SERVIZI TECNICI

Il 1°ottobre 1956 fu costituita la I Sezione Tecnica alla cui direzione fu chiamato il Rag. Virgilio Tommasi.
Sullo schema delle direttive ricevute, la Sezione tracciò un primo programma di massima con relativo piano di lavoro i cui capisaldi principali si possono sinteticamente riassumere nei seguenti punti:
  • costituzione di comitati di sport;
  • elaborazione del programma agonistico e del programma orario;
  • elaborazione dei regolamenti tecnici;
  • iscrizioni alle gare;
  • preparazione e formazione delle giurie;
  • scelta ed acquisto di attrezzi di gara;
  • impiego del personale negli stadi;
  • allestimento tecnico interno ed esterno degli impianti di gara e di allenamento;
  • fabbisogno e movimento bandiere;
  • servizio di cronometraggio.

In pari tempo la Sezione provvide alla costituzione di appositi uffici interni così come indicato nel Prospetto n. 1.
Uno dei primi problemi affrontati, onde predisporre una efficiente organizzazione per i vari sport compresi nel programma dei Giochi di Roma, fu quello della scelta e del reclutamento di persone che per capacità organizzativa, competenza tecnica ed esperienza avessero offerto il necessario affidamento.
Partendo dal principio che l'organizzazione tecnica doveva essere condotta per la parte direttiva da personale volontario, furono nominati in un primo tempo, in pieno accordo con le varie Federazioni sportive nazionali, dei fiduciari tecnici onorari prescelti tra elementi già praticanti attività agonistiche, che collaborarono con la Sezione Tecnica alla impostazione organizzativa del programma sportivo ed ai successivi sviluppi, mantenendo per questo lavoro costanti contatti con le Federazioni sportive interessate.
Successivamente l'opera dei Fiduciari Tecnici fu integrata dai Comitati Sportivi.
Tali Comitati furono presieduti dagli stessi Presidenti delle Federazioni Sportive Italiane e furono completati da altri componenti in numero variabile secondo le necessità dei vari sport in programma.
I Comitati controllarono l'organizzazione e fornirono tutti i suggerimenti necessari al perfezionamento di quanto predisposto dalla Sezione Tecnica e dai Fiduciari Tecnici. Inoltre, sia nella fase terminale dell'organizzazione, sia durante le competizioni, i componenti dei Comitati Sportivi affrontarono i vari compiti di rappresentanza, nonché i compiti esecutivi richiesti nei vari settori (controllo delle attrezzature, contatti con le giurie, collegamento con i dirigenti delle Federazioni Sportive Internazionali, ecc.).
Comunque la maggior parte di lavoro e di responsabilità fu assunta dai Fiduciari Tecnici Onorari la cui opera si rivelò di particolare utilità nei continui contatti con la Sezione Tecnica per la soluzione di tutti i problemi che investirono la preparazione olimpica e in special modo in occasione di casi controversi o non previsti dai regolamenti.
Di notevole rilievo si possono considerare le loro prestazioni e i loro interventi in occasione della stesura dei regolamenti sportivi e dei moduli di iscrizione alle gare, della compilazione del calendario agonistico e al momento in cui i Comitati Olimpici inoltrarono le iscrizioni ai Giochi, operazione questa che richiedeva la revisione degli iscritti ai Giochi e la elaborazione degli elenchi dopo la verifica degli elementi richiesti per la iscrizione, ivi compreso il rispetto dei termini di scadenza.
Superata la costituzione dei Comitati di sport ed avviato il loro coordinamento, la Sezione Tecnica intraprese non senza difficoltà lo studio relativo alla scelta delle località per lo svolgimento delle regate veliche e remiere. Tuttavia, fin dal primo momento si ravvisò l'opportunità di destinare il Golfo di Napoli per le gare veliche e il Lago Albano per gli sport del canottaggio e della canoa. Di questo orientamento fu interessato il C.I.O. al quale nel contempo fu pure richiesta l'autorizzazione a far svolgere in altre città italiane eliminatorie o selezioni preolimpiche per gli sport di squadra.
Svolte le opportune analisi sulle condizioni di clima e di temperatura della Città di Roma (Prospetto n. 2), fin dal gennaio 1957 fu studiato il ciclo di tempo entro il quale si sarebbero celebrati i Giochi, e, cioè, dalla terza decade di agosto alla prima decade di settembre. Ad ogni buon fine, prima di proporre all'approvazione del C.I.O. la data definitiva, la Sezione interpellò in proposito le Federazioni Sportive Internazionali. Dagli studi effettuati e dagli scambi di idee avuti con i rappresentanti delle Federazioni Internazionali e con i rappresentanti di molti Comitati Olimpici Nazionali, anche e soprattutto durante la riunione di Evian del giugno 1957, la Sezione, d'accordo con l'Organizzazione Olimpica, trasse la convinzione di porre in esame qualche modifica al programma sportivo di massima accettato all'atto dell'assegnazione dei Giochi alla Città di Roma.
Tali modifiche furono sollecitate in considerazione del previsto notevole numero di concorrenti e delle conseguenti difficoltà di svolgere in soli 16 giorni tutte le competizioni in programma.
D'altra parte sembrò anche opportuno, dopo lo svolgimento di parecchie Olimpiadi, riguardare la situazione generale ed i risultati ottenuti nei singoli sport. Pur avendo accettato in linea di principio il programma sportivo della XVI Olimpiade, tuttavia in alcuni sport fu riveduto il numero dei titoli olimpici in palio ed il numero dei concorrenti ammessi a disputare le gare.
Quindi fu proposto al C.I.O. un ridimensionamento del complesso agonistico mediante la riduzione delle medaglie d'oro, che non si ravvisavano strettamente necessarie, e mediante la riduzione del numero dei concorrenti. Il C.I.O., attraverso le varie delibere prese in diverse sessioni, facilitò le richieste per il raggiungimento di questi obbiettivi. Durante la Sessione del C.I.O. di Sofia del 22 settembre 1957 furono presentate, con risultato positivo, le proposte tendenti ad ottenere che dal programma dei Giochi fossero eliminate alcune gare (per esempio: tiro al cervo corrente), le classifiche artificiali di squadra, eccetera. Nel contempo la Sezione si adoperò per ottenere anche una limitazione al numero delle riserve nei vari sport. Gli scopi furono in parte raggiunti, sia pure attraverso notevoli opposizioni da parte di alcune Federazioni Sportive Internazionali. Nel settembre del 1957 fu proposta al C.I.O. una revisione del calendario agonistico al fine di evitare, così come avveniva nel passato, nella prima settimana un programma denso ed interessante con svolgimento di sport maggiormente graditi al pubblico generico, con evidente danno per la seconda settimana in cui si era soliti raggruppare gli sport di minore richiamo, con un conseguente notevole calo di interessamento del mondo sportivo.
L'Organizzazione romana, pertanto, rendendosi conto delle fondate critiche mosse ai calendari precedenti, dedicò appositi studi per spostare le gare di atletica leggera che, fissate solitamente nelle prime otto giornate, provocavano con la loro conclusione un decrescente interesse dell'intera manifestazione.
Anche la International Amateur Athletic Federation fu infine d'accordo, con qualche riserva, sullo spostamento richiesto.
Il C.I.O. e le Federazioni Internazionali infine gradirono la proposta ed ufficialmente la avallarono. In seguito a ciò il calendario presentò lo sport più spettacolare (atletica leggera) al centro dei 16 giorni di gare con una equa e più logica distribuzione degli altri sport specialmente nei primi giorni. Altra innovazione, proposta ed accettata, fu quella relativa alla gara di maratona. Staccando la gara dal programma tradizionale dell'atletica, la maratona fu fatta svolgere in ore serali sul suggestivo percorso che dal Campidoglio, attraverso i Fori Imperiali, l'E.U.R. e la via Appia Antica, si concluse all'Arco di Costantino. Questo percorso fu definito ottimo dal Signor D.T.P. Pain, Segretario Onorario della I. A. A. F., durante la sua visita a Roma nell'agosto del 1957.
