'Identità fu stampata su « papertex » prodotto dalla Snia-Viscosa. Il documento, composto di quattro pagine oltre quella frontale, riportava nella prima pagina la fotografia del titolare, nella seconda le generalità complete, mentre nella terza e nella quarta pagina figurava la convalida del Comitato Olimpico e delle Autorità del Paese di appartenenza del titolare.
Inoltre le Carte d'Identità furono munite di custodie confezionate in sei colori diversi, consegnate solamente al momento della convalida della Carta Olimpica d'Identità.
Le Carte d'Identità furono valide dal 1° giugno al 30 settembre 1960. A seconda della categoria di appartenenza, tutti i titolari della Carta Olimpica d'Identità, muniti del distintivo speciale consegnato all'atto del loro arrivo a Roma, ebbero diritto al trasporto gratuito con i mezzi messi a disposizione dal Comitato Organizzatore per i trasferimenti agli stadi ed ai campi di gara e di allenamento. Inoltre la Carta Olimpica permise ai titolari il trasporto gratuito sui tram, autobus e filobus della Città, il libero ingresso ai Musei, alle esposizioni d'arte, così come già accennato in precedenza.
La distribuzione delle Carte Olimpiche d'Identità si svolse in tre fasi distinte e precisamente: a) periodo preolimpico: approntamento; b) periodo olimpico: perfezionamento, convalida e rilascio delle Carte Olimpiche; c) periodo post-olimpico: chiusura delle operazioni e consuntivo.
La prima fase richiese un lavoro particolarmente delicato trattandosi dell'invio delle « Carte » a tutti i Comitati Olimpici Nazionali e alle Federazioni Internazionali Sportive.
Il secondo periodo, dal 10 agosto al termine dei Giochi, richiese un accurato lavoro di vidimazione delle Carte Olimpiche con punte di 800 unità giornaliere e con un orario ininterrotto dalle ore 8 alle ore 24.
Il terzo periodo fu dedicato al riscontro definitivo delle assegnazioni per singolo Paese ed alle relative quadrature, i cui dati servirono per stendere il consuntivo finale delle varie operazioni. (Prospetto n. 5).

Problemi doganali

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Nel giugno del 1957 la Sezione intraprese i primi contatti con il Ministero delle Finanze per la soluzione dei problemi doganali relativi al materiale tecnico, al vestiario di gara ed ai generi alimentari al seguito delle squadre sportive.
Ma solamente nel maggio del 1958 furono perfezionate e concluse le trattative per l'introduzione in Italia delle merci destinate ad essere utilizzate durante lo svolgimento dei Giochi. A questo proposito, l'Amministrazione Doganale Italiana provocò speciali e straordinarie misure per conseguire il massimo snellimento delle operazioni doganali dei materiali e delle attrezzature importati attinenti alle competizioni. Fu istituita una apposita Sezione Doganale al Villaggio Olimpico la cui attività non solo fu sussidiaria a quella svolta dai normali servizi di frontiera, ma fu anche diretta in via esclusiva all'espletamento di operazioni particolari. (Prospetto n. 6).
A cura della Dogana di Napoli fu istituito un posto fisso presso la Stazione Marittima, nonché un posto di rifornimento carburanti, montato su chiatta nel Porticciolo di Santa Lucia che consentì di effettuare rapidi bunkeraggi ai diversi natanti giunti in Italia e ancorati in rada o alla fonda nelle acque litorali.
I/afflusso di turisti può essere indicato dai dati rilevati nel periodo agosto-settembre 1960; dati che posti a confronto con il movimento verificatosi nei corrispondenti mesi dell'anno 1959, permettono di osservare che l'incremento registrato fu superiore alla media annuale calcolata negli anni precedenti. Ad esempio, per i soli aeroporti di Roma e di Napoli, l'incremento registrato nel numero dei turisti in arrivo-partenza rispetto al correlativo periodo del 1959 fu del 20 % circa. (Prospetto n. 7).