Queste modifiche e innovazioni del programma sportivo furono finalmente sottoposte al giudizio e al parere del C.I.O. durante i lavori della 53esima Sessione di Sofia. In quella occasione la Delegazione Italiana, pur dichiarandosi pronta ad organizzare tutto il tema tecnico dei precedenti Giochi di Melbourne, fece presente la possibilità di ridurre alcune prove in programma. Le modifiche, approvate all'unanimità, si possono così riassumere: eliminazione delle medaglie per gara di squadra in conseguenza di una somma di punteggi conseguiti da concorrenti individuali alla stessa gara; eliminazione delle specialità insufficientemente sviluppate nonostante una permanenza alle Olimpiadi (cervo corrente, canoa m. 10.000); riduzione del numero dei partecipanti per nazione per alcune gare (ginnastica, atletica leggera, nuoto); ulteriore limitazione del numero delle riserve.
In sostanza, le varianti (in gare) apportate al programma di Roma rispetto al programma di Melbourne si possono rilevare dal Prospetto n. 3.
Le principali modifiche approvate dal Comitato Internazionale Olimpico, su studi e proposte del Comitato Organizzatore, riguardarono la modifica delle classifiche artificiali delle gare di squadra basate sulla somma dei risultati individuali, nonché le classifiche doppie individuali nelle gare di ginnastica.
Fu così deciso di far svolgere due gare separate di ciclismo su strada per l'attribuzione della classifica individuale e per quella di squadra, e fu pure deciso di far svolgere due prove separate del concorso ad ostacoli (equitazione) per la gara individuale e per quella di squadra.
Fu inoltre varata una nuova formula per l'attribuzione dei titoli individuali agli attrezzi nelle gare di ginnastica, con prove finali riservate ai ginnasti risultati migliori in classifica nei vari attrezzi durante la gara complessiva.
Soltanto per il completo di equitazione e per il pentathlon moderno non fu possibile, per evidenti ragioni pratiche, ripetere due volte la competizione, cosicché la classifica di squadra fu ottenuta sommando i risultati dei tre migliori concorrenti per ogni nazione nella gara individuale.
Nel gennaio del 1958, la Sezione Tecnica, indipendentemente dalle modalità di iscrizione e dal numero massimo dei partecipanti ad ogni gara, fu in grado di diffondere il programma delle gare inserite nel quadro dei Giochi e nell'ottobre dello stesso anno il programma si poteva considerare già definitivo, ma soltanto nel maggio del 1959, e cioè dopo le decisioni prese dal C.I.O. a Tokyo, si poteva diffondere il programma sia pure ancora con alcune riserve. (Prospetto n. 4).
A seguito delle decisioni prese durante la Sessione del C.I.O. a Tokyo, la Sezione Tecnica intraprese con le Federazioni Sportive Internazionali interessate le conseguenti trattative per la definizione di alcuni punti del programma, ancora controversi. Il Congresso della I.A.A.F., tenuto a Stoccolma nell'agosto 1958, deliberò una riduzione del numero dei concorrenti alle gare individuali di atletica leggera e l'aggiunta della corsa di m. 800 femminile. Il provvedimento di attuare la riduzione fu approvato da parte del Consiglio Direttivo della I.A.A.F. il 9 maggio 1959. Nel contempo furono concordate con la Federazione Internazionale di Ginnastica le 14 gare del programma.
In forza dell'autorizzazione accordata dalla Sessione di Tokyo, il Presidente del C.I.O. Signor Brundage regolò con la F.I.N.A. l'ammissione in programma delle staffette maschili e femminili 4 X 100, quattro stili, con l'obbligo da parte delle squadre partecipanti di formare le staffette con elementi già iscritti ad altre gare. La F.I.N.A. ridusse, con l'accordo del Comitato Organizzatore, il numero degli iscritti per ciascuna gara da 3 a 2.
A Tokyo era stato deciso che le gare di canoa dovevano essere limitate a sette e che dovevano essere escluse dal programma il K 4 e le gare di fondo.
La Federazione Internazionale di Canoa protestò contro l'esclusione del K 4 ed ottenne la ripresa in esame della questione, che fu discussa nella Sessione del C.I.O. di Monaco. Nel contempo la Federazione Internazionale di Canoa aveva contribuito all'alleggerimento del programma olimpico, subendo una riduzione da nove a sette gare e rinunciando volontariamente a tutte le riserve che nei precedenti Giochi potevano raggiungere il 100% dei concorrenti. Ciò nonostante la richiesta della Federazione Internazionale di Canoa non fu accolta.
Non si può non rilevare che nonostante le apparenti riduzioni, il complesso di sport e specialità del programma olimpico di Roma richiese una notevole concentrazione di sforzi, di mezzi e di volontà.
Il Comitato Internazionale Olimpico dovrebbe considerare per l'avvenire che il volume organizzativo delle Olimpiadi si sta ingigantendo appunto per effetto del crescente numero di titoli olimpici ed in conseguenza del progressivo aumento dei Comitati Nazionali Olimpici che ad esse intendono partecipare.
Per queste considerazioni, il C.I.O. dovrebbe essere estremamente cauto al momento di decidere l'inserimento, nei futuri programmi olimpici, di nuovi sport o nuovi eventi ognuno dei quali si risolve, in sostanza, in un aumento sensibile di partecipazioni. Infine, le esperienze dei Giochi di Roma insegnano che pubblico e organizzatori sono vicini ad un punto cruciale, e, cioè, al punto in cui un'Olimpiade costituisce un insieme di enormi difficoltà: per il pubblico ormai impossibilitato di poter seguire lo svolgimento delle gare più interessanti; per gli organizzatori indubbiamente in difficoltà di poter reperire, per così complesse esigenze, sufficienti e qualificate forze operanti ed imponenti mezzi finanziari. Nel maggio del 1958, presente il Signor William Jones, Segretario della F.I.B.A., fu esaminato dalla Sezione servizi tecnici lo svolgimento del torneo di pallacanestro. In quell'occasione, tra l'altro, fu deciso che le 16 squadre partecipanti a norma delle Regole Olimpiche, fossero: le otto squadre delle Nazioni classificatesi ai primi otto posti nei Giochi Olimpici di Melbourne; la squadra italiana, quale rappresentativa del Paese organizzatore; le tre squadre vincitrici dei tornei di qualificazione continentale quali i Giochi Panasiatici e Sud Americani; e le 4 squadre classificatesi ai primi posti nel torneo di qualificazione preolimpica indetto a Bologna dal 13 al 18 agosto 1960.
Nell'agosto del 1958 fu indetta dalla Sezione una riunione, presente il finlandese Signor Bruno Nyberg, Presidente della Federazione Internazionale, per esaminare il programma predisposto per il torneo di sollevamento pesi. Durante la riunione furono fissate le norme relative alle operazioni di pesatura e di visita medica, e fu concordemente confermato che la Giuria di appello fosse composta di 5 elementi e che i giudici raggiungessero un insieme di 21 elementi. Nello stesso mese un'altra riunione, presente il Signor Bertyl Sàllfors, Segretario Onorario della F.I.N.A., fu indetta dalla Sezione per definire i problemi inerenti alle gare di nuoto, pallanuoto e tuffi. Nella stessa riunione fu fissato il numero dei giudici e dei cronometristi italiani e stranieri. Nel novembre successivo fu approvato il programma relativo alle gare di equitazione, in armonia alle deliberazioni prese dal C.I.O. durante la Sessione di Tokyo e in pieno accordo con la Federazione Internazionale Equestre.
Nello stesso mese il Signor R. H. Russell, Segretario Onorario della Association Internationale de Boxe Amateur, intervenne in una riunione indetta per la definitiva approvazione del programma di pugilato. Fu anche fissato il numero dei giudici Internazionali, oltre ai componenti della giuria di appello.
Nell'incontro del 21 marzo 1959 in Parigi, al quale intervenne il Dirigente della Sezione Tecnica, furono esaminati e stabiliti i particolari e le fasi eliminatorie del torneo di calcio.
Il 25 marzo 1959, presenti i componenti della Commissione Tecnica della Union Cycliste Internationale, e cioè i Signori Stamphli (Svizzera), Dupin (Francia), Fernand Paul (Belgio), Alfredo Binda (Italia) e con la partecipazione di Adriano Rodoni Presidente dell'U.V.I., furono scelti i due percorsi per le gare ciclistiche su strada e fu stabilito il programma orario concernente le gare su strada e le gare su pista.

Tabelle dei minimi per l'atletica

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Il 10 maggio 1959 si riunì a Roma, nella sala del Foro Italico, sotto la presidenza del marchese di Exeter, il Consiglio della I.A.A.F. Alla riunione parteciparono i Signori Pain (Inghilterra), Miettinen (Finlandia), Ferris (U.S.A.), Mericamp (Francia), Ericson (Svezia), Knenicky (Cecoslovacchia), Paulen (Olanda), Danz (Germania), Ciomenkov (U.R.S.S.), Zauli (Italia). Il Consiglio deliberò, tra l'altro, la tabella dei minimi per la partecipazione ai Giochi di Roma. Tali minimi furono i seguenti: Maschili: m. 100: 10"4; m. 200: 21"3; m. 400: 47"3; m. 800: l'49" 2; m. 1.500: 3'45"; m. 5.000: 14'10"; m. 10.000: 29'40"; m. 3.000 siepi: 8'55"; m. 110 ostacoli: 14"4; m. 400 ostacoli: 52"2; salto in alto: m. 2,05; salto in lungo: m. 7,50; salto triplo: m. 15,60; salto con l'asta: m. 4,40; peso: m. 17; disco: m. 53; giavellotto: m. 76,50; martello: m. 62; decathlon: punti 6.750.
Femminili: m. 100: 11"9; m. 200: 24 "3; m. 800: 2'12"; m. 80 ostacoli: 11 " 2; salto in alto: m. 1,67; salto in lungo: m. 5,90; peso: m. 14,60; disco: m. 48; giavellotto: m. 49.
In base alla nuova regola stabilita dalla I.A.A.F. tutte le Nazioni poterono iscrivere un concorrente per ciascuna delle gare sopra indicate. Tuttavia quelle Nazioni che disponevano di un secondo atleta che aveva raggiunto i minimi sopraddetti dopo il 1°ottobre 1959, ebbero facoltà di iscrivere un secondo atleta.
E se esse avevano anche un terzo atleta che aveva raggiunto i minimi di cui sopra, poterono iscrivere anche il terzo atleta, raggiungendo così la cifra massima delle iscrizioni consentite per ogni Nazione e per ogni gara.
Il Consiglio fissò poi i limiti di qualificazione, e cioè, gli iscritti, secondo le norme sopra riportate, per poter partecipare effettivamente alle gare, dovevano superare le seguenti misure di qualificazione: Uomini: alto: m. 2; lungo: m. 7,40; triplo: m. 15,50; asta: m. 4,30; peso: m. 16,75; disco: m. 52; giavellotto: m. 74; martello: m. 60.
Donne: alto: m. 1,65; lungo: m. 5,80; giavellotto: m. 48; peso: m. 14,50; disco: m. 47.
Altra riunione indetta il 19-20 settembre 1959 fu quella della F.I.N.A.
i cui lavori si svolsero sotto la presidenza del Signor Jean De Vries, allo scopo di decidere la designazione delle Nazioni partecipanti al torneo olimpico di pallanuoto.
In quell'epoca si poteva considerare definitivo tutto il programma sportivo e la relativa regolamentazione tecnica, se non vi fossero stati ulteriori interventi per cambiamenti o modifiche da parte del C.I.O. e, soprattutto, da parte delle Federazioni Sportive Internazionali direttamente interessate.

I regolamenti tecnici

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Il Comitato Organizzatore ritenne di interpretare i principi del C.I.O.
con un serio tentativo di rendere unitaria e similare la regolamentazione dei vari sport.
Furono affrontate notevoli difficoltà perché le Federazioni Sportive Internazionali disponevano di regolamenti che differivano sostanzialmente uno dall'altro; comunque fu impostato un importante problema che peserà in maniera determinante sul successo e sulla continuità dei Giochi Olimpici Moderni. Si tenne sempre presente il concetto che l'Olimpiade non è un insieme di campionati dei vari sport, ma una sola grande manifestazione durante la quale si svolgono le competizioni dei vari sport disciplinati da regole fondamentalmente comuni. Fu così possibile concordare con le Federazioni Sportive interessate il principio che nelle gare di squadra, nelle quali non sono ammesse più di 16 nazioni, la squadra della nazione organizzatrice dei Giochi fosse ammessa di diritto ai vari tornei. Fu pure possibile far derogare alcune Federazioni, i cui regolamenti consentono sostituzioni di concorrenti e di riserve fino a pochi giorni e perfino fino a poche ore dall'inizio delle gare, per affermare il principio della chiusura delle iscrizioni 14 giorni prima delle gare.
Altro risultato tangibile si ottenne con la decisione di stabilire un numero di riserve inferiore a quello previsto dai rispettivi regolamenti delle Federazioni Sportive Internazionali. È evidente che la chiusura delle iscrizioni a due settimane dall'inizio delle gare è appena sufficiente per poter assicurare una accurata preparazione dei turni di gara nonché dei programmi con i nominativi dei concorrenti e delle comunicazioni alla stampa ed agli organi logistici. Altrettanto utile, dal punto di vista logistico, la determinazione di ridurre al minimo indispensabile il numero delle riserve.
Non va, però, dimenticato che ogni unità in più crea nuovi problemi e maggiori difficoltà per l'organizzazione.
Bisogna riconoscere, comunque, che le Federazioni Sportive Internazionali aderirono sempre con molta comprensione alle richieste del Comitato Organizzatore.
La realizzazione dei regolamenti tecnici impose uno studio gravoso che fu portato a termine con la collaborazione delle Federazioni Sportive Italiane ed in particolare con la collaborazione delle Federazioni Internazionali competenti, alle quali si dovettero sottoporre, per il benestare, i testi dei regolamenti stessi. L'Ufficio «Comitati di Sport» della Sezione Tecnica, presso il quale collaborarono i rappresentanti delle singole Federazioni Sportive Nazionali per la stesura dei testi, intraprese pertanto tale impegnativo lavoro, spesso reso complicato da numerosi interventi. E purtroppo alcuni regolamenti subirono lunghe stasi a causa di incertezze tecniche o regolamentari od altro da parte delle rispettive Federazioni Internazionali, le quali restituirono il testo definitivo dei regolamenti con grandi ritardi nonostante amichevoli e reiterati solleciti. In particolare i regolamenti tecnici relativi alle gare di ginnastica e degli sport equestri misero in serie difficoltà il Comitato Organizzatore, tanto che questo fu costretto a farne oggetto di avviso anche sul Bollettino Ufficiale.
Questi tardivi interventi e conseguenti rifacimenti imposero perdite di tempo e di denaro agli organizzatori. Di qui, quindi, la necessità, rilevata anche in occasione dei Giochi di Melbourne, di accordare la più sollecita collaborazione a chi assume, nell'allestimento di una Olimpiade, impegni e spese.
La compilazione e la traduzione dei testi richiesero due anni di tempo, e la spedizione, effettuata in gran parte per via aerea, fu iniziata il 16 novembre del 1959 con i primi 50 esemplari inviati alla Federazione Internazionale di Hockey, e si concluse nel mese di aprile del 1960.
Ciascun regolamento fu pubblicato in volume separato in tre lingue, e cioè in francese, in inglese e in italiano. Di questa edizione furono curati 1.600 esemplari di ciascun regolamento tecnico, fatta eccezione per quello relativo alla ginnastica di cui furono stampati 2.100 esemplari, e ciò allo scopo di metterlo anche a disposizione degli istruttori e dei concorrenti, considerato che detto regolamento riportava dettagliatamente e con figurazioni tutti gli esercizi obbligatori. Inoltre il regolamento della ginnastica fu integrato dai film degli esercizi obbligatori maschili e femminili che, girati con il controllo delle Commissioni Tecniche della Federazione Internazionale di Ginnastica, furono messi a disposizione dei Comitati Olimpici delle Nazioni che ne fecero richiesta. Le richieste risultarono di n. 23 copie per gli esercizi maschili e di n. 33 copie per gli esercizi femminili. Infine fu stampata e rilegata in un unico volume la serie completa dei regolamenti tecnici, la cui edizione riportò in apertura le Regole Olimpiche.
Ne furono realizzate 1.000 copie in inglese, 500 in francese e 500 in italiano.
La spedizione dei regolamenti fu curata direttamente dalla Sezione Servizi per la Stampa, che peraltro prestò la sua collaborazione non solo alla traduzione dei testi, ma si adoperò anche nel lavoro di impostazione e di realizzazione tipografica dei testi stessi. La ripartizione e la spedizione dei regolamenti furono effettuate sulla base di un apposito piano, come risulta dal Prospetto n. 5.