Come è noto, tutte le persone in possesso della Carta Olimpica d'Identità, che costituì titolo sufficiente per la concessione dei benefici doganali singolarmente accordati, ottennero concessioni speciali per la introduzione temporanea, accordata con criteri di larga liberalità, di effetti personali contenuti nei bagagli delle Delegazioni sportive estere, di oggetti e generi di uso comune, eccetera.
In particolare, furono consentite agevolazioni con lo sdoganamento in franchigia per le munizioni usate durante gli allenamenti e le gare, nonché per i viveri speciali destinati ai diversi gruppi di atleti, in relazione alle speciali esigenze alimentari dei Paesi di provenienza o per ragioni di regime dietetico connesse ai vari metodi di allenamento. Per le imbarcazioni a vela ed a remi, per i cavalli e le rispettive bardature, per ogni altro materiale sportivo, fu invece accordato il beneficio dell'importazione temporanea, esonerando peraltro le Delegazioni straniere dall'obbligo di prestare il prescritto deposito cauzionale, in quanto il C.O.N.I.  si rese garante presso l'Erario.
Si può affermare che l'attività doganale svolta in connessione con i Giochi della XVII Olimpiade, interessò tutti i più importanti uffici della frontiera di terra, di mare ed aerea, oltre la speciale sezione istituita al Villaggio Olimpico.
A conclusione di approfondite trattative, la Sezione sottopose alla approvazione del Comitato Organizzatore la nomina della Ditta Gondrand a Spedizioniere ufficiale dei Giochi della XVII Olimpiade. Sulla base di un apposito capitolato d'appalto, la Ditta Gondrand agì in collaborazione con il Servizio Dogana, con l'Ufficio arrivi e partenze del Villaggio Olimpico, nonché con tutte le Sezioni interessate al trasporto ed alla spedizione di materiale vario.
La Ditta F.lli Gondrand per affrontare l'eccezionale lavoro mobilitò il seguente personale specializzato: 6 capi-servizio, 8 operatori doganali, 25 impiegati, 110 salariati. Per il trasporto dei bagagli e merci, utilizzò 70 automezzi di vario tipo, di cui 35 autocarri medi, 8 autocarri speciali, 16 autocarri per trasporto di cavalli, 7 rimorchi speciali e 3 autogrues. Con questi automezzi fu realizzato un rapido e ininterrotto collegamento con gli Aeroporti di Ciampino e Fiumicino.
Tutto il bagaglio personale delle Autorità sportive, degli atleti, giornalisti, ecc., fu munito di una speciale etichetta in papertex. Le 60.000 etichette preordinate furono suddivise in sei gruppi, ciascuno dei quali presentava differente dicitura e colorazione. Ai Membri del C.I.O., ai Presidenti e Segretari dei Comitati Olimpici, ai Presidenti e Segretari delle Federazioni Sportive Internazionali, furono distribuite etichette contraddistinte da una banda bianca e dalla bandiera del Paese di provenienza. Per gli atleti e le giurie la colorazione della banda fu rispettivamente verde e celeste; mentre ai rappresentanti della Stampa fu assegnata un'etichetta di color rosa. Le etichette destinate agli Enti Radio e TV presentavano una banda rosa ed al posto della bandiera del Paese di provenienza fu inserita la dicitura « Radio-TV ». Per i fotografi la etichetta fu di colore bianco e presentò la scritta « Foto » inserita in luogo della bandiera del Paese di provenienza. Tutte le etichette portavano una numerazione progressiva e disponevano di sufficiente spazio per l'indirizzo.
La Ditta F.lli Gondrand eseguì oltre 1.300 operazioni doganali ed effettuò il trasporto di 14.842 bagagli in arrivo e 16.858 bagagli in partenza. Inoltre effettuò il trasporto di 135.000 chilogrammi di attrezzature sportive e di 45.000 chilogrammi di apparecchiature televisive; provvide altresì al trasporto di 237 cavalli e di 340 imbarcazioni a remi ed a vela.