Le iscrizioni

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Il sistema adoperato per le iscrizioni ai Giochi della XVII Olimpiade fu alquanto diverso da quello adottato in occasione delle precedenti edizioni olimpiche.
La Sezione tecnica portò a termine anche questo lavoro basandosi sulle esperienze passate, ma soprattutto tenendo presenti i concetti di maggiore praticità di uso dei moduli stessi, abbandonando in un certo qual modo lo schema dei moduli tradizionali usati nelle precedenti Olimpiadi. A questo proposito fu stampato l'opuscolo « Iscrizioni », destinato ai Comitati Olimpici Nazionali allo scopo di ricordare loro le modalità con le relative istruzioni necessarie per la stesura dei fogli di iscrizione. Tali fogli furono stampati in 8 tipi ed ogni foglio di iscrizione fu stampato in 3 esemplari: a) primo originale (di colore azzurro); b) secondo originale (di colore giallo); c) copia (di colore verde).
I tipi di fogli di iscrizione furono i seguenti:
1°) Modulo di iscrizione per Nazione (mod. ST 1)
2°) Modulo di iscrizione individuale (mod. ST 2)
3°) Modulo di iscrizione per squadra (mod. ST 3)
4°) Modulo speciale per le gare di vela (mod. ST 4)
5°) Modulo speciale per le gare di sport equestri (mod. ST 5)
6°) Modulo speciale per i tuffi (mod. ST 6)
7°) Dichiarazione di dilettantismo (mod. ST 7)
8°) Certificato medico per le gare femminili di atletica leggera (mod. ST 8).