L'Ufficio Assistenza Filatelisti

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Fin dal 1957 lo Stato Italiano accolse favorevolmente la proposta per la emissione di una serie di francobolli commemorativi dei Giochi della XVII Olimpiade.
Successivamente fu costituito in seno alla Sezione Segreteria e Affari Generali, per la prima volta nella storia delle moderne Olimpiadi, l'Ufficio Assistenza Filatelisti al quale furono affidati i seguenti compiti: 1) emissione e diffusione di cartoline commemorative, vignette chiudilettera, annulli postali speciali ed ogni altro materiale di natura collezionistica; 2) studio e realizzazione di un servizio postale speciale in tutti i settori dell'Organizzazione durante il periodo dei Giochi, d'accordo con il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni; 3) contatti con le Autorità postali nazionali ed estere per la realizzazione di emissioni di francobolli commemorativi; 4) fornitura ai collezionisti, a prezzi assolutamente privi di finalità speculative, di materiale filatelico commemorativo dei Giochi della XVII Olimpiade.
La notizia della costituzione di questo speciale servizio fu diffusa in forma capillare mediante la diramazione di una circolare redatta in 4 lingue ai collezionisti specializzati, circoli, associazioni, federazioni filateliche, circoli ricreativi, ed a tutti gli ambienti direttamente o indirettamente interessati, creando così tutti quei rapporti necessari al funzionamento del servizio.
L'interesse dei collezionisti si manifestò immediatamente e nel breve giro di pochi mesi le adesioni risultarono in quantità considerevole tanto da rendere necessaria una vera e propria selezione secondo le esigenze di ciascuno di essi.
Nel mese di aprile del 1958, si diede corso alla prima emissione commemorativa consistente nell'apposizione su busta ufficiale dell'affrancatura meccanica di propaganda in c/c in uso all'Ufficio Recapito Postale del C. O. N. I.
La celebrazione della Giornata Olimpica 1958 fu ricordata il 25 agosto 1958 con l'apposizione su busta ufficiale dell'affrancatura commemorativa in c/c postale in uso all'Ufficio Recapito Postale del C. O. N. I.
Una serie di sei cartoline di grande effetto pubblicitario fu concepita nell'intervallo fra la seconda e la terza emissione. Queste cartoline, richiamando il motivo degli antichi olimpionici della Magna Grecia, posero in evidenza la continuità storica dei Giochi.
Poiché il programma di massima prevedeva la emissione di cartoline commemorative in occasione dell'inaugurazione degli impianti sportivi, si ritenne di preparare un numero di esemplari « antichi olimpionici ». Si realizzarono, quindi, diecimila serie di sei pezzi ciascuna, in doppio formato. Altre 30.000 copie furono predisposte con la sola stampa del simbolo olimpico e riposte in attesa della inaugurazione delle istallazioni sportive: Stadio Flaminio, Stadio del Nuoto, Velodromo Olimpico, Palazzo dello Sport, impianti al Lago Albano.
Fu curata l'emissione di una serie di vignette chiudilettera con la riproduzione del simbolo dei Giochi e la didascalia in 12 lingue. L'intero stock fu esaurito prima dell'inizio dei Giochi.
Il 18 marzo 1959 in occasione della inaugurazione dello Stadio Flaminio fu emessa una cartolina commemorativa a colori e fu distribuita una timbratura commemorativa dall'Ufficio Recapito Postale del C. O. N. I.
Il 19 maggio 1959 in occasione del Meeting di Roma della Commissione Esecutiva del C. 1.0. e dei rappresentanti dei Comitati Olimpici Nazionali, la Repubblica di San Marino emise una serie di sette francobolli commemorativi mediante la quale volle ricordare alcune eminenti personalità del mondo sportivo.
I soggetti vennero forniti dal Comitato Organizzatore. Per gli abbonati al servizio, si predispose un « primo giorno di emissione » su busta ufficiale ed una serie di sei cartoline maximum con la riproduzione a colore unico di ogni singolo soggetto del francobollo.