I fogli di iscrizione furono inviati in triplice copia in lingua francese ed inglese. Per i moduli ST 7 ed ST 8 (dichiarazione di dilettantismo e certificato medico), fu sufficiente la utilizzazione di una sola copia.
Tra le istruzioni più importanti per la compilazione dei fogli di iscrizione, l'opuscolo ricordava che i moduli stessi dovevano essere restituiti prima delle ore 24 del giorno prescritto. Inoltre raccomandava l'invio di un modulo ST 1 per ogni sport cui il Comitato Olimpico intendeva partecipare. Questo modulo doveva pervenire al Comitato Organizzatore entro le ore 24 (ora di Roma) del 30 giugno 1960.
II modulo ST 2 « Iscrizione individuale », doveva pervenire al C. O.
14 giorni prima dell'inizio dello sport cui si riferiva, riempito in tutte le sue voci. I concorrenti desiderosi di partecipare a più di una gara dovevano riempire un modulo per ogni gara prescelta. Inoltre si richiedeva di indicare: a) per le gare di atletica leggera, la migliore prestazione ottenuta dall'atleta nel periodo dal 1° ottobre 1959 al 15 agosto 1960, poiché detta indicazione convalidava il diritto all'iscrizione; b) per le gare di nuoto, la migliore prestazione ottenuta dall'atleta al 10 agosto 1960. Per le gare femminili di atletica leggera era necessario allegare un certificato medico, come richiesto dal Regolamento della I.A.A.F. (modulo ST 8).
Il modulo ST 3 « Iscrizione gare a squadre » doveva pervenire al Comitato Organizzatore 14 giorni prima dell'inizio dello sport cui si riferiva, riempito in tutte le sue voci. Ad esso andavano allegati tanti moduli ST 2 (di iscrizione individuale) quanti erano i componenti della squadra iscritta, ivi comprese le riserve.
Per le gare di vela, oltre ai moduli ST 2 ed ST 3 necessari, doveva essere compilato in tutte le sue voci ed inviato al C. 0. entro le ore 24 del 14 agosto 1960 (ora di Roma), il modulo ST 4, al quale andavano allegati i seguenti documenti: a) certificato di stazza della imbarcazione; b) dichiarazione da parte dell'Autorità nazionale, che il certificato di stazza era stato esaminato e trovato soddisfacente.
Faceva eccezione la gara di monotipo olimpico « Finn », per la quale era sufficiente l'invio del solo modulo ST 2.
Il modulo ST 5 « speciale per le gare di sport equestri » era necessario per le gare di tale sport, oltre al modulo ST 2 (se si trattava di gare individuali) od ai moduli ST 2 ed ST 3 (se si trattava di gare a squadre). Il modulo ST 5 doveva essere inviato al Comitato Organizzatore entro le ore 24 (ora di Roma) del 21 agosto 1960.
Per le gare di tuffi si doveva riempire il modulo ST 6 « speciale per tuffi » e si doveva inviarlo unitamente al modulo ST 2, entro le ore 24 (ora di Roma) dell'11 agosto 1960.
Il modulo ST 7 « dichiarazione di dilettantismo » doveva essere inviato in unico esemplare, firmato dall'atleta e controfirmato dal Presidente o Segretario della Federazione Nazionale ed allegato al modulo ST 2.
Infine, per le gare di atletica leggera femminile doveva essere inviato in unico esemplare il modulo ST 8 « certificato medico », allegato all'ST 2, come prescritto dall'articolo 17 (paragrafo 3) del Regolamento della I.A.A.F.
Per ciascun modulo si ricordava il termine di scadenza come indicato per ciascuno sport nel Prospetto n. 6.
L'Ufficio iscrizioni della Sezione Tecnica si preparò a ricevere le varie iscrizioni fin dal 20 giugno 1960, predisponendo tutto il necessario per verificare e catalogare i moduli in arrivo. Otto settimane prima dell'inizio dei Giochi i Comitati Olimpici restituirono al Comitato Organizzatore i moduli ST 1 debitamente compilati. Provvidero così alla regolare iscrizione in tempo debito 67 Comitati Olimpici Nazionali; mentre i Comitati Olimpici Nazionali del Cile, Colombia, Filippine, Malesia, Messico, Sudan e Tunisia inviarono l'iscrizione solo telegraficamente e con ritardo, e dopo alcuni solleciti trasmisero i moduli ST 1. I Comitati Olimpici Nazionali del Libano, Vietnam ed Haiti inviarono le rispettive iscrizioni con notevole ritardo.
Il Comitato Organizzatore provvide a sottoporre la situazione del Libano, del Vietnam e di Haiti al Comitato Internazionale Olimpico ed alle Federazioni Sportive Internazionali interessate, ottenendo il nulla osta per l'accettazione delle iscrizioni dei suddetti Comitati Olimpici Nazionali ritardatari, la cui inclusione portò a 86 il numero dei Comitati Olimpici iscritti. La sola iscrizione della Somalia fu accettata sub judice. dato che il Comitato Olimpico Somalo era ancora in corso di riconoscimento da parte del Comitato Internazionale Olimpico.
Il 22 luglio 1960 si ebbe finalmente la esatta situazione della effettiva partecipazione e la Sezione Tecnica, tramite l'ufficio iscrizioni, fu in grado di predisporre il quadro delle iscrizioni. (Prospetto n. 7).
Tutti i moduli ST 1 (iscrizione per Nazioni) furono conservati in apposite cartelle nelle quali fu anche catalogata tutta la corrispondenza in arrivo ed in partenza nonché le proposte di variazioni, e ciò per consentire in qualunque momento un immediato recupero dei precedenti intercorsi con ogni Comitato Olimpico Nazionale.
Frattanto l'Ufficio Iscrizioni si predisponeva per l'arrivo dei moduli, nei previsti giorni di scadenza, relativi ai vari sport dedicando una cartella ad ogni sport con relativa sottocartella per ciascun Comitato Olimpico Nazionale.
Tali cartelle furono utilizzate per l'inserimento delle copie gialle di tutti i moduli, opportunamente catalogati, onde poter ritrovare con celerità qualsiasi documento.
Purtroppo, nonostante le norme chiare emanate tramite l'opuscolo « Iscrizioni », le circolari del Comitato Organizzatore e quelle del C.I.O., non pochi Comitati Olimpici trasmisero i moduli ST 2 di iscrizione individuale ed anche gli altri moduli, con molte imprecisioni, errori e lacune e ciò richiese un lavoro improbo e certamente oneroso, considerato che, quasi sempre telegraficamente, la Sezione Tecnica fu costretta a richiedere precisazioni e rettifiche. Irregolarità meno gravi furono sanate di comune accordo con i fiduciari tecnici (incertezze nella determinazione delle categorie del pugilato, della lotta e del sollevamento pesi; mancata designazione delle riserve; moduli non controfirmati dai Presidenti dei Comitati Olimpici Nazionali, ecc.).
Non possiamo non sottolineare che solamente il 40 % dei moduli pervenne debitamente compilato e regolare in ogni voce. Alcuni moduli portavano iscritti in soprannumero, riserve non consentite, squadre più numerose di quanto prescritto. In questi casi si fu costretti ad interpellare gli interessati costantemente e con notevole perdita di tempo.
Al momento di chiusura delle iscrizioni dei vari sport, il notaio incaricato compilò il verbale precisando i nominativi dei Comitati Olimpici Nazionali iscrittisi entro i termini dovuti. I Comitati Olimpici Nazionali che inviarono le iscrizioni in ritardo sono trascritti nel Prospetto n. 8.
Su richiesta del Comitato Organizzatore, il Comitato Internazionale Olimpico e le Federazioni Sportive Internazionali espressero parere favorevole alla accettazione delle iscrizioni pervenute in ritardo, e solamente dopo tale approvazione fu possibile normalizzare le posizioni di ciascun Comitato Olimpico.
Non fu così, invece, per alcuni Comitati che per avere inviato le iscrizioni di qualche atleta in un secondo tempo o per avere proposto delle variazioni in determinati sport precedentemente accettati e convalidati, non ottennero il nulla osta del C.I.O. e delle Federazioni Sportive Internazionali interessate, così come da Prospetto n. 9.
Dopo la definitiva chiusura delle iscrizioni, ancora altre varianti furono necessarie, ma di lieve entità, e, cioè, quelle relative alla giusta grafia di nomi e cognomi e in qualche limitato caso la firma sui moduli che ne erano pervenuti sprovvisti. La situazione definitiva delle iscrizioni e della partecipazione degli atleti ai Giochi della XVII Olimpiade si può rilevare dal Prospetto n. 10.
Nonostante i provvedimenti presi d'accordo con il C.I.0. per la revisione del numero dei concorrenti, dovuta all'aumentato numero di nazioni partecipanti (84 contro 69 di Helsinki e 67 di Melbourne), il totale degli atleti iscritti e partecipanti ai Giochi di Roma è risultato superiore a quello delle precedenti edizioni. Infatti a Roma si sono avuti 5.915 iscritti, contro i 5.859 di Helsinki, e si sono avuti 5.337 partecipanti effettivi contro i 4.925 dei Giochi del 1952.
Da questi dati risulta che, mentre nei Giochi del 1952 gli atleti iscritti, ma non partecipanti, toccarono la percentuale del 19 %, a Roma tale percentuale fu ridotta al 9,20 % circa.

L'addestramento dei cavalli per il pentathlon

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Un problema di indubbia difficoltà fu costituito dalla scelta e dall'addestramento dei cavalli per i concorrenti alla prova di equitazione del pentathlon moderno. La prova di equitazione è la prima del pentathlon e comporta notevoli conseguenze, sia sul punteggio sia sul morale dei concorrenti, poiché il risultato è spesso legato alla fortuna del sorteggio. Pertanto fu posta ogni cura per risolvere tale problema, reso più difficile dal fatto che in Italia e, del resto, in molti altri Paesi, non esistono più reparti militari di Cavalleria.
Data la carenza in Italia di cavalli idonei, in un primo tempo si pensò di reperire all'estero i quadrupedi necessari. E così fu esaminato, ma poi abbandonato, un primo progetto di importazione dall'Argentina. Successivamente furono intraprese particolari trattative per ottenere, in prestito, i cavalli dalla Svizzera, dalla Svezia e dall'Ungheria. Ma, infine, si ravvisò la possibilità di poter risolvere il problema in Italia, reclutando i cavalli dagli allevamenti sardi. Con la diretta collaborazione del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, che mise a disposizione un primo nucleo di cavalli, l'addestramento cominciò e procedette gradualmente affidato alle cure dei Carabinieri. In pari tempo furono acquistati sul mercato sardo 60 cavalli che costituirono il primo nucleo della preparazione iniziata alla fine del 1958. Successivamente tale preparazione fu suddivisa in tre nuclei, due in Sardegna e, cioè, a Cagliari e a Sassari, ed uno a Roma sotto la guida di capaci istruttori. Fu un lavoro preparatorio lungo e minuzioso, sottoposto a costanti controlli e selezioni, fintantoché nella primavera del 1960, i cavalli selezionati furono concentrati a Passo Corese, per completare l'addestramento nella zona del terreno di gara.
Dopo le ultime prove di selezione, compiute con percorso a cronometro, furono prescelti i 67 cavalli (60 più 7 di riserva) necessari per la gara; i cavalli eliminati furono messi a disposizione degli allenamenti che si svolsero a Tor di Quinto.
Durante il lavoro di addestramento non mancarono perdite di cavalli dovute a lesioni o a malattie, oppure eliminati per eccesso o per difetto di velocità; ma a queste lacune provvidero i selezionatori disponendo di una adeguata riserva di cavalli. Prima delle operazioni di sorteggio, furono esibiti i certificati del veterinario attestanti il buono stato di salute dei cavalli e le loro condizioni atte a superare il percorso. Egualmente prima del sorteggio fu consegnato a tutti i capi-squadra un elenco indicante i numeri, i colori del manto e le caratteristiche di ciascun cavallo.