Il 23 giugno 1959 fu emessa la serie di cinque francobolli di propaganda olimpica d'Italia, che fu approntata sulla serie delle cartoline formato doppio « antichi olimpionici ». D'accordo con la Direzione Provinciale delle Poste di Roma, fu predisposto un Ufficio Postale Speciale nei locali dell'Ufficio Recapito Postale del C. O. N. I., dove fu distribuito un artistico annullamento commemorativo con il simbolo dei Giochi.
L'istituzione dell'Ufficio Recapito Postale del Comitato Organizzatore avvenuta il 23 luglio 1959, diede luogo alla emissione di una cartolina formato filatelico internazionale con la riproduzione del simbolo dei Giochi. Su questa cartolina fu distribuito l'annullo in dotazione al predetto Ufficio, accoppiato ad una timbratura con la seguente didascalia: Inaugurazione dell'Ufficio Postale del Comitato Organizzatore.
Seguirono a breve scadenza le emissioni in occasione delle inaugurazioni di vari impianti sportivi e della celebrazione della Giornata Olimpica 1959: il 22 agosto 1959, per l'inaugurazione dello Stadio del Nuoto, con annullo commemorativo su cartolina doppio formato già predisposta, distribuito dall'Ufficio Recapito Postale del C. 0.
Il 25 agosto 1959, Giornata Olimpica 1959, dall'Ufficio Recapito Postale del C.O.N.I.  fu distribuita una affrancatura commemorativa su busta ufficiale e dall'Ufficio Recapito Postale del C. O. fu apposta una timbratura commemorativa meccanica su cartolina ufficiale.
Il 30 aprile 1960, per l'inaugurazione del Velodromo Olimpico, uno speciale Ufficio Postale allogato in prossimità del Velodromo stesso su un autobus fornito gentilmente dalla Banca del Lavoro, appose una timbratura commemorativa su cartolina doppio formato. Il 3 giugno 1960, per l'inaugurazione del Palazzo dello Sport, la timbratura commemorativa meccanica fu distribuita dall'Ufficio Recapito Postale del C. 0. su cartolina doppio formato.
Lo stesso Ufficio appose la timbratura commemorativa per l'apertura del Campo di Regate al Lago Albano, avvenuta il 21 agosto 1960.
Il successo della prima edizione delle vignette chiudilettera, suggerì l'idea di una nuova edizione, in serie di 12 lingue, con la riproduzione del manifesto ufficiale.
Il 23 maggio 1960, una serie di 14 francobolli commemorativi emessa dalla Repubblica di San Marino fu montata su 4 cartoline formato filatelico internazionale con la riproduzione del simbolo dei Giochi.

Il « Primo giorno d'emissione »

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In previsione della emissione della serie di francobolli commemorativi olimpici d'Italia, fu predisposta la stampa di una cartolina formato gigante con la riproduzione del manifesto ufficiale, per accogliere l'intera serie di 9 valori. Per il « primo giorno d'emissione » fu utilizzata la timbratura in dotazione all'Ufficio Recapito Postale del Comitato Organizzatore.
L'emissione della serie di francobolli commemorativi olimpici offrì la possibilità di redigere un programma per la celebrazione dei Giochi. Tale programma previde la commemorazione della Fiaccola Olimpica e la commemorazione della XVII Olimpiade.
Per la Fiaccola Olimpica furono realizzate due emissioni dovute esclusivamente alla collaborazione appassionata, disinteressata e cortese della Direzione Generale delle Poste Greche e del Ministero Difesa Marina.
L'aerogramma celebrativo dell' accensione della Fiaccola ad Olimpia, sul quale fu apposta una affrancatura commemorativa greca a cura delle Poste Greche, fu restituito col volo di ritorno della missione olimpica del C. O.
La seconda emissione fu costituita dal pieghevole commemorativo del percorso della Fiaccola » sul territorio nazionale. Prelevato al Falero dal Commissario di bordo, il pieghevole fu fatto viaggiare sulla Nave Scuola Vespucci che trasportava il Fuoco di Olimpia.
A bordo della Vespucci il pieghevole fu sottoposto a timbratura di transito con il bollo in dotazione della Nave.
Il Ministero della Marina mise a disposizione del C. O. un elicottero che provvide a ritirare la corrispondenza filatelica nel Mediterraneo a 25 miglia da Siracusa.
Questo avvenimento inconsueto fu ricordato da un annullo speciale che conferì al pieghevole la prerogativa della corrispondenza filatelica « viaggiata » a mezzo elicottero. La commemorazione della fase eminentemente olimpica fu predisposta con una serie di 33 cartoline, per la cui stampa si usufruì dei clichés utilizzati per i biglietti d'ingresso nelle varie installazioni dei Giochi.
Ogni cartolina fu affrancata con un valore della serie dei francobolli preolimpici od olimpici, appropriato allo sport o alla cerimonia cui ogni pezzo si riferiva. Le timbrature ebbero in comune il simbolo olimpico e la dicitura: « Giochi della XVII Olimpiade - Roma ».  Nel panorama olimpico e in anticipo sulla decisione del C. I. O. che ha incluso la filatelia tra le forme d'arte ammesse ai Giochi Olimpici, fu realizzato, con la collaborazione del periodico « Sport-Phila », un concorso-mostra di francobolli olimpici, abbinato alla mostra della fotografia sportiva, nei grandi corridoi del Palazzo dello Sport. Vi presero parte 61 concorrenti, in rappresentanza di 21 Paesi.
L'esame del materiale inviato, di altissimo valore filatelico e sportivo, fu estremamente laborioso; a conclusione, la giuria assegnò il primo posto al Cap. Carlo Condarelli (Italia), cui fu aggiudicato il Trofeo Alberto Bonacossa; al secondo posto si classificò il sig. Ira Seebacher (Stati Uniti), al terzo il .sig. Raymond Depover (Belgio) e al quarto il prof. Eugenio Rappaport (Brasile).
Nelle singoli classi, premi di grande rilievo furono aggiudicati inoltre ai sigg. Juan A. Samaranch Torello (Spagna), Jose M. Auset Guardia (Spagna), Giuseppe Bertasso (Italia), Walther Von Adelson (Svizzera), Egidio Pennati (Italia), Hermann Bollhardt (Germania), René Azzeletti (Svizzera), Aziz K.
Versan (Turchia), Ernst Naetzold (D. D. R.), Gunther Schneider (Germania), Cari Olof Enhagen (Svezia), Olle Cronsjò (Svezia), .lean Schmit-Mousel (Lussemburgo) e Sandro Andino (Italia).

L'Assistenza Religiosa

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Il fatto religioso, essendo di per se stesso personale e soggettivo, sfugge le più volte al controllo e al resoconto. Per tale ragione ci si atterrà alle sole iniziative esterne e si sorvolerà di proposito sui numerosi e significativi fatti che il necessario rispetto per ogni fede e il diritto di ciascuno alla riservatezza consigliano di tacere, nonché su tutti quelli che rimarranno per sempre chiusi nel cuore dei confidenti scelti dagli atleti.
La materia rimane così circoscritta a due sole zone di attività: l'adozione di necessarie iniziative per permettere a tutti gli atleti il compimento dei propri doveri religiosi; l'organizzazione degli incontri con il Sommo Pontefice per assecondare un esplicito desiderio della stragrande maggioranza degli atleti stessi.
Riguardo a questa seconda zona di attività, infatti, risultò subito chiaro che il desiderio di vedere il Papa esulava dai legami individuali con le rispettive religioni per risolversi in un fatto di generale interesse.