Campi e turni di allenamento

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La Sezione Servizi Tecnici dedicò particolare cura alla preparazione dei campi e dei turni di allenamento onde agevolare nel miglior modo possibile gli atleti di tutti gli sport, desiderosi di completare i loro allenamenti a Roma nelle migliori condizioni ambientali. Particolare attenzione fu dedicata agli sport più complessi che richiedevano una più intensa preparazione. Così per i concorrenti del Pentathlon moderno, obbligati a sottoporsi ad allenamenti in cinque specialità agonistiche diversamente ambientate, fu predisposto un programma di allenamenti che non previde spostamenti superiori al miglio dal Villaggio Olimpico. Infatti ad uso esclusivo dei pentatleti furono riservate la sala di scherma e la piscina dello Stadio Flaminio, una speciale attrezzatura per il tiro adiacente al Poligono Umberto I, nonché un terreno per la corsa campestre ed un campo ad ostacoli per l'equitazione a Tor di Quinto, dove furono predisposte anche apposite scuderie provvisorie ed ivi trasferiti 40 cavalli per gli allenamenti. Anche per gli atleti del sollevamento pesi e della lotta furono riservati numerosi impianti locati nel complesso dell'Acqua Acetosa, nelle immediate vicinanze del Villaggio Olimpico.
Per gli allenamenti di ginnastica furono messe a disposizione palestre separate per gli uomini e per le donne; tali palestre furono dotate di attrezzi perfettamente uguali a quelli destinati per le gare. Inoltre le squadre, a turno, ebbero modo di ambientarsi anche sul campo di gara delle Terme di Caracalla.
Numerosi campi di allenamento per l'atletica leggera furono allestiti e dotati di attrezzi e di ostacoli uguali a quelli di gara; non solo, ma in detti campi prestarono servizio, con orari prestabiliti e resi noti ai concorrenti, i giudici di partenza designati per le gare.
Non si poteva non tener presente il desiderio dei pugili che amano allenarsi separatamente, e pertanto furono allestite ben sette palestre perfettamente attrezzate con tredici ring, specchi, sacchi, guantoni, guanti da allenamento e da sacco, maschere protettive, ecc.
Quattro impianti furono messi a disposizione per gli allenamenti dei nuotatori; uno degli impianti disponeva di più vasche. Soltanto per gli schermitori non fu possibile attrezzare pedane nelle immediate vicinanze del Villaggio Olimpico, e pertanto le pedane furono allestite al Palazzo dei Congressi all'E.U.R., con il vantaggio, però, da parte degli atleti di poter utilizzare per la preparazione le stesse pedane predisposte per le gare. Per facilitare gli allenamenti, furono realizzati per gli sport più complessi alcuni opuscoli contenenti le istruzioni relative ai turni e ai campi di allenamento, nonché altre notizie utili alla preparazione.
Si può tranquillamente affermare che tutti gli atleti conclusero la loro preparazione con una intensità ed una disponibilità di impianti che non ha riscontri. Dal Prospetto n. 14 si può rilevare che le presenze sui campi di allenamento raggiunsero la quota di 81.397: dividendo tale cifra per il numero dei 5.337 partecipanti si ricava un dato significativo, e, cioè, ogni atleta ha compiuto, in media, 15 sedute di allenamento.

Il centro meccanografico

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Il Centro Meccanografico del Totocalcio fu mobilitato dall'Organizzazione dei Giochi Olimpici, e in collaborazione con la Olivetti Bull realizzò l'automazione di tutti i servizi di gara, amministrativi e statistici. Si può affermare che per la prima volta la meccanizzazione penetrò in modo integrale nel campo dello sport e contribuì così in maniera notevole al successo organizzativo attraverso la rapida, chiara e tempestiva elaborazione dei dati tecnici, anagrafici e statistici. Progettato e realizzato per le esigenze di un'area di lavoro comprendente tutte le fasi organizzative, il Centro Elettronico svolse compiti che soltanto pochi hanno avuto occasione di conoscere a fondo.
Nel giugno del 1960, installato in un complesso di locali dello Stadio Olimpico, il Centro Elettronico iniziò la sua attività. In precedenza, mentre in tutti i settori dell'Organizzazione si lavorava per la preparazione dei Giochi, i funzionari specializzati del C.O.N.I. in collaborazione con i tecnici della Olivetti Bull curarono nei minimi particolari le basi del lavoro. Il Centro ha espletato i seguenti compiti: 1°) elaborazione dei dati anagrafici e numerici relativi ai giornalisti, ai giornali ed alle agenzie di stampa accreditate; 2°) elaborazione dei dati anagrafici, tecnici e statistici riguardanti gli atleti, in relazione alle iscrizioni alle singole gare ed alla convalida delle Carte Olimpiche; 3°) elaborazione dei dati anagrafici e numerici relativi alla permanenza di atleti ed accompagnatori al Villaggio Olimpico ed elaborazioni statistico-contabili dei consumi alimentari di ogni ristorante del Villaggio; 4°) elaborazioni particolareggiate dei dati anagrafici, numerici e statistici relativi ai componenti della delegazione italiana; 5°) preparazione dei fogli gara: i risultati di ogni singola gara venivano elaborati in pochi secondi con i dati precedenti, fornendo così dopo brevissimo tempo ai tecnici di campo tutti gli elementi necessari alle fasi successive.
Il Centro Meccanografico disponeva, tra l'altro, anche di una macchina tabulatrice, con perforatrice connessa, in grado di stampare 150 righe al minuto; nonché di altra macchina ordinatrice, inseritrice e tabulatrice.
Tanto per dare un'idea del lavoro eseguito, si può ricordare che le fasi di elaborazione sono state eseguite dalle seguenti macchine: a) selezionatrice, con la quale sono state elaborate 25.714 schede (per elaborazione si intende un passaggio in macchina); tali schede, ordinate secondo il programma finale, subirono poi 907.453 passaggi complessivi in macchina; b) inseritrice, con la quale sono state elaborate 18.271 schede con un unico passaggio in macchina, per l'ordinamento delle schede stesse; c) tabulatrice, con la quale sono state elaborate 18.271 schede con 132.468 passaggi in macchina.
In totale, per la elaborazione dei dati richiesti, furono necessari 1.258.192 passaggi in macchina per un complesso di 63 ore consecutive lavorative.