L'Ufficio per l'Assistenza Religiosa, diretto da Mons. Nicola Pavoni, non appena costituito ritenne suo primo dovere quello di mettersi in contatto con i rappresentanti di quante più religioni e culti fosse possibile, al fine di far pervenire agli atleti, per tramite dell'Ufficio stesso, tutte le notizie di carattere religioso che ritenessero opportune. Dal momento, infatti, che all'interno del Villaggio Olimpico, il Comitato Organizzatore aveva creduto bene di non autorizzare l'istituzione ufficiale di locali per il culto, non rimaneva altra via da seguire che informare gli atleti dell'ubicazione delle chiese esistenti a Roma e dei relativi orari dei culti.
A tale scopo si provvide per tempo ad inviare formale invito in tal senso a tutti i responsabili delle religioni e culti presenti in Roma, assicurando altresì che sarebbe stato preciso dovere dell'Ufficio portare a conoscenza degli atleti ogni notizia che fosse pervenuta.
L'invito in parola fu indirizzato, tra le altre, alle seguenti autorità religiose non cattoliche: al Presidente delle Comunità Israelitiche Italiane e della Comunità Israelitica di Roma, all'Archimandrita della Chiesa Russo-Ortodossa, al Presidente del Consiglio Federale delle Chiese Evangeliche che comprende, per citarne alcune, la Chiesa Cristiana Evangelica Luterana, la Chiesa Evangelica Metodista d'Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, l'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste, ecc.
In breve tempo giunsero all'Ufficio Assistenza Religiosa numerose comunicazioni sia riguardanti il culto vero e proprio, sia di carattere genericamente religioso. Il materiale, tradotto in varie lingue, fu portato a conoscenza degli ospiti del Villaggio Olimpico con l'affissione di una copia in un apposito albo predisposto dal Comitato Organizzatore e con la distribuzione ai singoli, tramite uno speciale servizio previsto per le comunicazioni di interesse generale.
Ai giovani atleti vennero così consegnati non solo i fogli informativi del culto, ma tutto il materiale stampato di contenuto religioso che perveniva all'Ufficio, sempre nel pieno rispetto delle Regole Olimpiche che prevedono la eguaglianza di tutti i culti e religioni.
Oltre a ciò, non mancarono contatti diretti tra i rappresentanti di varie religioni o culti con il titolare dell'Ufficio Monsignor Nicola Pavoni, su argomenti e iniziative particolari, come pure si cercò sempre di soddisfare le richieste specifiche di singoli o gruppi di atleti su questioni o esigenze attinenti la religione.

Le Udienze Papali

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Si può affermare che il fatto saliente dell'opera svolta dall'Ufficio per l'Assistenza Religiosa si identificò con le Udienze generali e particolari concesse dal Sommo Pontefice Giovanni XXIII, attività che ebbe vasta risonanza come meritava e riscosse la generale approvazione. Del resto, tali Udienze furono richieste da ogni parte e tanto il Comitato Organizzatore quanto la pubblica opinione furono d'accordo nel giudicarle un elemento di prestigio indiscutibile oltreché di forza morale.
Infine è opportuno ricordare, a proposito specialmente della grande Udienza in Piazza San Pietro, quanto esplicitamente affermano le Regole Olimpiche che prevedono, nel momento della Cerimonia d'Apertura, subito dopo l'accensione del braciere, la possibilità di celebrare una funzione religiosa, senza dire della convenienza di porgere una visita di omaggio al Capo spirituale della città ospite dei Giochi.
Già nell'aprile del 1959, ricevendo i congressisti del Centro Sportivo Italiano, il Sommo Pontefice aveva manifestato il proposito di ricevere in occasione dell' » importante avvenimento » gli atleti partecipanti ai Giochi. Approssimandosi la data d'inizio della XVII Olimpiade, l'Ufficio per l'Assistenza Religiosa stabili ripetuti contatti con i competenti Uffici organizzativi e tecnici del Vaticano per discutere e concordare i particolari della complessa organizzazione.
Furono così predisposti i servizi per approntare palchi e transenne, per provvedere alle esigenze logistiche per il trasporto degli atleti e le misure necessarie ad assicurare l'ordinato afflusso e deflusso degli atleti e del numeroso pubblico.
Contemporaneamente, in tutti i settori qualificati dell'Olimpiade, furono diramati inviti personali per la partecipazione all'Udienza stessa: ai Membri del C. I. O., ai dirigenti del C. O. e del C.O.N.I. , agli attachés olimpici, ai giornalisti accreditati, ai capi delle Delegazioni internazionali e a tutti gli atleti.
Alla vigilia dell'Udienza, U giorno 23 agosto 1960, avevano data adesione 3.830 atleti di 72 Nazioni, ma al momento dell'Udienza fu possibile riscontrare un afflusso notevolmente maggiore di atleti pervenuti sia con i 100 torpedoni già predisposti, sia con mezzi propri.
Il Santo Padre scese in Piazza San Pietro alle 17,30 del 24 agosto, accolto dal vibrante applauso della folla che gremiva la Piazza in ogni parte, e dalle note dell'antico Inno Olimpico eseguito dalla Banda della Guardia Palatina.
Subito dopo, l'On. Andreotti, Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, rivolse al Santo Padre un indirizzo di omaggio in lingua latina, nel quale, rifacendosi alla cordiale accoglienza riservata dal Pontefice Pio X al Barone de Coubertin, espresse i sentimenti di omaggio e di gratitudine del Comitato Organizzatore e di tutti i presenti. Inoltre, assicurando il gradimento da parte dei Dirigenti e degli Atleti, pregò il Santo Padre di rivolgere una allocuzione, per solennizzare l'avvenimento e perché « eademque verba fore gratae memoriae causam, quibus laetum hoc concordiae, iuventiitis ac ludicri agonis festum exornatur, quod Roma elato effusoque gaudio celebratura est ».
Il Pontefice si compiacque di rivolgere ai Dirigenti ed Atleti un paterno discorso in lingua latina, nel quale ricordò ancora l'incoraggiamento che San Pio X diede al Barone Pietro de Coubertin. Sottolineò poi il piacere con il quale, dopo lunga attesa, aveva lasciato Castelgandolfo per salutare le « compatte e animose schiere degli atleti ». Precisando poi l'impossibilità di un augurio di vittoria ai singoli o ai gruppi, rammentò, sempre nel ricordo del Barone de Coubertin, l'importanza dell'esercizio più che della vittoria: « Non enim palma in stadio proposita, sed recta corporis exercitatio potior aestimanda est ». E prendendo lo spunto per ricordare i grandi benefici dello sport sul corpo e sull'anima, così li elencò: « sanitas, vigor, membrorum agilitas, gratia, pulchritudo, ad corpus quod attinet; quod ad animum spectat, constantia, fortitudo, sui abnegandi consuetudo ».
Appena terminato il discorso del Pontefice, i locutori della Radio Vaticana ne diedero un sunto nelle lingue francese, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese, russo, polacco, ungherese, romeno, cinese, giapponese, arabo.
Contemporaneamente, i Dirigenti Olimpici presenti alla cerimonia venivano presentati al Santo Padre. Subito dopo, una delegazione di atleti, rappresentanti i cinque continenti (Pierpaolo Spangaro, Italia; Leslie Claudius, India; Aye Adjavon, Liberia; Jesùs Gruber, Venezuela; Ivan Lund, Australia) offrì doni del Comitato Organizzatore a Sua Santità. Per prima fu donata una statuina di San Giovanni Bosco, opera dello scultore Pietro Canonica, al quale fu appositamente richiesta poco prima della sua morte. Secondo dono fu l'edizione, con miniature ispirate alle Olimpiadi, di un alto carme in eleganti versi latini, che il latinista Padre Vittorio Genovasi S. J. compose su invito dell'Ente Provinciale per il Turismo, per le Olimpiadi di Roma.
Il 29 agosto 1960, una Udienza particolare fu riservata ai Membri del Comitato Internazionale Olimpico, nella Sala dello Svizzero al Palazzo di Castelgandolfo.