Centro Raccolta Bandiere

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In seno alla Sezione Tecnica fu istituito un "Centro Raccolta Bandiere" che funzionò anche con la collaborazione militare ed ebbe il suo regolare funzionamento dell'11 luglio 1960 fino al 30 settembre successivo.
Nei mesi precedenti al periodo di funzionamento, la Sezione Tecnica aveva elaborato un piano d'azione per l'impiego delle bandiere. A questo scopo fu catalogato ed utilizzato il materiale preesistente presso il C.O.N.I., e, cioè, furono messe a disposizione del Centro Raccolta 2.826 bandiere. A completamento del fabbisogno furono nel contempo ordinate altre bandiere per un totale di 1.685.
Il Centro Raccolta durante il periodo di funzionamento tenne costanti contatti con la Segreteria Generale dei Giochi e con le varie Sezioni dell'Organizzazione, in modo particolare con le Sezioni Cerimoniale, Amministrazione,Villaggio Olimpico e R.0.M., allo scopo di ottenere e garantire una perfetta collaborazione. Un apposito locale del Palazzo delle Federazioni - sede del Comitato Organizzatore dei Giochi - fu messo a disposizione del «Centro Raccolta Bandiere » ed ivi furono raccolte tutte le bandiere occorrenti per le varie manifestazioni sportive (con esclusione dell'addobbo cittadino). Altro magazzino sussidiario fu allestito presso lo Stadio Olimpico per una maggiore comodità e rapidità di impiego delle bandiere durante le varie cerimonie previste all'Olimpico e in altri impianti sportivi vicini. Per tutto il periodo di svolgimento delle manifestazioni olimpiche, i magazzini rimasero aperti ininterrottamente dalle ore 8 alle ore 24, con turni di servizio alternati di due squadre di marinai addetti con funzioni di magazzinieri. I compiti assolti dal Centro Raccolta Bandiere furono diversi e particolarmente impegnativi. Le 15 cerimonie di alzabandiera al Villaggio Olimpico, le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi, l'addobbo dei 45 impianti di gara e di allenamento, le 150 cerimonie di premiazione, danno un quadro esatto del movimento di carico e scarico per il trasporto delle bandiere e dell'arduo lavoro di recupero delle bandiere a manifestazioni ultimate.
Per il suo normale funzionamento, il « Centro Raccolta Bandiere » si avvalse di adeguato personale e di sufficienti automezzi di trasporto. Oltre ad un capoufficio al quale era devoluta la responsabilità del materiale e dei vari trasferimenti, il Centro disponeva di un ufficiale comandante il reparto marinai, due sottufficiali, undici graduati e 66 marinai, nonché di un sarto per le riparazioni urgenti e di un operaio manovale per l'impiego della « scala-porta ». Inoltre 4 automezzi militari furono adibiti per il trasporto del personale e del materiale destinato alle varie cerimonie. (Prospetto n. 15).
Va inoltre segnalato che durante il periodo olimpico, quaranta bandiere furono trafugate dai pennoni da collezionisti ed amatori di cimeli olimpici, e cioè: 20 bandiere olimpiche, 6 bandiere d'Italia, 3 bandiere di Roma, 11 bandiere estere.

Servizio di cronometraggio

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Il servizio di cronometraggio richiesto per l'Olimpiade di Roma fu affidato per la parte responsabile del settore tecnico-organizzativo, ad un direttore prescelto nella persona del Dott. Ing. Giovanni Romagna, Presidente della Federazione Italiana Cronometristi, coadiuvato dal fiduciario tecnico, Lucio Di Paola, Segretario della Federazione stessa.
Nell'intento di impostare tempestivamente un piano di ordinamento, la Federazione Italiana Cronometristi fin dal giugno 1958 si pose al lavoro d'intesa con la Sezione Tecnica del Comitato Organizzatore, e, come primo atto, effettuò una selezione dei più idonei tra i suoi 1.700 cronometristi federati. Nel contempo nominò una Commissione speciale alla quale fu assegnato il compito di esaminare gli elementi sulla base delle capacità di ciascuno dei cronometristi prescelti. Il piano di ordinamento fu espressamente studiato e condotto a termine in funzione delle specifiche esigenze di ciascun settore sportivo.
Nel maggio 1959, trecento cronometristi candidati furono sottoposti a prove pratiche mediante utili concentramenti in occasione di manifestazioni sportive importanti, in particolare di atletica leggera e di nuoto, quali le Universiadi di Torino, i Campionati Nazionali ecc. Attraverso queste esperienze furono definitivamente selezionati 182 cronometristi, numero considerato necessario per i vari servizi occorrenti nelle gare olimpiche di atletica leggera, canoa e canottaggio, ciclismo, ginnastica, lotta, nuoto, pentathlon moderno, pugilato, scherma, sollevamento pesi, sport equestri, tiro e vela.
D'altra parte il numero di 182 cronometristi fu stabilito anche in base alla necessità dei turni di lavoro predisposti per rendere possibile al cronometrista di non dover superare il limite massimo di 4 ore di impegno consecutivo.
Con la collaborazione della Federazione Italiana Medici Sportivi, i 182 cronometristi furono sottoposti a speciale esame tecnico, a prove psicotecniche, particolarmente per quanto si riferiva all'esatta valutazione dei « tempi di reazione» di ciascuno di essi. Concluso questo primo lavoro e riesaminati tutti gli atti, compresi i risultati delle visite mediche e delle prove psicotecniche alle quali furono sottoposti i candidati nella primavera del 1960, la Commissione presentò l'elenco dei cronometristi designati in accordo alle necessità previste per le varie specialità agonistiche.
Nel tempo stesso in cui la Commissione svolgeva il lavoro di selezione e di preparazione dei cronometristi, la Federazione Cronometristi, dopo una serie di studi e di verifiche sulle speciali apparecchiature, prese definitivi accordi con la Ditta Omega di Bienne, incaricata dal Comitato Organizzatore di fornire il materiale tecnico, in parte già omologato dalle competenti Federazioni Sportive Internazionali. Considerato il costante progresso in campo agonistico, non poteva non attuarsi un progresso tecnico, espresso infatti con una moderna, adeguata attrezzatura.
E infatti così avvenne poiché la collaborazione della Omega, apparsa sicura ed efficiente, fu caratterizzata da un impulso organizzativo di indubbia perizia ed estrema garanzia.
Per facilitare le operazioni dei cronometristi, in modo particolare la trascrizione dei tempi e la compilazione dei dati parziali, ed allo scopo di raggiungere una sollecita trasmissione di tutti i risultati alla Direzione delle gare, la Federazione Italiana Cronometristi studiò e realizzò speciali stampati con la diretta collaborazione dei Fiduciari Tecnici di ogni singola Federazione sportiva interessata.
Durante il periodo dei Giochi il lavoro dei cronometristi si rivelò quanto mai impegnativo e complesso anche perché, a differenza di quanto verificatosi in precedenti Olimpiadi, fu stabilito che il rilevamento dei tempi non sarebbe stato limitato ai soli tre primi arrivati nelle gare veloci, ma sarebbe stato effettuato per tutti i concorrenti in gara.
I cronometristi designati furono impiegati per il rilevamento dei tempi attinenti a quelle gare per le quali il solo fattore tempo é determinante.
II rilevamento del tempo fu effettuato mediante cronometri manuali muniti di bollettino di classe. Tuttavia in alcuni sport furono utilizzate, unitamente ai predetti cronometri manuali, apparecchiature elettriche pilotate da orologi a quarzo scriventi; apparecchiature in parte già collaudate dalla Casa Omega, la quale fornì per i Giochi di Roma anche i cronometri manuali. (Prospetto n. 16).
Nell'atletica e nel nuoto il tempo di ogni concorrente fu rilevato da tre cronometristi, e ciò fu necessario anche per l'omologazione dei primati, che debbono essere rilevati unicamente mediante cronometraggio manuale.
Praticamente nell'atletica su sette corsie furono necessari 21 cronometristi giacché anche per il settimo concorrente fu necessaria la rilevazione di tre tempi nell'eventualità che il concorrente avesse potuto eguagliare o battere il primato del proprio Paese.
L'apparecchiatura elettrica utilizzata nell'atletica leggera consisteva in una macchina fotografica, che impressionava cento fotogrammi al secondo, collegata in partenza alla pistola dello starter.
In meno di due minuti, la pellicola veniva sviluppata e mediante una speciale lente poteva essere rilevato il fotogramma riproducente l'esatto attimo dell'arrivo.
In occasione delle gare su strada (marcia Km. 20, marcia Km. 50 e maratona) furono istituiti appositi posti di rilevamento lungo i percorsi, onde informare costantemente gli interessati sulle posizioni, i distacchi e i tempi di ciascun concorrente.
Per le gare su pista, per distanze superiori ai 400 metri, furono rilevati anche i tempi parziali, sia giro per giro, sia al passaggio di ogni chilometro.
Giova ricordare che fu previsto anche un particolare servizio di cronometraggio mediante il quale si rilevarono, ai fini statistici, gli intervalli di tempo intercorsi tra i comandi dello starter « ai vostri posti », « pronti », e il colpo di pistola.