Il distinto gruppo, guidato dal Presidente del C. I. O., Avery Brundage, comprendeva quasi tutti i Membri accompagnati dalle rispettive consorti, il Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, On. Andreotti, il Presidente del C. O. N. I., Avv. Onesti.
Dopo aver presentato i Membri del C. I. O. al Santo Padre, il Presidente Brundage rivolse al Pontefice un breve indirizzo di omaggio e di riconoscenza, in lingua inglese, così concludendo: « Poiché lo scopo del movimento olimpico non è propriamente quello di vincere medaglie e conquistare primati, ma è quello di sviluppare la salute e il carattere per giungere così ad un più facile e pacifico mondo, io posso assicurare Vostra Santità che la Sua considerazione per il movimento olimpico è ben riposta ».
Il Santo Padre rispose all'indirizzo con un nobile discorso pronunciato in lingua francese. Prendendo lo spunto dal ricordo commovente dell'Udienza concessa agli atleti, a « cette belle jeunesse, vibrante de vie et d’enthousiasme », precisò che il significato più alto dell'Udienza sta propriamente nella ricerca di una parola che unisca al di sopra di tutti i particolarismi e dichiarò apertamente che egli intese appunto sottolineare la sua « cordiale approbation à ce désir universel de collaboration plus généreuse de tous les peuples en vue du véritable bien-étre et de la défense des valeurs humaines ». Fece presente quindi che le parole del Barone de Coubertin: « Ce qui importe n’est pas de vaincre, mais de participer aux Jeux », gli richiamavano alla mente quelle di San Paolo: « Ne savez-vous pas que, dans les courses du stade, tous courent, mais un seul remporte le prix ? Courez donc de manière à remporter tous quelque chose de plus haut et de plus durable qu’une couronne périssable ». Riaffermando poi la propria gioia al pensiero dell'animazione olimpica che regnava in quei giorni a Roma, pregò i Membri del C. I. O. di « renouveler aux jeunes athlètes - dont la présence sur la Place Saint Pierre demeure un des plus heureux souvenirs de cette année - nos voeux de bon succès dans les Jeux qui se déroulent et d’heureux développement de leurs activités d’homme dans l’avenir ».
Il discorso si concluse con la Benedizione Apostolica e subito dopo il Sig. Brundage presentò al Santo Padre i singoli Delegati Internazionali, assistito presso il Trono Pontificio dall'On. Andreotti, dal Vice Presidente del C. I. O.
Marchese di Exeter, dal Conte Thaon di Revel e dal Marchese Ekelund. Indi veniva offerto al Papa un astuccio contenente le medaglie in oro e argento coniate per i vincitori delle gare olimpiche. Il Sommo Pontefice ricambiò il  dono rimettendo a ciascuno dei presenti una medaglia appositamente eseguita dallo scultore Giacomo Manzù, recante l'effigie di Sua Santità in mozzetta e camauro al recto e una pianta di olivo in fiore con la scritta « Oboedientia et Pax » al verso.
Successivamente gli illustri ospiti furono invitati ad accompagnare il Pontefice per alcune sale del Palazzo di Castelgandolfo fino ad una terrazza affacciata sul Lago Albano dove erano in svolgimento gare di canottaggio.
Il 7 settembre fu concessa una Udienza ai Dirigenti dei Comitati Olimpici Nazionali e delle Federazioni Sportive Internazionali che avevano caldamente sollecitato la possibilità di essere ricevuti dal Santo Padre. In quella occasione furono offerti al Papa i paramenti sacri per la Chiesa che dovrà sorgere nel quartiere del Villaggio Olimpico. Terminavano così le manifestazioni in forma ufficiale attuate dall'Ufficio per l'Assistenza Religiosa agli atleti partecipanti ai Giochi dell'Olimpiade Romana dove lo spirito olimpico, nel suo significato pili grande, trovò giusto motivo di rispetto e di esaltazione anche nel settore religioso.