Rilevamento dei tempi

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Tutti i tempi rilevati e attribuiti alle varie gare furono corredati dalla documentazione fotografica degli arrivi, effettuata a mezzo del Racend Omega Timer.
I fotogrammi degli arrivi furono però pubblicati senza i tempi, così come previsto dai regolamenti Internazionali. L'intervento dei cronometristi italiani nelle gare di nuoto si deve considerare di fondamentale ausilio. Il nucleo italiano fu messo a disposizione della Giuria internazionale nominata dalla F.I.N.A., e funzionò in collaborazione con i cronometristi di altri Paesi prescelti dalla F.I.N.A. stessa.
Le gare di nuoto richiesero l'utilizzazione di trenta cronometristi impegnati nelle dieci corsie della piscina. Inoltre ogni corsia fu fornita di un apparecchio collegato alla partenza con la pistola dello starter; per contro l'arrivo veniva rilevato dai cronometristi mediante la pressione di appositi pulsanti. Per ogni corsia furono rilevati tre tempi mediante la apparecchiatura Omega-Swdm-O-Matic Timer; ciascuna partenza veniva registrata dall'apparecchio al colpo di pistola dello starter in conseguenza del collegamento elettrico della pistola all'apparecchio stesso.
All'arrivo di ogni gara il cronometrista agiva su un pulsante indipendente dagli altri due cronometristi addetti alla stessa corsia. Ad ogni modo oltre al sistema automatico funzionò anche il servizio di cronometraggio manuale sia per gli arrivi, sia per il rilevamento dei tempi intermedi. In sostanza il tempo di ciascun concorrente fu rilevato da tre cronometristi, fatta eccezione per il tempo del primo arrivato per il quale fu predisposto anche il rilevamento da parte di un quarto cronometrista. Ciò permise l'omologazione di primati nazionali che gli atleti stabilirono durante le gare, pur classificandosi dopo il terzo arrivato.
Per gli altri sport non vi furono applicazioni o novità tecniche speciali; tuttavia va citata l'adozione dei grandi cronometri azionati unitamente ai normali cronometri manuali. Le operazioni di cronometraggio per le gare remiere sulle acque del Lago Albano, furono effettuate mediante l'impiego di apparecchi scriventi Time Omega Recorder. Con l'impiego di questi apparecchi fu possibile ottenere i tempi di arrivo, nonché la registrazione dei tempi di passaggio intermedi relativi ai 500 metri, ai 1.000 ed ai 1.500 metri del percorso. Ciò si rese attuabile in quanto alcuni cronometristi furono dislocati in appositi posti intermedi, ed incaricati di azionare speciali dispositivi elettrici che consentirono ai cronometristi in servizio nella cabina di arrivo di rilevare dall'apparecchio stesso i tempi di passaggio e di comunicarli immediatamente ai giornalisti ed al pubblico.
Anche il servizio di cronometraggio preordinato per le gare ciclistiche richiese particolari accorgimenti tecnici. Per le gare su pista svoltesi al Velodromo, la Ditta Omega installò delle apparecchiature a cellula fotoelettrica rivelatesi particolarmente utili per quelle gare che imponevano il cronometraggio automatico. Tuttavia queste apparecchiature collegate ad altro apparecchio scrivente al centesimo di secondo furono sempre assistite, per motivi di sicurezza, dal sistema di rilevamento manuale.
Per il concorso di ginnastica e il torneo di lotta furono messi a disposizione delle rispettive Giurie i cronometristi necessari per il rilevamento dei tempi, così come previsto dai singoli regolamenti tecnici. Ma mentre per le gare di ginnastica il cronometraggio fu effettuato con speciali contasecondi da tavolo, per quelle di lotta i cronometristi che assistevano la Giuria ebbero a disposizione dei cronometri collegati a grandi quadri visibili anche per il pubblico, il quale ebbe così la possibilità di seguire e controllare le vicende agonistiche e la durata degli incontri. Le prove relative al pentathlon moderno furono cronometrate con apparecchi elettrici o mediante sistema manuale, già previsti e adottati nelle gare analoghe inserite singolarmente nel programma olimpico.
Tuttavia nella prova ippica fu istituito anche un apposito posto di rilevamento cronometrico a metà del percorso; questa soluzione consentì la possibilità di seguire con maggiore interesse il percorso di ciascun concorrente.
Il torneo di pugilato non richiese particolari prestazioni tecniche da parte dei cronometristi designati. Questi disponevano di uno speciale orologio per la lettura dei tempi, collegato con un apparecchio circolare di grandi dimensioni, installato dall'Omega al disopra del ring. Il pubblico presente alle gare potè seguire, costantemente, anche la durata di ciascuna ripresa.
Il complesso torneo di scherma richiese un lavoro di cronometraggio oltremodo impegnativo, per il quale furono utilizzati orologi contasecondi di grande formato. Non è senza significato ricordare che l'« avvertimento » alle giurie ed ai concorrenti del « quinto minuto » fu necessario per il 60 % degli incontri di spada; il 40 % degli incontri di fioretto maschile; il 25 % degli incontri di fioretto femminile; mentre rare volte fu necessario per gli incontri di sciabola.
Sarà anche interessante conoscere che nella finale della spada individuale il concorrente italiano Delfino, nei sette incontri sostenuti nel girone, per sei incontri superò il limite del tempo, trovandosi al sesto minuto ancora in parità; uno dei suoi combattimenti si protrasse per ben 14 minuti e 42 secondi effettivi. Le gare di sollevamento pesi non impegnarono i cronometristi con prestazioni di particolare rilievo, né tantomeno richiesero speciali accorgimenti tecnici. Secondo le prescrizioni del Regolamento Internazionale, i cronometristi messi a disposizione della Giuria utilizzarono cronometri manuali e fornirono di volta in volta le dovute indicazioni alla giuria stessa.
Ben diverso fu l'impiego dei cronometristi negli sport equestri. Le gare di dressage furono controllate a mezzo di cronometri manuali le cui indicazioni venivano fornite al Presidente della Giuria. Le prove del Concorso completo di equitazione e quelle del Gran Premio di Salto agli ostacoli, furono, invece, controllate a mezzo di cellule fotoelettriche e di apparecchi scriventi Omega Time Recorder. Tuttavia per motivi di sicurezza fu predisposto anche un servizio di rilevamento manuale ad ogni « posto » di cronometraggio. Per le prove svoltesi a Piazza di Siena ed allo Stadio Olimpico e, cioè, per i Gran Premi individuali e a squadre, fu collegato all'apparecchio scrivente anche un grande orologio ben visibile e di facile ed immediata lettura da parte del pubblico.
Per le gare di tiro a segno furono designati cronometristi qualificati ed esperti in questo genere di prove. Secondo le disposizioni dei Regolamenti Internazionali, la Giuria doveva essere in grado, in ogni momento, di controllare l'esattezza dei tempi di rotazione delle sagome nelle gare di tiro con la pistola. Per soddisfare pienamente tali esigenze tecniche, la Federazione Italiana Cronometristi realizzò uno speciale dispositivo che, inserito nel sistema di rotazione delle sagome, provocava contatti elettrici che permettevano, a mezzo di un apparecchio scrivente al centesimo di secondo, il costante esame ed il controllo dei tempi stabiliti. In considerazione della complessità del lavoro compiuto (Prospetti nn. 17 e 18), dell'evoluzione e del progresso in campo agonistico e tecnico, si può senza altro affermare che anche i cronometristi apparvero all'altezza del compito; e ciò nonostante l'esasperazione delle difficoltà, la maturità e l'affinamento degli atleti. Indubbiamente nell'esplicare il loro compito in una severa manifestazione quale è stata quella dell'Olimpiade romana, i cronometristi tutti non vennero meno all'aspettativa e dimostrarono di possedere un grado di preparazione eccellente sotto ogni punto di vista.